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E venne al fine l'ora degli incentivi fiscali per gli investimenti in startup

E anche l’ultimo tassello sta per andare a posto. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale gli incentivi fiscali sono operativi. È un ottimo risultato di cui andare soddisfatti ma è solo l’inizio di un nuovo faticoso cammino. Adesso comincia la partita per capire se i soldi alle nuove imprese innovative non arrivano perché non ci sono, perché chi dovrebbe metterli è miope o perché non è davvero conveniente.

Il ricco e ambizioso apparato normativo messo in piedi nel corso degli ultimi due anni a favore delle startup è anche un’implacabile macchina della verità. Adesso che le agevolazioni ci sono vediamo chi vorrà e saprà utiizzarle. E i soldi, come spesso capita, sono la prova del fuoco. È certo un dato rassicurante quello che arriva dal Registro delle imprese (quasi 1800 startup innovative registrate) con quell’immagine baldanzosa ma fuorviante di 5 nuove startup che nascono al giorno. Sono certamente segnali di un mercato che sembra voler uscire dal letargo le notizie dei finanziamenti milionari per Cloud4Wifi (4milioni di dollari da United Venture) e per Cellply (2milioni di euro in fase seed).

È difficile però capire adesso quante risorse finanziarie libererà davvero l’incentivo fiscale. Sulla carta il vantaggio è per tutti. Sul fronte dei privati c’è un tema di conoscenza del mercato e di fiducia. La detrazione fiscale sarà sufficiente a fugare dubbi e diffidenze? Più probabile che sia necessaria una grande azione di comunicazione e formazione per far conoscere meglio la cultura delle startup, le sue logiche, le grandi opportunità ma anche i rischi,  al di fuori della abituale cerchia degli addetti ai lavori. Questo lavoro è ancora tutto da inventare e da fare.

C’è poi l’altro e ben più consistente fronte delle aziende. Non è vero che sono tutte ferme ma è altrettanto vere che sono ancora troppo poche quelle che stanno guardando con attenzione operativa il serbatoio diffuso dell’innovazione. Fino ad oggi s’è detto che se non investivano è perché non avevano convenienza a farlo? Adesso avremo modo di verificare se il 20% di vantaggio fiscale è una motivazione sufficiente ad avviare i primi passi di corporate venture capital. Comunque non potrà essere la ragione fondante di una scelta di investimento aziendale, che dovrà sempre essere basata sulla valutazione di un progetto d’impresa e del suo business modell e della sua coerenza con le strategie aziendali. E qui la macchina della verità ci dirà fra non molto tempo se i soldi ci sono, la capacità di investirli pure ma anche se ci sono idee e progetti sui quali vale davvero la pena investire. 

Articolo apparso anche su EconomyUp 

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Pubblicato il:

21 marzo 2014

Categorie:

Editorials


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