Equity crowdfunding, guida definitiva e nuovo regolamento Consob

Ecco il nuovo regolamento di riferimento Consob per l'equity crowdfunding, scaricabile immediatamente qui.

Startupbusiness, in collaborazione con Tip Ventures, pubblica una guida dedicata a chi vuole utilizzare questa tipologia di fundraising.

Partito con i migliori auspici, e con l’etichetta di risolutore di tutti i problemi di finanziamento delle startup, l’equity crowdfunding ha vissuto un periodo di forte imbarazzo nel quale si pensava che lo strumento funzionasse per nulla, almeno nel nostro Paese.

Invece funziona e vi raccontiamo perché questo strumento se approcciato con i giusti professionisti, può risolvere le esigenze finanziarie delle startup early stage e lo facciamo con l’esperienza di Matteo Masserdotti, Ceo e fondatore di Tip Ventures , una delle principali piattaforme operanti oggi in Italia.

 

Abbiamo sentito dire di tutto sull’equity crowdfunding nell’ultimo anno, principalmente da esperti del settore finanziario, che probabilmente non hanno ancora preso le giuste misure dello strumento, cose del tipo: “l’equity crowdfunding non funziona…”, falso, oltre tre milioni di euro raccolti (Osservatorio sul crowdfunding) ; “non esistono investitori di taglio medio disposti a investire…”, falso, il ticket medio è inferiore a 10mila euro; “non possiamo attirare investimenti dall’estero con questo strumento…” falso, questo con il nuovo regolamento CONSOB cambierà radicalmente (se veda il paragrafo apposito di seguito nell’articolo).

Il vero problema è: come ottenere buoni risultati? Come sempre accade i migliori risultati arrivano grazie al duro lavoro, le competenze professionali, e la creazione di una strategia vincente. Se vogliamo avere successo in un’attività digitale, di qualunque cosa si tratti, dal vendere viaggi al raccogliere capitali, dobbiamo conoscere e utilizzare gli strumenti giusti.

In una campagna di crowdfunding di successo si tratta di racchiudere diversi aspetti, quasi tutti legati alla comunicazione per cui teniamo presente che i seguenti punti sono da sviluppare in modo efficace prima di lanciare la nostra campagna.

Fasi della campagna

 

Pre-campagna

Principalmente gli aspetti fondamentali da considerare in questa fase sono volti alla lead generation, alla creazione di contenuti, il contatto con PR e giornali, la creazione di database per newsletter, la creazione della community, l’organizzazione di eventi di lancio.

 

Durante la campagna

È la fase in cui convertiamo il lavoro precedente e trasformiamo i follower della nostra community in investitori. Durante la campagna dobbiamo utilizzare gli strumenti che vedremo più avanti, creare campagne pubblicitarie, diffondere la comunicazione sui social network, inviare DEM, organizzare investor day, comunicare, comunicare e comunicare.

 

Post-campagna

Sicuramente quella che sembrerebbe essere la fase meno importante, invece dobbiamo assolutamente dedicargli del tempo e delle risorse, infatti è qui dove consolidiamo il rapporto con la nostra community.

Elementi della campagna

I documenti

Business plan, executive summary, perizie, brevetti, riconoscimenti, eventuali precedenti valutazioni provenienti da due diligence, la delibera di aumento di capitale, la parola chiave è trasparenza. Inutile pensare di tener nascosto dettagli del nostro business che possono emergere dall’analisi, che inevitabilmente un investitore eseguirà. Far luce sui punti di debolezza, tanto come sui punti di forza, rende affidabili e aumenta le possibilità che qualcuno investa.

La valutazione e il budget

Tip Ventures non fornisce assistenza nella valutazione pre-money della società, dato assolutamente fondamentale per la riuscita dell’operazione. La piattaforma esegue una due diligence accurata sul materiale inviato dalla startup, offrendo un parere positivo o negativo al proseguo della campagna. Quindi appurato che la valutazione pre-money si basa su dati fondati, si determina il budget, ovvero l’obiettivo di raccolta, che dev’essere congruo alla fase di crescita in cui si trova la startup.

Gli strumenti finanziari

In Tip Ventures abbiamo pensato che creare dei pacchetti di strumenti finanziari con valori predeterminati aiuti molto nel trovare i nostri investitori target. Non tutti gli investitori ragionano con le stesse logiche d’investimento, tantomeno hanno le stesse disponibilità finanziarie. Tip Ventures assiste la startup nel creare differenti pacchetti di strumenti finanziati, forniti di diritti patrimoniali e amministrativi diversi a seconda dell’importo investito.

 

La comunicazione

I canali

Certamente dobbiamo sfruttare i social network e le possibilità che ci offrono per la propagazione della comunicazione, ma anche come fonte di raccolta di contatti. Selezionare quelli giusti è altrettanto fondamentale, in una campagna di equity crowdfunding non possiamo non presidiare Linkedin, AngelList e Twitter. Ovviamente non sono da dimenticare i canali tradizionali del mondo digitale: email, sito web e blog.

Le tecniche

I nostri investitori non sono extraterrestri che vivono in un mondo parallelo, sono presenti nelle piattaforme digitali e le utilizzano esattamente come noi. Una volta trovato il nostro target dobbiamo utilizzare le tecniche adatte alla raccolta dei dati di queste persone, ne esistono parecchie e dipendono dalla piattaforma che utilizziamo.

Non esiste una campagna di comunicazione digitale che non utilizzi la newsletter, in modo costante e scientifico, dalla creazione del form di submission, alla profilatura dei contatti e l’invio di email.

Le PR, ovvero pubbliche relazioni, ci permettono di far arrivare il nostro messaggio agli influencer, cioè persone, spesso giornalisti, influenti nel nostro settore di riferimento. Se riusciamo a far parlare di noi a queste persone, la nostra comunicazione sarà infinitamente più potente.

 

Gli strumenti

il famoso storytelling, ovvero raccontare la nostra storia in modo divertente e convincente, è una forma vincente di creare seguimento ed interessare le persone. Pochi saranno attirati dalla tua idea strabiliante, ma certamente alcuni lo saranno dal modo in cui saprai raccontarla. È sempre più difficile creare una comunicazione efficace e in questo la creazione di un video è fondamentale. Ci servirà per raccontare la nostra storia, lo storytelling appunto, e così coinvolgere i nostri fan.

 

Il sito web è importantissimo, come il blog, che ci permette di raccogliere tutte le informazioni riguardanti le nostre attività, ma ancor più importanti, nel lancio di una campagna di equity crowdfunding, sono le landing page. Una landing page è una pagina web dedicata a comunicare un messaggio particolare, come quello del lancio della campagna, racchiudendo elementi fondamentali come form per newsletter e bottoni di condivisione sui social network.

La syndacation

Altro aspetto fondamentale dell’equity crowdfunding, che Tip Ventures sta strutturando e promuovendo è l’utilizzo della syndacation, che racchiude molteplici potenziali benefici, sia per le startup sia per gli investitori, tra i quali: a) gli investitori che partecipano tramite equity crowdfunding, possono seguire un lead investor, tipicamente un investitore qualificato (piccola holding di partecipazioni o super-angel) che si fa promotore dell’iniziativa e investe più degli altri; gli investitori restano titolari del proprio investimento (a differenza di costituire un SPV (Special Purpose Vehicle, ovvero una società veicolo) e possono uscire dal syndicate quando lo ritengono opportuno; il lead investor si fa carico della gestione dell’investimento (partecipare ad assemblee, Consigli di amministrazione, e quant’altro) a nome di tutti i partecipanti del syndicate, ed esponendo le esigenze della minoranza; ll lead investor riceve nessuna commissione per la gestione della società, ma realizzerà un carry (ovvero la percentuale che il syndicate trattiene sul ritorno dell’investimento, solitamente il 20%) in caso di liquidity event (ovvero quando si manifesta un evento che permette di liquidare la propria partecipazione, tipicamente la cessione o la quotazione in Borsa); la startup dialoga con un solo interlocutore, accelerando cosi la vita della società.

 

Gli strumenti finanziari partecipativi 

Sebbene molti imprenditori si lancino nella creazione di startup, spesso non conoscono gli strumenti finanziari a loro disposizione. Gli Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP), ancora sconosciuti ai professionisti (commercialisti, avvocati, notai) ai quali spesso gli imprenditori si rivolgono, rappresentano per le startup un nuovo ed efficiente strumento finanziario per la raccolta di capitali.

Assimilabili alle convertible note, ma senza diritto di rimborso (ovvero senza obbligo di restituzione del capitale da parte della società), gli SFP costituiscono uno strumento per una snella modalità di raccolta di capitali e dovrebbero essere inseriti nell’atto costitutivo di tutte le startup.

Gli SFP consentono alle startup, in forma simile alle convertible note di: a) raccogliere capitali senza dover deliberare un aumento di capitale, con evidente risparmio di tempo e costi; b) non dover dare una valutazione alla società che si trova in una fase early stage e non ha valori attendibili, evitando di incorrere in errori che porterebbero a interminabili negoziazioni non indicate vista la necessità di velocità della startup; c) possono essere ceduti anche a fronte di prestazioni d’opera per work for equity o piani di stock option.

Per gli investitori early stage, tipicamente business angel che sono quelli che più di tutti rischiano la perdita del capitale investito, questo strumento consente di non diventare subito socio di una società che potenzialmente (nel 40% dei casi al primo anno e nel 60% dei casi al secondo anno) fallirà se non è capace di reperire ulteriori capitali (solitamente da venture capital).

Questo permette di evitare problematiche legate al fallimento delle società che, nonostante nel caso della startup siano state derogate le procedure concorsuali, prevedono comunque delle scocciature, tra cui prima di tutti il rating bancario. Altri benefici sostanziali sono: a) entrare in un deal, senza aver bisogno di strutturare costosi term-sheet che verranno comunque negoziati dai venture capital nel round successivo e dei quali beneficeranno automaticamente anche i sottoscrittori precedenti, convertendo la propria opzione nella stessa categoria di quota/azione e b) accedere a uno sconto importante (20-30%) sulla valutazione del futuro aumento di capitale nel quale probabilmente entreranno i venture capital, convertendo la propria opzione nella stessa categoria di quota/azione.

 

Il nuovo regolamento Consob

AIEC, l’associazione italiana delle piattaforme di equity crowdfunding (http://www.equitycrowdfundingitalia.org/), di cui Tip Ventures è socio fondatore (Matteo Masserdotti ne è vicepresidente, ndr) , è riuscita dopo un anno di lavoro di lobby con la Consob, a far approvare una modifica del regolamento, che prevede il recepimento dei principali punti proposti, nello specifico:

L’affidamento della procedura di appropriatezza MiFID in capo alle piattaforme: non sarà più necessario, per le piattaforme che faranno richiesta alla CONSOB, l’obbligo di far transitare gli investitori per importi sopra soglia (ovvero 500 euro per persona fisica e 5000 euro per persona giuridica) presso un intermediario finanziario (banca o SIM) per la compilazione del questionario MiFID ai fini dell’appropriatezza. Attualmente infatti, per gli investimenti sopra soglia, il cliente dovrebbe rivolgersi a uno sportello fisico di una banca autorizzata allo svolgimento di tale controllo, appesantendo la procedura e rendendola poco fruibile. Con il recepimento di questa modifica del regolamento, sarà possibile per le piattaforme, direttamente online, eseguire i test di appropriatezza ai fini MiFID.

L’allargamento degli investitori che possono sottoscrivere il 5% anche agli investitori qualificati: viene allargata anche agli investitori professionali su richiesta la possibilità di partecipare come investitore professionale ai fini della corretta conclusione della campagna di raccolta. Questa modifica permette che per la corretta conclusione della campagna, che prevede la sottoscrizione del 5% da parte di un investitore professionale (banche, imprese di investimento, Oicr – Organismi di investimento collettivo del risparmio, ndr – , fondi, imprese di grandi dimensioni), sia allargata anche agli investitori professionali su richiesta, che soddisfino due dei seguenti requisiti: a) il cliente ha effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti; b) il valore del portafoglio di strumenti finanziari del cliente, inclusi i depositi in contante, deve superare 500mila euro; c) il cliente lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti.

 

Come attirare capitali dell’estero

La profilatura MiFID, che con il nuovo regolamento passerà in capo alle piattaforme consentirà, oltre a una più snella manovra da parte del piattaforma e un’operatività online, anche di attrarre potenziali investitori da paesi dell’Unione Europea.

Essendo la direttiva MiFID una normativa europea questo permette che potenzialmente la piattaforma possa profilare anche gli investitori residenti in stati membri dell’Unione Europea che hanno recepito la normativa nei rispettivi Paesi d’origine.

Il successo di una campagna di equity crowdfunding non è una questione di idee, di valore della startup o di relazioni, ma piuttosto il risultato di un lavoro di preparazione assistito da professionisti consapevoli delle difficoltà e delle strategie da adottare.

Lo strumento rappresenta quanto di più democratico esista a oggi sul mercato dei capitali di rischio. Il risultato è infatti proporzionale allo sforzo, alle abilità ed all’impegno che l’imprenditore, insieme ai professionisti della piattaforma, riesce a imprimere alla campagna.

Il mercato, e non le istituzioni pubbliche o private, è l’unico giudice imparziale di questo strumento di raccolta.

 

 

 

 

 

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Pubblicato il:

25 febbraio 2016

Tag:

startup


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