Ecco il Manifesto di Credimi, la startup fintech che vuole liberare liquidità
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Finanza alternativa, il ‘manifesto’ di Credimi per liberare liquidità

Credimi, startup italiana fintech che trasforma le fatture in immediato capitale liquido,  lancia il “Manifesto del circolante digitale”,  10 principi alla base del rinnovamento della finanza a supporto delle imprese. La finanza digitale rende possibile l’accesso al capitale in maniera rapida e a costi contenuti  superando i limiti del canale tradizionale. Dato il tipo di contenuto, presentiamo senza filtro la nota stampa di Credimi.

 

MANIFESTO DEL CIRCOLANTE DIGITALE

 

1.     Il circolante immobilizzato blocca crescita e innovazione. Liberiamo il circolante.

2.     Il passato è rigido, il futuro è flessibile. La finanza del futuro si adatta alle necessità del cliente.

3.     Il tempo è denaro. La finanza che fa perdere tempo è un costo non più giustificabile.

4.     Gli strumenti finanziari si pagano solo se si utilizzano.

5.     Il circolante deve diventare liquido in 2 giorni, non 3 mesi.

6.     I costi fissi e gli oneri eccessivi per il credito sono un freno per le aziende che crescono e innovano.

7.     La documentazione cartacea è dichiarata estinta.

8.     In un mondo connesso, la situazione del circolante è facilmente accessibile e consultabile, sempre e dovunque.

9.     Le imprese hanno il diritto di essere valutate oggettivamente, a prescindere da relazioni e geografia.

10.  Nell’era dell’informazione universale, i costi devono essere sempre trasparenti, soprattutto quelli dei servizi finanziari.

 

Questi i 10 punti del Manifesto del circolante digitale, nuova iniziativa  lanciata da Credimi a sostegno delle imprese italiane che vogliano innovare, finanziando la propria crescita attraverso strumenti di finanza alternativa.  In modo totalmente digitale, Credimi permette di rendere liquidi i crediti verso clienti in meno di 48 ore.

I contenuti del manifesto rapprentano i principi alla base del rinnovamento della finanza per l’impresa: un cambiamento oggi necessario per ritrovare competitività.

C’è, infatti, un investimento enorme sostenuto dalle imprese italiane: il capitale circolante.

In Italia detengono un investimento di oltre 500 miliardi di Euro in capitale circolante netto, quasi un terzo del PIL, la maggior parte di questo in crediti commerciali.

La metà di questo investimento grava sulle grandi imprese, l’altra su quelle piccole e medie.

Rendere liquida anche solo una piccola parte di questo circolante significherebbe dare una spinta importante alle imprese e all’economia, riducendo in maniera drammatica i debiti finanziari.

La tecnologia digitale permette di abbattere in modo significativo questo investimento, e/o di finanziarlo in maniera molto più veloce, flessibile ed economico di quanto sia stato possibile finora.

Oggi si possono incassare i propri crediti immediatamente, digitalizzarne tutte le informazioni, acquisire lo stesso rating della propria filiera; la tecnologia può trasformare il circolante in liquidità utilizzabile per lo sviluppo dell’impresa.

Ignazio Rocco di Torrepadula, fondatore e CEO di Credimi, presenta l’inizativa commentando: “Le imprese italiane, di qualunque dimensione esse siano, si trovano oggi a poter scegliere come finanziare la propria crescita, il digitale offre loro importanti opportunità per farlo in maniera rapida e a costi contenuti. I risutati raggiunti da Credimi (oltre 70.000 utenti unici sul sito www.credimi.com) testimoniano come le imprese italiane siano sempre più consapevoli dell’importanza di diversificare le proprie fonti di finanziamento e di quanto siano interessate a sperimentare soluzioni basate sulle tecnologie digitali. Noi di Credimi vogliamo contribuire a far crescere ulteriormente la spinta verso l’innovazione, e questo manifesto vuole essere un punto di partenza per far conoscere le potenzialità dei nuovi strumenti finanziari.. “Liberare”  il circolante incrementa il  potenziale di crescita e di investimento. Crediamo fortemente nel valore di questa iniziativa aperta ai contributi di tutto il sistema delle imprese e della finanza italiana”.

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Pubblicato il:

19 giugno 2017


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