Il sindaco Sala al Tavolo Giovani: portiamo le startup in periferia

Si chiama Tavolo Giovani ed è la versione 2016 di quello che fu il Tavolo Expo di Camera di Commercio di Milano la cui missione è favorire lo sviluppo e l’incontro tra aziende innovative del territorio.

Il Tavolo Giovani è stato aperto ieri 18 giugno in grande stile con Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano e il neo sindaco Giuseppe Sala il quale ha spiegato come da un lato vuole definire l’intero programma del suo mandato entro dicembre di quest’anno per poi usare il resto del tempo all’attuazione di tale programma: “fare il delivery” ha detto. Ha raccontato del suo incontro con il sindaco di Londra Sadiq Khan durante il quale, ha detto Sala, è stato preso alla sprovvista quando gli è stato chiesto perché Milano può diventare un partner di Londra e questo forse è stato il passaggio più incerto dell’intervento del nuovo sindaco che forse dovrebbe guardare più a fondo nel tessuto sociale ed economico della città e non solo al fatto che ha le montagne e il mare vicino, che abbiamo tantissimi uffici disponibili (o grattacieli vuoti), che vi sono scuole internazionali, e che nel 2021 la metro arriverà a Linate come ha spiegato al primo cittadino londinese (forse dimenticando che Londra ha un formidabile city airport servitissimo).

Dovrebbe guardare più a fondo iniziando con l’ascoltare le imprese che si sono presentate al Tavolo Giovani, c’era anche il rappresentante di Twitter Italia Salvatore Ippolito oltre a un nutrito gruppo di startup e imprese: MilanoCard, Orti Alti, Ampb, Opportunity Network, Just Knock, Bartlex, Tribook, Jobyourlife, Tensive, Milano Food Week-Bottiglie Aperte, Progetto Trust, SoulKitchen. Invece il sindaco dopo il suo intervento ha lasciato la sala e il Tavolo. Prima di andare però una proposta l’ha lanciata: offrire condizioni particolari agli imprenditori che decideranno di installare la sede della loro aziende in periferia, idea tutt’altro che malvagia e che può essere considerato un embrione di un modello che ricalca quello già applicato a Tokyo con le cinque zone a tassazione speciale, e a New York con il programma StartupNy che consente di operare per dieci anni senza tasse se si pone la sede in determinate zone dello Stato (ne abbiamo parlato qui).

Salvatore Ippolito, che ha portato alcuni interessanti esempi di come Twitter può essere usato per migliorare la vita delle città (come Pingeon Air Patrol che usa i piccioni viaggiatori per monitorare la qualità dell’aria, Tweetting Pothole per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni in relazione allo stato di manutenzione delle strade, Treespeech per tenere sotto controllo la salute degli alberi nei parchi), non ha nascosto il disappunto per l’assenza del sindaco con il quale avrebbe voluto condividere queste esperienze rese possibili dalla piattaforma di comunicazione in tempo reale che, come sottolinea Ippolito, non è un social network.

sala

Giuseppe Sala, sindaco di Milano

Se il modello New York può essere mutuato anche a Milano valorizzando, come vorrebbe Sala, le periferie, progetto interessante se si saprà applicare strumenti efficaci, l’occasione è imperdibile perché le due città hanno già avviato un programma di collaborazione per lo scambio economico bilaterale che ha particolare rilevanza per le startup e la cui scadenza per le candidature è stata prorogata fino al 31 agosto (qui le informazioni). Per approfondire questo tema e le opportunità è intervenuta al Tavolo Giovani in videoconferenza dalla Grande Mela Eleni D. Janis, vice presidente New York City Economic Development Corporation. Sempre in videoconferenza anche l’interessante intervento di Zachary Caceres, executive director Startup Cities Institute che da Guatemala City ha illustrato le sue attività mettendo soprattutto in luce come l’approccio ‘startupparo’ deve essere applicato a qualsiasi aspetto della vita sociale ed economica: “abbiamo bisogno di startup ospedali, di startup scuole, di startup capaci di combattere la corruzione”.

Spunti interessanti sono giunti anche da Carlo Ratti, director MIT Senseable City Lab il quale ha ripreso alcune delle innovazioni che sono state utilizzante durante il semestre espositivo di Expo Milano 2015 e che oggi hanno permesso di realizzare prodotti nuovi come plotter di grandi dimensioni e trattori agricoli a guida autonoma, proprio sui veicoli a guida autonoma Ratti ha fornito un dato interessante frutto di uno studio che il suo laboratorio ha condotto sulla città di Milano e che ha rilevato che a pari livello di qualità di servizio, quindi di puntualità e flessibilità di un’auto privata, se avessimo già le automobili autonome circolerebbero per Milano il 20% dei della quantità di veicoli attuale.

L’appuntamento con Tavolo Giovani è quindi rinnovato, d’ora in poi ci saranno incontri in cui le protagoniste saranno le imprese e le startup del territorio e in cui il Comune e la Camera di Commercio si metteranno in ascolto per dare maggiore forza al valore economico, sociale, territoriale che questa economia produce.

Emil Abirascid

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Pubblicato il:

19 luglio 2016


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