Le 10 startup italiane più ricche

Quali sono le startup italiane che hanno raggiunto i più alti investimenti nel corso del 2016?

Le ha identificate la ricerca dell’Osservatorio startup hi-tech del Politecnico di Milano (presentata il 28 novembre 2016), ecco la lista con il valore complessivo del funding ottenuto espresso in euro:

  • Moneyfarm, 23 milioni 

MoneyFarm è una delle principali realtà del panorama fintech italiano e negli ultimi tempi ha certamente messo il turbo. Dopo l’aumento di capitale da 16 milioni di euro di inizio anno, sottoscritto dal fondo inglese Cabot Square Capital e da United Ventures, un investimento record per il fintech italiano, più di recente ha raccolto altro capitale messo a disposizione da Allianz, colosso mondiale delle assicurazioni. MoneyFarm sta puntando molto sulle tecnologie di robo-advisory, la cui fetta di mercato potrebbe valere, secondo le stime,  2mila miliardi di dollari nel 2020.

  • nousCom, 12 milioni

NousCom società startup biotech italiana ha annunciato lo scorso maggio la chiusura di un round d’investimento da 12 milioni di euro, realizzato da LSP e Versant Ventures, entrambi fondi d’investimento attivi nel biotech e scienze della vita. NousCom sta sviluppando un innovativo vaccino per il cancro, basato, tra le altre cose,  sui nuovi sviluppi nelle tecnologie di sequenziamento del DNA e RNA che ora consentono la determinazione a prezzi più accessibili, velocemente e in modo affidabile l’ esatta sequenza del genoma dei tumori.

  • TalentGarden, 12 milioni

Talent Garden è il più grande network di coworking d’Europa per numero di sedi: da Brescia, dove è nato cinque anni fa, ‎è arrivato oggi a 17 campus in 5 Paesi europei, con più 1500 professionisti del digitale che lavorano nei suoi spazi. Proprio in questo mese di novembre ha annunciato un aumento di capitale da 12 milioni di euro, al quale hanno partecipato tra gli altri 500 Startups e Reid Hoffman founder di LinkedIn.

  • movendo technology, 10 milioni

Movendo Technology, è la startup sulla quale Sergio Dompé, presidente della Dompé farmaceutici, ha investito 10milioni di euro. E’ la prima impresa che nasce all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova , dalla ricerca sulla robotica e ha realizzato la piattaforma Hunova, destinata alla riabilitazione e alla valutazione funzionale di arti inferiori e tronco, che sarà prodotta e commercializzata dal primo semestre del 2017; inoltre si prevede la realizzazione di protesi di mano robotica e di un esoscheletro che aiuterà a camminare persone con paralisi agli arti inferiori o a riabilitare i pazienti colpiti da ictus

 

  • Mosaicoon, 8,9 milioni

Mosaicoon, società “made in Sicily with love” ha realizzato una piattaforma collaborativa per la realizzazione di campagne video online, ha chiuso l’ultimo round con un gruppo di imprenditori e di family office lo scorso maggio. Mosaicoon ha ricevuto un primo seed nel 2010 da parte di Vertis Venture,  e nel 2012 lo stesso fondo, insieme ad Atlante Ventures Mezzogiorno, fondo del gruppo Intesa Sanpaolo, aveva nuovamente finanziato la società con un round A da 2,4 milioni di euro, accelerando la prima fase di sviluppo.

 

  • Musement, 8,7 milioni 

Musement è una delle principali startup italiane del turismo e ha annunciato la chiusura di un nuovo round da 8,7 milioni di euro nelle scorse settimane. Fornisce una piattaforma per prenotare esperienze di viaggio in tutto il mondo.  Oggi Musement è un servizio disponibile in 450 città su 55 Paesi nel mondo; ha una tecnologia unica nel suo genere attraverso la quale l’azienda ha saputo imporsi a livello globale, introducendo elementi di innovazione del settore. Tra questi, lo sviluppo del primo servizio integrato di prenotazione in-destination che permette ai viaggiatori di ricevere una notifica push nei pressi delle principali attrazioni, prenotare il biglietto direttamente e saltare la coda di accesso; nel 2016 è stato il lancio del primo chatbot al mondo nel settore delle attività turistiche.

 

  • Rigenerand, 8,7 milioni

Rigenerand, startup healthcare,  ha ricevuto un finanziamento di 8,7 milioni di euro da Principia SGR, attraverso il fondo Principia III. Sta sviluppando una terapia basata su cellule staminali mesenchimali geneticamente modificate per il trattamento di forme tumorali rare o incurabili, come il cancro del pancreas ed i sarcomi.

  • Credimi (ex InstaPartners), 8 milioni

In principio era InstaPartners, poi ha cambiato nome in Credimi. La startup fintech, che si occupa di digital lending per le Pmi, ha ricevuto l’autorizzazione di Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione dei finanziamenti al pubblico. La società milanese – che tra i suoi azionisti, oltre al management e al fondatore Ignazio Rocco di Torrepadula, conta alcuni nomi noti dell’imprenditoria e della finanza come Alessandro e Mauro Benetton, Paolo Merloni, Lorenzo Pelliccioli, Nerio Alessandri, e altri, ha chiuso un aumento di capitale da 8 milioni di euro lo scorso febbraio.
La società, creata nel 2015, mira a offrire alle piccole e medie imprese prodotti di finanziamento alternativi in cui sono gli imprenditori stessi a prestare denaro ad altri imprenditori.

  • Silk Biomaterials, 7,5 milioni

Principia III – Health è l’investitore dallo scorso aprile di Silk Biomaterials. La startup biotech sta sviluppando medicina rigenerativa di orgigine completamente biologica utilizzando specificamente la seta. La seta è una proteina di origine completamente biologica, in quanto prodotta dai bachi da seta, la cui lavorazione, secondo alcune tecniche adottate dalla startup, consente di creare delle protesi impiantabili che stimolano la rigenerazione cellulare di tessuti propri dell’organismo ospite.

  • BemyEye, 6,5 milioni

Il round di finanziamento che BeMyEye annunciato lo scorso maggio vede investitori come Nauta Capital, P101 e 360 Capital Partners. La società ha sviluppato in modo efficace il mobile crowdsourcing generando valore sia per le aziende che utilizzano i suoi servizi, sia per le persone che collaborano con l’azienda in modalità on-demand e che saranno, a seguito dell’acquisizione, oltre 250mila.

 

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Per maggiori informazioni su altri dati del report dell’Osservatorio hi-tech leggi anche qui l’articolo completo di download del documento.

 

 

 

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Pubblicato il:

29 novembre 2016


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