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Mobilità urbana, gli investitori privati dicono sì a Scuter

Tre ruote, elettrico (con una batteria che ha 100 km di autonomia), smart, agile nel traffico come un comune scooter, omologato per la guida senza casco. E’ Scuter, l’innovativo veicolo sviluppato da una startup romana e pensato per la nuova mobilità, per la sharing economy, per salvaguardare l’ambiente e persino per chi non ha mai usato un motorino e uno scooter classici, cioè è facilissimo da guidare. Realizzato dalla omonima società, fondata da Gianmarco Carnovale, Gabriele Carbucicchio, Carmine di Nuzzo, Luca Ruggeri ed Alberto Piglia, Scuter sta suscitando un grande interesse tra gli investitori privati attraverso la campagna di equity crowdfunding lanciata lo scorso dicembre sulla piattaforma Mamacrowd, interesse che si è sostanziato nel raggiungimento dell’obiettivo di raccolta di 150 mila euro in anticipo di 17 giorni, fatto che ha permesso alla società di rilanciare la campagna ulteriormente (fino al prossimo 20 marzo) per aumentare la raccolta di fondi. Tra gli investitori che hanno aderito alla raccolta – comunica la società – anche LVenture group, holding di partecipazioni quotata all’MTA che investe in startup digitali e che ha sostenuto il lancio del tre ruote. E anche alcune tra le grandi aziende nazionali legate all’energia e ai servizi stanno seguendo da vicino e con attenzione gli sviluppi di Scuter.

“Siamo felici per il risultato raggiunto in questa campagna di crowdfunding” dice Gianmarco Carnovale, CEO di Scuter, “dimostra che il progetto è valido anche perché abbiamo fissato una valutazione pre-money molto alta per i canoni italiani. Hanno creduto in noi investitori di ogni parte d’Italia, la maggior parte persone che non abbiamo mai avuto modo di conoscere personalmente, senza quindi poter trasmettere loro il nostro entusiasmo. Questo ci gratifica davvero tanto, perché ci fa toccare in modo tangibile il valore che il nostro progetto comunica all’esterno”.

L’aspetto più innovativo e convincente di Scuter è che è stato progettato nativamente per un uso condiviso attraverso un servizio di sharing economy, non è uno scooter tradizionale adattato, e ciò ha permesso di ottenere un veicolo con caratteristiche particolari. Concettualmente rappresenta l’essenza stessa della nuova mobilità e dell’economia on-demand: sappiamo che oggi la “fissazione” per la proprietà di un veicolo è almeno nelle grandi città diventata obsoleta, non serve comprare un mezzo di trasporto, quando lo si può utilizzare al momento del bisogno. Scuter incarna questo nuovo bisogno.

Anche il modello di business commerciale (b2b) appare convincente poichè riesce almeno in parte a by-passare uno dei principali problemi che una startup che intenda produrre veicoli per commercializzarli si trova ad affrontare: i costi di acquisizione dei clienti.

“Stiamo definendo diversi accordi di partnership con grandi aziende che ci accompagneranno nel nostro percorso di crescita, rendendo Scuter una startup profittevole e scalabile” dice Gabriele Carbucicchio, CFO e responsabile del business development. “Contiamo di poter annunciare a breve queste alleanze”.

 

 

Scuter sarà reso disponibile attraverso un servizio di sharing con uno schema “free floating pay per use”. In sostanza, è il modello dei car sharing ma realizzato con uno scooter elettrico appositamente progettato e costruito per l’uso condiviso. L’obiettivo di mercato è quello di intercettare tutti i guidatori di auto, stanchi del traffico, che vogliono finalmente cavalcare uno scooter comodo ed intelligente che offra in tempo reale soluzioni e suggerimenti per il viaggio grazie alla sofisticata tecnologia presente sul veicolo. La ricerca, il noleggio e il pagamento avvengono via app. A bordo si trova un device multimediale per offrire contenuti innovativi agli utenti.

“Scuter introduce delle tecnologie molto innovative per un servizio di vehicle sharing” – dice Luca Ruggeri, CTO della startup romana – tra queste, per i consumer, ci sono le tariffe personalizzate in base al profilo dell’utente e alla sua collaborazione allo sharing, i servizi turistici guidati dalle app integrate che illustrano i siti da visitare lungo il percorso del viaggio del mezzo e poi ci sono i servizi per le flotte aziendali con particolari caratteristiche e servizi ad hoc, a seconda dell’azienda con cui trattiamo.”

Per chi volesse investire e diventare socio di questo innovativo progetto, la campagna è ancora aperta, fino al 20 di Marzo. Su www.scuter.co e su www.Mamacrowd.com

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Pubblicato il:

09 marzo 2017


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