Si fa presto a dire e-commerce quando si vuole vendere il lusso made in Italy

Si fa in fretta a dire e-commerce ma non sempre funziona e non sempre è fatto nel modo giusto per il mercato giusto. Se poi con l’e-commerce si vuole vendere il made in Italy, beh serve qualche astuzia in più, qualche analisi in più, qualche accorgimento in più e se poi questo made in Italy lo si vuole vendere a mercati che sono profondamente diversi per cultura, per abitudini, per contesti socio economici, l’operazione appare ancora più ardita se la si vuole portare al successo.

II successo ancora non è dimostrato perché il progetto è in fase di avvio ma i presupposti ci sono tutti perché Italy’s got style possa divenire un punto di riferimento per chi vuole vendere prodotti di lusso legati soprattutto al mondo della moda a consumatori, o meglio consumatrici, del Medio oriente.

Italy’s got style sarà online a partire dal 15 novembre all’indirizzo www.italygotstyle.com e si propone come vetrina per il commercio via internet di moda e lusso,  si definisce come la ‘prima e-boutique di moda made in Italy pensata per i Paesi dell’area cosiddetta Mena (Middle East North Africa) e ha alcune caratteristiche che lo rendono un po’ speciale. Intanto parte dalla considerazione che il mercato delle vendite online nel Medio Oriente vale cifre da capogiro: si parla di 15 miliardi di euro complessivi, ma è consapevole che non è sufficiente aprire una vetrina online per poter rendere interessanti i prodotti alle consumatrici e ai consumatori dei Paesi di quest’area, serve infatti costruire un contenitore che sappia fare leva sugli elementi culturali e sull’esperienza d’acquisto che sono profondamente diversi da quelli dei mercati occidentali e che vanno conosciuti a fondo affinché il progetto possa avere successo.

Ecco che quindi Italy’s got style prende forma dal lavoro di Imad El Kanj, imprenditore italo-libanese che conosce assai bene i due mondi in cui opera e il mercato del lusso e della moda. Imad ha costruito un team fortissimo, fatto sopratutto di collaboratrici con il quale ha disegnato l’approccio culturale e commerciale che la sua e-boutique deve avere. Ma Imad ha anche capito un’altra cosa: per vendere il made in Italy serve anche chi il made in Italy della moda e del lusso lo conosce ancora di più e già lo interpreta in modo innovativo, così si è trovato un partner di primo piano, una startup italiana che ha già dimostrato di avere la capacità di unire il Dna del made in Italy con le opportunità offerte da un efficace uso degli strumenti digitali: FiloBlu, fondata e guidata da Christian Nucibella è una delle realtà del fashion-tech oggi più interessanti con 8 milioni di euro di fatturato e circa 90 persone di staff e con collaborazioni attive con tutte le altre principali fashion-tech startup italiane come Quattrocento (occhiali) e Lanieri (abiti maschili su misura), per esempio. FiloBlu si occupa di sviluppare canali di vendita e-commerce per produttori del mondo sartoria, abbigliamento sportivo, design e cosmetica e ha investito direttamente nel progetto di Italy’s got style, dando vita così a un significativo caso di imprenditori che hanno saputo costruire una startup che cresce in modo deciso e che scelgono di destinare parte delle risorse economiche a investimenti in altra startup.

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Pubblicato il:

05 novembre 2015

Categorie:

Editoriali, Must Read


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