Spotlime: Milano fa il tifo per noi

Una nuova tappa nella scoperta della startup scene italiana. Quest’oggi abbiamo intervistato Francesco de Liva (nella foto sotto), founder e Cto di Spotlime, una società che sviluppa un applicativo per smartphone dedicato ai divertimenti serali.

 

Ciao Francesco. Ho avuto il piacere di incontrarti per la prima volta di fronte alla Cattolica di Milano, dove sostavate con un fantastico furgoncino colorato per promuovere la vostra startup, Spotlime. Ci racconti un po’ di cosa si tratta?

Spotlime è un’applicazione gratuita sia per iPhone che per Android che ogni giorno seleziona gli eventi più interessanti, particolari e ricercati di Milano. L’idea è quella di offrirti dei suggerimenti seguendo la logica del last minute: quando apri l’app trovi una serie di eventi in programma oggi, domani e qualche giorno avanti.

Inoltre ti consentiamo di prenotarti agli eventi dei nostri locali partner in due semplici tap e di acquistare direttamente dall’app i biglietti per concerti e teatri grazie alla partnership con VivaTicket.

Spotlime OnTheRoad è stato un evento itinerante che ci ha visti in giro per tutta Milano da metà settembre a metà ottobre. Quattro settimane nelle quali, con il nostro pulmino VW Westfalia verde lime, abbiamo fatto tappa in tutte le Università milanesi (Bocconi, Cattolica, Statale, Politecnico, Bicocca, IULM, IED) e nei più importanti luoghi di ritrovo tra cui Navigli, Corso Como, Corso Sempione, Brera, Isola, Fabbrica del Vapore, Corso Buenos Aires, Porta Venezia. Abbiamo creato un ambiente rilassato e attraente nel quale incontrare i nostri utenti, “vecchi” e nuovi. Il nostro obiettivo era di farci notare, conoscere e aumentare di conseguenza la nostra base utenti.

Una delle cose che mi ha colpito della nostra chiacchierata è stata il numero di persone che tutt’ora impiegate nonostante la vostra impresa sia ancora molto giovane. Qual è il numero di collaboratori, l’età media e il background di expertise di chi lavora in Spotlime, compreso il management?

Il Team di Spotlime è composto da 15 persone con un’età compresa tra i 22 ed i 28 anni, di cui 8 lavorano nel nostro ufficio di Milano mentre altri sono freelance. Oltre a me, gli altri soci sono Francesco Rieppi, Fabrizio Dell’Acqua, Luigi Selva Verzica e Giulio Ferro. Io sono un ingegnere informatico del Politecnico di Milano con un master negli USA. Ho lavorato per tre anni in Francia e sono CTO di Spotlime.

Francesco è laureato in Economia alla Bocconi, ed ha studiato anche in Russia e Spagna: è il CEO e si occupa del funding e delle relazioni con gli investitori. Fabrizio, anch’egli bocconiano, dopo aver già fondato e venduto la sua prima startup, adesso frequenta un Dottorato alla London Business School ed è il nostro CMO. Luigi è il nostro avvocato; laureato in Giurisprudenza alla Bocconi, si è specializzato in Spagna. Infine Giulio è il programmatore server side, mio ex collega in Francia. Ha una grande esperienza nei sistemi di sicurezza informatica di banche e tribunali italiani.

Ci sono poi i team Marketing, Eventi, Commerciale composti da 7 persone, mentre il team tecnico da altri 3. Una menzione speciale va anche a due Professori del Politecnico di Milano che ci supportano nelle nostre attività di ricerca e sviluppo legate alle dinamiche mobile. Si tratta di Marco Santambrogio e Edoardo Vannutelli.

Quanti investimenti siete riusciti a raccogliere fino ad oggi? Siete passati da incubatori/acceleratori o vi siete affidati al capitale privato?

Il nostro primo round di finanziamento si è concluso a giugno 2014 con 200.000 Euro (solo investitori privati italiani). Abbiamo dunque aperto un nuovo round di finanziamento che sta procedendo molto bene. Non siamo mai stati attratti da incubatori ed acceleratori (molto di moda al momento). Sono realtà che personalmente conosco poco. In generale l’ottica è sempre quella del confronto e i nostri investitori (che ringrazio) sono stati un ottimo supporto per la nostra crescita come amministratori.

La vostra piattaforma tecnologica è stata tutta sviluppata in house; contiene inoltre un interessante sistema di profilazione basato su una sorta di «machine learning». Come funziona esattamente?

Spotlime è un selezionatore di eventi che “impara” dal modo in cui la usi. Grazie ad un particolare algoritmo, ti mostra gli eventi più in linea con i tuoi gusti ma ti lascia anche la possibilità di filtrare gli eventi per macro-aree.

 

Qual è il vostro modello di business? Quali sono le principali città su cui operate e le piattaforme software (e i conseguenti Application Store) da cui la vostra app è scaricabile?

Spotlime è totalmente gratuita per l’utente. Non ci troverai mai pubblicità, banner o cose del genere. Gli unici costi sono a carico dei locali nostri partner. Per ora operiamo solo a Milano, ma il progetto è quello di raggiungere presto altre città.

I piani per il futuro? Sareste eventualmente pronti a scalare dall’oggi al domani nel caso aveste un certo numero di nuove realtà da indicizzare e proporre?

Nei nostri piani c’è di sicuro l’espansione, ma non strettamente legata al numero di locali, quanto soprattutto alla dimensione geografica. Ribadisco che l’app è un selezionatore di eventi e non un aggregatore. Per cui il nostro obiettivo non è avere sull’app tutti i locali di Milano (o di qualunque altra città in cui andremo), ma avere solo quelli in linea con i gusti dei nostri utenti target. Riceviamo ogni giorno richieste da parte di locali che vogliono essere inseriti nell’app, ma solo quelli che rispettano i nostri criteri di selezione, entrano a farne parte.

Com’è il rapporto con i player del settore? Mi riferisco non solo ai gestori dei locali, ma anche ai PR che potrebbero vedervi come una sorta di minaccia alle loro reti consolidate.

I gestori dei locali sono entusiasti del nostro servizio. Riusciamo a veicolare un numero di utenti molto sostanzioso e in forte crescita. La situazione con i PR non è per nulla un problema. Anzi, in parecchi casi siamo riusciti ad instaurare ottimi rapporti di collaborazione in quanto è fondamentale avere una persona di riferimento di Spotlime per ogni evento.

Tu e il tuo co-founder – ma anche, chiaramente, buona parte del team – avete background accademici e professionali di rilievo. Avete mai sentito il richiamo delle sirene dell’estero e se sì, perché avete deciso di rimanere in Italia?

Come detto anche prima, io e Francesco abbiamo sia studiato che lavorato all’estero per molto tempo. Abbiamo deciso di rientrare in Italia per lanciare il nostro progetto perché sarebbe stato molto difficile farlo in una città che non conoscevamo in profondità. Per noi è molto importante valorizzare il nostro paese, ma allo stesso tempo abbiamo una visione molto aperta verso il mondo.

La sfida più grande non è quella dell’espansione geografica in altre città e Paesi, ma soprattutto quella di riuscire in concreto a realizzare le nostre idee e farle crescere assieme al nostro team con la voglia di fare e continuare a fare vera innovazione. Milano è una città di creativi e sono molto contento di poter vivere gli stimoli di questo mondo di designer, uffici stile e professionisti della comunicazione, che ci stanno aiutando a trasformare Spotlime in un simbolo.

In questo penso che solo a Milano saremmo stati in grado di poter far evolvere sul piano delle comunicazione e della grafica l’app. Inoltre da quando sono rientrato sento di essere molto “coccolato” e valorizzato per le mie esperienze estere e anche il team percepisce una città che sta facendo il tifo per noi.

Andrea Latino @andrealatino

 

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direttore
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Pubblicato il:

29 ottobre 2014

Categorie:

Notizie

Tag:

startup


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