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Stamplay, i mattoncini per la programmazione software

Nonostante il software stia diventando sempre più importante in tutti i settori, soprattutto grazie al cloud computing e al proliferare di servizi online, sviluppare applicazioni è ancora un’attività piuttosto inefficiente e artigianale. Per certi versi, è inevitabile perché programmare significa risolvere problemi e quindi la capacità del singolo, il suo talento e la sua esperienza, rivestono un ruolo determinante. Tuttavia, molti problemi sono già stati affrontati e risolti e gran parte dell’attività di sviluppo applicativo di fatto consiste nel reinventare la ruota ogni giorno.

Che cosa succederebbe se fosse possibile mettere tutte queste soluzioni in una specie di scatola del Lego, in modo che le persone possano assemblare i programmi di cui hanno bisogno invece di partire ogni volta da zero? Negli ultimi dodici mesi, il team di Stamplay ha creato un sistema componibile ispirandosi ai giochi come il Lego e il Meccano e ai linguaggi di programmazione visuale come Scratch e Kobo, con cui si insegnano ai bambini le basi dello sviluppo software. Grazie a questo approccio, per creare un’applicazione è sufficiente scegliere i componenti di cui si ha bisogno e collegarli tra di loro.

Ma questa è solo parte della storia. Per rendere Stamplay semplice e potente abbiamo dovuto aggiungere due ingredienti segreti: la specializzazione e il fatto che molte funzionalità sono realizzate utilizzando dei software as a service (SaaS).

Un linguaggio generalista come quelli che usano i programmatori (C++, Java, Php, Python e tanti altri) a un livello di astrazione molto alto e usa molti formalismi. Di fatto, devi suddividere i compiti che vuoi che il computer faccia in attività molto molto piccole e poi tradurre le istruzioni in un’altra lingua. È un lavoro lungo che richiedere un elevato livello di competenza.

Invece, se prendi un settore specifico ci sono una serie di attività semplici che sono abbastanza codificate (noi le chiamiamo job). In segreto sta nel catalogare i job più comuni e creare le componenti per svolgere le attività che prevedono. Adesso stiamo catalogando i job nella comunicazione di marketing e stiamo creando i rispettivi componenti. Con un catalogo sufficientemente ampio di componenti, di fatto, è possibile creare software per risolvere la maggiore dei problemi che vengono affrontati tutti i giorni da chi lavora nel marketing e nella comunicazione.

Per esempio, con Stamplay, un’applicazione web per gestire un contest fotografico può essere assemblata usando tre componenti invece di alcune migliaia di linee di codice e decine di test per eliminare i bug. Inoltre, un’attività che un programmatore svolgerebbe in diversi giorni di lavoro, diventa una questione di ore e non richiede competenze di programmazione. In questo modo, il risparmio può raggiungere il 90%.

Il secondo ingrediente segreto consiste nel rinunciare a voler fare tutto. Infatti, negli ultimi anni sono nati tantissimi servizi specializzati. Per esempio, se vuoi creare dei sondaggi, puoi usare Survey Monkey oppure Fluid Survey o tanti altri software as a service (SaaS) di questo tipo.

Immagina di dover inserire un sondaggio nella tua applicazione. Che senso ha sviluppare tutto da zero? Non è molto meglio utilizzare un servizio già fatto, che funziona, ha un prezzo molto competitivo ed è sicuramente molto più sofisticato di quello che puoi ottenere con il tuo budget? Ovviamente la risposta è si. Ecco perché abbiamo creato delle componenti che ti permettono di utilizzare servizi esterni per determinate funzionalità. Al momento abbiamo Survey Monkey per i sondaggi e MailChimp per l’email marketing. E ne abbiamo in cantiere molti altri.

Ovviamente, nell’edizione di Stamplay dedicata alla comunicazione di marketing, è possibile integrare anche i principali social network, anche perché oggi sarebbe molto difficile immaginare una campagna di comunicazione che non sia social. In questo momento supportiamo Facebook, ma stiamo aggiungendo anche Twitter e Instagram.

Dopo un anno di lavoro ci rendiamo conto di essere solo all’inizio. Infatti, lo stesso approccio che oggi stiamo utilizzando per permettere ai web designer di creare applicazioni velocemente e a un costo contenuto può essere esteso facilmente ad altri settori. Basta avere un altro set di componenti.

Per esempio, oggi si fa un gran parlare della Internet of Things e della proliferazione di oggetti che sono connessi alla rete. Questo trend farà aumentare enormemente il fabbisogno di software perché l’hardware senza il software è del tutto inutile. Basti pensare al Nest: si tratta di un termostato, ma il vero valore non sta nell’elettronica o nell’estetica. Il Nest è magico perché è dotato di un software intelligente che apprende le abitudini del padrone di casa e regola la temperatura di conseguenza.

Che cosa succederà quando dentro casa avremo decine di oggetti connessi? È molto probabile che saranno di marche diverse e che avremo bisogno di orchestrarli per creare le automazioni che desideriamo. Tra qualche anno, dovremo essere in grado di creare del software per gestire le nostre case e, auspicabilmente, useremo Stamplay per farlo. Infatti, nel frattempo noi avremo messo in linea una versione del nostro servizio per l’home automation.

Ci aspetta un futuro in cui saremo tutti programmatori? All’inizio degli anni ottanta, il linguaggio BASIC ha permesso a molti di avvicinarsi alla programmazione e alla realizzazione di piccoli applicativi. Era semplice, ma richiedeva comunque una certa dose di impegno per essere padroneggiato. A distanza di 30 anni, i computer sono entrati nella nostra vista in molte forme diverse e questo processo è destinato a svilupparsi ulteriormente sia negli affari che nella vita privata.

Noi pensiamo che sia arrivato il momento di dotare tutti dei superpoteri di un programmatore. Questo, però, non significa che dobbiamo imparare a programmare scrivendo migliaia di righe di codice e passando il nostro tempo davanti a un monitor. D’altro canto, per guidare un’automobile non abbiamo bisogno di diventare dei meccanici.

Stiamo andando avanti con lo sviluppo della piattaforma e abbiamo bisogno di ampliare il team. Per questo motivo, dopo aver già raccolto 150mila euro, abbiamo appena iniziato una nuova campagna di fund raising. Il nostro obiettivo è migliorare l'interfaccia rendendo tutto ancora più semplice da usare e portare a bordo un numero significativo di utenti. In questo contesto, abbiamo aperto la beta pubblica da una decina di giorni e siamo molto soddisfatti dei risultati: gli utenti cominciano a sperimentare e a fare le prime applicazioni. È molto gratificante vedere che hai realizzato qualcosa di utile che produce valore per chi lo usa.

Nicola Mattina ha 43 anni, è sposato e ha due bambine, Si occupa di comunicazione e marketing da quasi venti anni e, salvo qualche piccola parentesi in azienda, ha sempre lavorato come imprenditore o libero professionista. Negli ultimi anni ha fondato e gestito Elastic, agenzia di digital Pr che è stata un pioniere nel settore in Italia. Nel 2012 ha fondato Stamplay insieme con Giuliano Iacobelli.

Foto credit: Berlin, Germany, January 18, 2014. Hy!Berlin Demo Day. Image by Dan Taylor/Heisenberg Media

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Pubblicato il:

28 gennaio 2014

Categorie:

Italian Startups


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