Starter3D fa dell’Abruzzo la capitale del nuovo made in Italy industriale e artigianale

Quattro giorni di innovazione, ricerca e approfondimento sul mondo del 3D all’Aurum di Pescara, ex fabbrica del liquore Aurum sottoposta ad uno splendido recupero di archeologia industriale, oggi di proprietà del comune e sede di importanti attività.

Il 27, 28, 29 e 30 novembre si è tenuto Starter 3D, il forum dedicato alle tecnologie del 3D promosso da CNA Abruzzo e organizzato da Digital Borgo, rete di imprese e incubatore di startup innovative di Pescara.

Con la collaborazione dell’Università Gabriele d’Annunzio, del Polo ICT Abruzzo, le CCIAA regionali, provincia e comune di Pescara, l’evento ha coinvolto 1400 visitatori, 150 aziende espositrici, 12 artigiani tradizionali, 1112 utenti in collegamento streaming per la conferenza stampa di apertura.

In un connubio tra modalità produttive artigianali tradizionali e la più recente sperimentazione nell’ambito del 3D, Starter 3D rappresenta un momento importante per la realtà abruzzese: in una regione in cui la cultura digitale è scarsissima e si fa fatica a introdurre modalità imprenditoriali, aggregative e produttive innovative, il microartigianato del made in Italy di qualità sposa la causa dell’innovazione grazie alla spinta di CNA Abruzzo, per il secondo anno sponsor dell’evento, consapevole della necessità di rinnovarsi e adattarsi al contesto tecnologico contemporaneo.

Big come Alessandro Ranellucci, creatore di Slic3r, Filippo Moroni di Solido3D, Pietro Gabriele di Fonderie digitali e Giovanni Re di RolandDG presiedono alla conferenza stampa di apertura dal campus dell’Università di Chieti-Pescara. Si prosegue con tre giorni di esposizione e workshop all’Aurum con un programma che coinvolge attori del 3D, dell’innovazione tecnologica e dell’artigianato a vario titolo: Arduino, Coesum, Todo3D, Flycam, Araknia, mostrano sistemi avanzati di progettazione e prototipazione, droni, robot, ma anche il polo Artitalia, con i suoi piccoli artigiani tradizionali, mostra le prime timide sperimentazioni progettuali in ambito 3D.

 

 

Valentino Megale dell’associazione Openbiomedical ci mostra il prototipo di una mano artificiale “universale”, stampata in 3D. L’obiettivo della sua associazione è portare la biomedica a tutti con prodotti che siano open source, low cost e stampabili ovunque, delocalizzando quindi la produzione. Impossibile non ragionare sulle conseguenze politiche e sociali di tali innovazioni e modalità produttive: fondata da tre ragazzi italiani, Openbiomedical coinvolge oggi trenta ricercatori sparsi nel mondo in un grande laboratorio digitale virtuale che punta ad una nuova economia, nuova società e a un nuovo modello tecnocratico in grado di apportare benefici diffusi (la foto qui di fianco ritrae il modello di protesi per gli alrti superiori realizzato da Openbiomedical).

Coesum, cui si riferisce l’immagine di apertura, lavora da più di vent’anni alla prototipazione rapida nel settore automotive, medicale, militare, aeronautica, industriale (nell’immagine all’inizio dell’articolo alcuni esempi di stereolitografia in resina realizzati da Coesum): il loro know how e la loro infrastruttura tecnologica sono in grado di predisporre modelli prototipali per qualsiasi settore produttivo.

Svolta epocale nel mondo della produzione manifatturiera e della prototipazione industriale, la stampa 3D rappresenta soprattutto il trait-d’union, in un Paese come l’Italia, tra il piccolo artigianato e la tecnologia più innovativa: dalla conoscenza artigiana e manifatturiera dei piccoli artigiani può e deve nascere una nuova conoscenza e possibilità di sviluppo tecnologico, fortemente avanzata. Settori opposti devono integrarsi tra loro dando vita a una base di conoscenza che sia un bene comune per tutti, da un punto di vista non solo concettuale ma anche normativo (open source, open data), operativo (community aperte, piattaforme per il knowledge sharing) e progettuale (Fablab, reti di imprese come Digital Borgo e fonderie Digitali). L’evento Starter 3D aggiunge un importante tassello in questo processo di evoluzione culturale verso il quale necessariamente l’Italia deve andare.

Contributor: Chiara Patitucci, @ChiaraPatitucci

 

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Pubblicato il:

08 dicembre 2014

Categorie:

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