Startup city: Berlino, parlano i numeri

Visto che siamo è in tema #brexit, partiamo dalla bellissima infografica realizzata da 99designs (scaleup berlinese) London vs Berlin (e che puoi trovare anche completa in fondo alla pagina), in cui si mettono a confronto le due città rispetto a tre temi, ma anche si può evincere molto dell’ecosistema berlinese:

The Money

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Come si può notare qui, già oggi (pre effetti #brexit) l’ecosistema berlinese in quanto a investimenti batte Londra, raggiungendo un miliardo di investimenti in sterline, nonostante il numero di startup sia nettamente inferiore. Questo potrebbe deporre a favore della qualità delle startup di Berlino, che, come diciamo più avanti, ha fatto un bel salto di qualità nelle startup e nel taglio degli investimenti.

The People

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Qui è possibile notare che in quanto a risorse umane i due ecosistemi sono abbastanza vicini, entrambi multiculturali.

 

The Work/Life balance

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In questi numeri emerge invece con chiarezza la differenze tra le due città a favore di Berlino, in merito al costo della vita, al costo degli affitti, e in definitiva alla qualità della vita che un giovane imprenditore o lavoratore in ambito startup si trova ad affrontare.

 

La storia di Berlino startup city

La relazione tra Berlino e il mondo delle startup inizia probabilmente grazie ai terribili fratelli Samwer che nel 2007 , dopo un paio di exit di successo, fondano in città Rocket Internet, con l’idea di farla diventare una fabbrica di startup. La cosa com’è noto è andata piuttosto bene, stabilendo il cosiddetto “Samwer brothers’effect” vale a dire una sorta di effetto a catena, o di effetto di emulazione, o di ispirazione che ha portato alla nascita di altre realtà di un certo peso come Team Europe, Delivery Hero e Project A, tutti fondati da manager formatisi alla scuola Rocket Internet. Una scuola bella tosta.

Secondo quanto si riporta in questo nostro precedente articolo su Berlino, una delle debolezze riconosciute a Berlino è che la città non ha un tessuto industriale e nessuna particolare storia di rilievo nel digitale fatta eccezione per il settore media, e che quindi non sarebbe mai potuto diventare un hub per startup di successo duraturo. Invece, Berlino è diventata meta di moltissimi talenti digitali europei e anche extra europei: grafici, sviluppatori, designer, social media professional e naturalmente imprenditori startuppari.

Perchè? Perchè la città è bella, giovane, ma sopratutto (come emerge nella infografica) low cost. Rispetto a una città come Londra che ha costi esagerati, a parità di stipendi e budget, Berlino permette una qualità della vita decisamente più elevata a chi ci vive.

Oggi l’attrattività per i giovani talenti con diverse competenze, provenienti da ogni parte del mondo è quindi un asset importante per Berlino in ottica “startup” perchè permette alle stesse di creare team molto forti.

Il salto di qualità

Techstars, il programma di accelerazione SV che lo scorso anno ha aperto anche a Berlino, definisce la città in questo modo:

Berlin is the fastest growing startup ecosystem in the world. It is attracting founders from all over Europe who are coming to build their companies amidst a sea of top talent, a supportive community and a great place to live. Investors from all over Europe and the rest of the world are traveling to Berlin to invest here.

Ciò viene pienamente confermato anche da un report molto interessante pubblicato da EY  intitolato “Liquidity meets perspective –  Venture Capital and Start-ups in Germany 2015” (che piacerà anche agli investitori) perchè offre una spiegazione del salto di qualità fatto dall’ecosistema berlinese (tedesco nel suo complesso) e dalle sue startup, che hanno oggi più qualità, più forza, business model scalabili internazionalmente e sono dunque molto più attrattive per gli investitori internazionali. Infatti nel 2015 sono nettamente aumentati gli investimenti vc oltre i 10 milioni e ve ne sono stati diversi oltre i 50.

Un altro fattore che rende molto forte l’ecosistema berlinese, dice questo report, è che esso è molto organico e indipendente, ed è cresciuto senza contare su interventi e supporto pubblico.

Questo report, che consigliamo vivamente di leggere, è molto completo; informazioni e dati sui vc, sulle startup e sui loro round d’investimento, sugli unicorni tedeschi, sul corporate venture.

Anche sul fronte degli acceleratori, Berlino offre un panorama vario, nutrito e di alta qualità: accanto al già nominato Techstars, possiamo citare , SeedCamp, Rocket Internet, FinLeap (fintech), Founder Institute, AtomLeap, Berlin Startup Academy e TechBerlin, nel cui sito si trovano anche molte risorse utili tra cui la lista degli acceleratori, dei coworking e naturalmente di startup e vc.

Tra le iniziative più giovani e interessanti Gtec Berlin una sorta di incubatore e academy aperto a startup da tutta Europa che crea anche collegamento con le imprese.

Se ti interessa conoscere i personaggi dell’ecosistema berlinese, occhio a questa lista, ce ne sono 1853 tra imprenditori, investitori, maker, influencer della startup scene berlinese.

 

berlin vs london

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Pubblicato il:

28 giugno 2016


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