Cambiare modello di business, CircleMe diventa anche b2b
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Startup pivot, CircleMe diventa anche b2b

“Non siamo certamente la tipica storia di successo. Anzi, abbiamo visto tempi bui più di una volta, cercando di provare a competere con giganti internazionali. Sono contento però che diverse società comincino ad apprezzare tutte le capacità tecnologiche che abbiamo sviluppato e che permettono di avere accesso a feed di contenuti su qualunque tematica di interesse. Voglio lavorare con loro e creare rapporti di business solidi così da poter far crescere la comunità di Circler nel mondo e allo stesso tempo creare il più esteso e accurato interest-network del web”. Così Giuseppe D’Antonio sinteticamente racconta la storia di CircleMe, la sua startup che come egli stesso racconta ha avuto momenti di difficoltà, ma nel pieno spirito di chi fa startup Giuseppe insiste, non molla, si fa carico dei momenti più difficili e rilancia.

Ed è proprio ciò che sta facendo ora dopo che la sua azienda tra il 2015 e il 2016 è rimasta praticamente senza fondi e dopo che ha compiuto il passo di acquisire le quote da tutti gli altri soci rimanendo oggi unico socio. D’Antonio ha così creato una nuova società, Exa Futures, che oggi controlla CircleMe e che continua a investire in tecnologie per la classificazione dei contenuti in modo automatico ponendo la società sul mercato più con la veste di fornitore di piattaforme tecnologiche piuttosto che come piattaforma b2c anche se le attività più di tipo consumer rimangono un asset: “abbiamo deciso di fare il pivoting del business più sul b2b – spiega D’Antonio – ma per noi resta fondamentale avere anche il b2c perché questa attività ci consente di migliorare l’accuratezza degli algoritmi e delle fonti dei contenuti grazie proprio all’attività degli utenti”.

Oggi CircleMe è in grado di ordinare contenuti del web su un milione di temi diversi, scovando circa 500-1000 nuovi contenuti al giorno, il repository al momento dispone di oltre quattro milioni di pezzi dall’inizio delle attività, su qualunque interesse. Quanto i contenuti vengono individuati sono automaticamente portati all’attenzione egli utenti che hanno espresso interesse per argomenti specifici, ciò naturalmente anche se gli utenti sono aziende che richiedono queste informazioni per ragioni di business.

“Riusciamo a popolare automaticamente anche un Calendario Personalizzato – aggiunge il Ceo – con a disposizione circa 70mila eventi per più di 8000 location nel mondo. Ovviamente facciamo vedere all’utente solo gli eventi che sono per lui o lei interessanti, basandoci sul loro profilo di interessi e sulla location desiderata”.

Il nuovo assetto societario e il rinnovato modello di business ha portato CircleMe a registrare i primi fatturati significativi già nel 2016 perché organizzazioni industriali anche di grandi dimensioni hanno iniziato a comprendere l’efficacia dell’offerta tecnologica della società di Giuseppe D’Antonio il quale enfatizza come proprio per questo tipo di clientela l’azione di CircleMe si traduce in efficace sistema per accrescere la fidelizzazione degli utenti e dei clienti proprio perché è ora possibile fornire solo servizi altamente personalizzati.

“Abbiamo lanciato la nuova app di iOS che raggiungerà almeno 100mila persone che sono i nostri utenti di iOS – conclude D’Antonio -. Siamo già stati “featured by Apple” tre volte in passato e puntiamo nuovamente all’essere Featured. Questa nuova app introduce anche un sistema per la migliore identificazione delle cosiddette fake news: il nostro sistema di downvoting ci ha sempre aiutato a identificare velocemente contenuti poco appropriati, ma ora un utente piò direttamente segnalare il pezzo come fake news e il nostro staff viene informato della segnalazione in real-time”.

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Pubblicato il:

21 marzo 2017


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