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Strategia, tattica, soluzioni e strumenti, ecco l'alfabeto per chi fa impresa

 

Oggi tanti strateghi, consulenti, consiglieri, ottimi professionisti e operatori del settore startup e micro, piccole, medie imprese con centinaia di idee, progetti, offrono indicazioni su cosa fare per sviluppare un sogno, per crearsi e generare lavoro.

Ma siamo certi che strategia, visione, idee e il cosa delle azioni e della vita professionale di individui, fisici o giuridici, sia così risolutiva? La mia convinzione è di altro genere. Il nostro Paese, storico per la sua capacità di inventare, di sviluppare idee e tecnologie ma soprattutto design, arte, cultura, intrattenimento, moda, sembra ormai incapace di generare grandi risultati per creare valore: una nazione a due velocità, eccellenza contro massificazione delle persone nel ricercare assistenzialismo di una o altra classe dirigente; le quali anch’esse sbagliano nel dire di trovare la soluzione, guardando sempre al cosa si può fare, perdendo così concentrazione sul come fare le cose, sul come creare strumenti per le persone (fisiche o giuridiche …) al fine anche di dare un messaggio differente.

Mi sembra che il cosa stia alla soluzione (ormai troppo spesso inattuabile) come il “come” stia agli strumenti. Scrivevo in altre occasioni: << strategia : cosa = tattica : come >>, allora per proprietà transitiva mi verrebbe da dire che << strategia : soluzione = tattica : strumento >>. Ma ormai, per le soluzioni esiste un popolo di startupper, maker, autoimpegati, inventori fai da te che spesso le creano con il loro lavoro e si concentrano sul come, sul processo, sul metodo, sulla capacità di esecuzione, sul testare, sul fare le cose perché una strategia cambia di continuo quando si entra nella realtà. Allora, quasi paradossalmente, prima la tattica, l’esecuzione, il lavoro su qualche idea per testarla, rivederla, “portarla al reale” mediante strumenti e metodo, poi la soluzione ne è conseguenza! Dunque, oltre a inventare, imitiamo chi processa meglio di noi, chi ha metodo, chi ha migliore capacità produttiva.

Per metodo intendo #saperecome approcciare ai problemi, con quale propedeuticità delle azioni, in quali tempi e tempismo, conoscendo a chi rivolgersi per dare velocità alla propria voglia di fare, trovando e utilizzando strumenti: legislativi, di know-how, finanziari, operativi, comunicativi. “Il metodo vale quanto le idee” non è una provocazione, è il bisogno che oggi ha questo nostro Paese: “nove imprese su dieci nascono da straordinaria esecuzione di idee ordinarie”.

Nessuno pensa al metodo come fredda catena di montaggio ma il know-how legato alle basi di relazione tra aree fondamentali per fare impresa: chi sa essere esecutivo (collegando e coinvolgendo gli altri) ed esecutore (facendo anche in prima persona), può vincere la sua battaglia. La nostra creatività, la capacità di inventare, il nostro estro in connubio con il #saperecome scegliere un prodotto dopo un’analisi di mercato, posizionarlo in maniera corretta scegliendo il giusto canale di vendita e comunicazione; connettere il tutto al proprio modello di business, trovare subito i primi capitali per finanziare la proprio impresa su carta; risolvere i primi adempimenti di cantierabilità parallelamente a trovare un co-fondatore; presentarsi a un finanziatore con il proprio Canvas e sviluppare il business plan per altri canali di accesso al credito; coinvolgere tecnici, programmatori o fornitori: on line ovvero off line, startup ovvero partite iva, il metodo per comunicare a tutti che abbiamo trovato la soluzione-impresa e l’abbiamo messa su strada, vale quanto l’idea.

Allora mi piacerebbe aver dato un contributo almeno culturale avendo scritto un manuale sul tema, “Alfabeto per la creazione d’impresa” – Lupetti Editore, Distribuzione Messaggerie Libri (www.alfabetodimpresa.it), che non vuole parlare solo di idee e soluzioni ma riporta un modello di approccio al sistema, senza critiche, per dare strumenti a chi si vuole mettere in proprio, fare impresa o lanciare una startup. In bocca al lupo a chi ci prova veramente.

 

 

 

 

 

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Pubblicato il:

24 luglio 2014

Categorie:

Editorials


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