Vincenzo Di Nicola, una storia di innovazione, tre continenti e il ritorno a scuola
“Sono cresciuto con i racconti dell’America dei miei nonni e nel mio immaginario l’America è sempre stata quel posto dove se lavori tanto ottieni tanto”, così Vincenzo Di Nicola co-fondatore di GoPago, l’azienda acquisita da Amazon nel dicembre del 2013 racconta a Startupbusiness dopo essere intervenuto allo StartupWeekend di Pescara dove ha portato agli aspiranti startupper la sua esperienza di imprenditore italiano che ha lasciato l’Abruzzo per sviluppare la sua carriera professionale e oggi, all’età di 34 anni è rientrato.  
“Tutto è iniziato nel 2003 quando da studente dell’Università di Bologna grazie a un programma di scambio sono andato a studiare alla Università della California a San Diego, dopo il primo anno i professori mi hanno chiesto di rimanere un altro anno per attività di ricerca e poi mi hanno proposto di fare domanda di dottorato a Stanford. In quegli anni ho accarezzato l’idea di diventare professore, mi piace molto insegnare e oggi lo faccio nel mio ex liceo scientifico dove tengo un corso di informatica moderna e avanzata, quella informatica che non viene insegnata nemmeno nelle Università ma che serve nel mondo del lavoro. Si dice sempre che dobbiamo investire nella scuola e si fa troppo poco, in Italia si parla troppo e si conclude poco, io nel mio piccolo voglio fare qualcosa per la scuola italiana che mi ha dato molto, i licei italiani sono molto superiori rispetto a quelli americani, ma in Italia purtroppo ci si perde nella Università dove manca totalmente la pratica”.
Il mestiere del docente in Usa è molto impegnativo : ‘you publish or perish’ e a Stanford gli studenti molto attenti e preparati tanto da discutere non di rado con i docenti le loro prestazioni, ma a far cambiare rotta a Vincenzo verso il mondo dell’industria è stato lo stage presso Yahoo che lo vide impegnato nel 2006 in un progetto per migliorare i tempi di estrazioni dei dati dalla piattaforma, progetto che Vincenzo ha portato a termine in tre mesi e che si è mostrato così efficace da essere utilizzato ancora oggi e portato come esempio dell’efficacia dei progetti di stage che in Usa hanno le caratteristiche di un vero impiego full time.  
“Con il progetto fatto a Yahoo ho avuto modo di capire il significato di poter fare qualcosa che impatta su tantissime persone e quindi ho deciso di puntare sul mondo industriale dopo avere preso il master in informatica a Stanford sono andato a lavorare a Microsoft nella loro sede di Redmond dove ho assunto il ruolo di program manager nel team di Behavioral Targeting
 per fornire informazioni sensibili di interesse per i singoli utenti e la loro profilazione a scopo pubblicitario. Ho rivoluzionato il team e con il mio prodotto ho ridotto a 15 secondi i tempi di analisi e di invio della pubblicità con conseguente crescita della soddisfazione degli inserzionisti. Il sistema funzionava così bene che fui premiato dall’ex consigliere tecnologico di Bill Gates e mi chiesero di andare in Cina per portare un po’ della mia competenza alle attività di Microsoft in quel mercato che è molto importante, quindi ho vissuto a Pechino per sei mesi. Al rientro in Usa, benché Microsoft per me fosse una bellissima azienda in cui lavorare, ho deciso di lasciarla e con un amico che stava in Ibm abbiamo iniziato a lavorare a un progetto che sfruttasse il fenomeno, che consideravamo molto importante, della diffusione degli smartphone”.
Nasce così nel 2009 il progetto GoPago che consente di scegliere, prenotare, pagare ordinazioni, inizialmente di drinks e poi anche di cibo, presso esercizi commerciali e catene risparmiando così tempo e rendendo più efficace sia per i consumatori sia per i negozi la gestione delle ordinazioni e dei pagamenti. GoPago muove i suoi primi passi tra Las Vegas e San Francisco e subito attira l’attenzione di investitori e quindi si espande rapidamente in molte città degli Usa e presto aggiunge alla funzione di prenotazione anche quella di gestione dei pagamenti e di tutte le attività commerciali collegando al terminale Android dispositivi come i registratori di cassa, i lettori a codici a barre e perfino le bilance. 
Nel dicembre 2013 la svolta quando Amazon decide di comprare la tecnologia e il team di GoPago con prospettive di sviluppare un business specifico come ha recentemente scritto il Wall Street Journal, mentre il marchio GoPago e tutte le attività di supporto ai clienti già attivi sono stati acquisiti da un’altra società che si chiama DoubleBeam e ha sede a Pasadena. 
Dopo l’operazione Vincenzo è uscito dalla società che ha fondato ed è rientrato in Italia: “al momento sono in Italia e sto cercando di capire se ci sono possibilità di rimanere e fare qualcosa di importante, i progetti sono tanti ma ancora nulla è deciso, intanto come detto mi sto dedicando a insegnare informatica nella scuola che mi ha dato così tanto e quando ho occasioni come quella allo StartupWeekend di Pescara condivido con altri che fanno startup alcuni pezzi della mia esperienza, una cosa che dico spesso e che vedo accadere troppo di frequente è che gli italiani devono smetterla di soffrire del complesso di inferiorità nei confronti degli americani, loro sanno quasi sempre meno ma si sentono forti di quello che sanno e si lanciano, mentre gli italiani mediamente benché siano più preparati hanno meno coraggio e un po’ temono anche il fallimento, cosa che invece non deve accadere perché a 25 anni senza nulla da perdere è il momento migliore e il fallimento è esperienza che aiuta a migliorarsi e a sviluppare i progetti con sempre maggiore efficacia”.

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Pubblicato il:

09 marzo 2014

Tag:

startup, USA


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