Digital360 crea le competenze per l’Industria 4.0 con la CSR

14 Mag 2021

Il gruppo Digital360 (di cui anche Startupbusiness fa parte), quotata sul Mercato AIM di Borsa Italiana, ha realizzato una crescita molto importante nell’ultimo anno sia in termini di fatturato, di azienda, di assett, e si prepara in questo momento anche a raggiungere la nuova milestone di diventare società benefit.

E’ di questi giorni l’annuncio anche di un nuovo progetto, realizzato nell’ambito delle strategie di responsabilità sociale dell’azienda, in cui il Gruppo riesce a portare la propria mission di supporto alla digital transformation in un campo di impatto sociale oggi davvero molto importante.

Digital360 lancia infatti il progetto  “Al lavoro 4.0”, un’iniziativa di inclusione sociale di giovani cui si offre la possibilità di frequentare un percorso formativo gratuito di alto livello che li preparerà per entrare nell’Industria 4.0, nella nuova manifattura italiana, che dal canto suo deve risolvere un forte problema di competenze. Un progetto che permette di creare molto valore, dunque, su diversi livelli, non ultimo il fatto di sperimentare un format didattico per la creazione delle competenze 4.0 assolutamente innovativo.

“Il percorso si inserisce in un progetto più ampio che Digital360 sta portando avanti volto ad aiutare giovani in stato di vulnerabilità o con fragilità di diversa natura (culturale, sociale, etnica, ecc.) ad entrare nel mondo del lavoro passando dalle nuove professioni che la trasformazione digitale dell’economia in atto sta creando” – afferma in una nota Andrea Rangone, Presidente di Digital360, che ha voluto fortemente questo progetto.

L’iniziativa è realizzata in questa sua prima edizione sul territorio headquarter di Digital360, Milano, e vede la collaborazione di due organizzazioni che da anni si occupano di giovani e situazioni di disagio sociale, Caritas Ambrosiana e Fondazione San Carlo. Le due associazioni   hanno svolto un ruolo importantissimo nell’identificare, attraverso la loro rete capillare di centri di assistenza e di ascolto, i giovani interessati, e coinvolge alcune importanti e avanzate realtà manifatturiere del territorio lombardo che, condividendo appieno lo spirito del progetto, hanno messo a disposizione tirocini e, soprattutto, concrete opportunità di impiego.

“I giovani sono tra le categorie che hanno pagato il prezzo maggiore a questa crisi ma è dal loro successo che dipende il nostro futuro. Ecco perché è importante offrire opportunità reali a tutti senza dimenticare anche chi ha spesso potenzialità che si rivelano sorprendenti quando sono messe alla prova – afferma Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana -. Per farlo abbiamo bisogno, da un lato, di partner innovativi disponibili a condividere le conoscenze con generosità, dall’altro di aziende pronte a scommettere. In questo progetto si è realizzata questa felice convergenza. Ci auguriamo che possa crescere e diventare anche un modello per altri”.

Ha assistito Digital360 nella realizzazione di questo progetto la startup e società benefit The Good in Town, specializzata proprio nella realizzazione e comunicazione di progetti di CSR innovativi e inclusivi. “E’ stata per noi una sfida molto stimolante lavorare con una società come Digital360. Questo progetto è la prova provata che il ‘business as a force for good’, mantra delle società benefit, funziona. Ed è anche dimostrazione che la responsabilità sociale d’impresa, oggi, può e deve accompagnare la trasformazione della nostra società” afferma Sara Serafini, fondatrice e Ceo di The Good in Town.

Come funziona il progetto formativo

Cinquantacinque le candidature pervenute attraverso i centri di assistenza e ascolto di Caritas per aderire al programma “Al lavoro 4.0”. I 15 giovani selezionati, tra i 18 e 25 anni, presenti in aula dal 10 maggio hanno un’età media di 21 anni e appartengono a diverse nazionalità che restituiscono una fotografia multietnica del nostro territorio.

digital event, 23 giugno
Forum PA > La public value governance del PNRR.
Sviluppo Sostenibile

L’iniziativa si articola in un programma di formazione di 400 ore e in un tirocinio in azienda di 300 ore. Il programma di formazione, che durerà circa 5 mesi, prevede lezioni teoriche, esercitazioni pratiche e laboratori su temi relativi all‘innovazione digitale, all’Industria 4.0, ai fondamenti d’impresa. Un focus importante sarà dedicato ad approfondire le attività più operative di una impresa manifatturiera- dalla lean production alle tecnologie meccaniche alla logistica di fabbrica, alla qualità, guardando alle tecnologie di oggi e di domani. Non mancano anche alcuni moduli formativi dedicati alle soft skill e alla loro preparazione ad entrare nel mondo del lavoro. Il tirocinio in azienda, che durerà circa 3 mesi, permetterà ai ragazzi di acquisire competenze e know-how pratico.

“Siamo abituati a leggere nei trattati di economia del ruolo essenziale che la manifattura ha avuto, ed ha tuttora, nell’assicurare un bacino occupazionale prezioso, inclusivo, fondamentale per la coesione sociale. Questa iniziativa prova che ciò è vero, ora come allora: con la trasformazione digitale l’industria si apre ad includere giovani che già hanno familiarità con il digitale, ma non inseriti nel tessuto lavorativo, giovani che con le giuste motivazioni, ed un deciso investimento in formazione, possono valorizzare se stessi ed il loro territorio.” afferma in una nota stampa Giovanni Miragliotta, Responsabile area Industria 4.0 di DIGITAL360, coinvolto in prima persona nella realizzazione del progetto.

I corsi – che prevedono un’indennità di frequenza per le giornate di formazione e una retribuzione per il tirocinio – sono tenuti da docenti universitari, professionisti specializzati e manager di impresa, la maggior parte dipendenti o collaboratori di DIGITAL360 o delle aziende partner.

I PC per la formazione saranno messi a disposizione da PC4U.tech, associazione no profit creata da quattro liceali milanesi, che raccoglie dispositivi usati come pc o tablet da organizzazioni e privati e, dopo averli ricondizionati, li dona agli studenti che ne hanno bisogno per l’attività di didattica a distanza.

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