La Repubblica del cornoletame

22 Mag 2021

Altro giro altra castroneria, o meglio stregoneria che riceve il bollino delle istituzioni. Questa volta si tratta della cosiddetta agricoltura biodinamica che nulla ha a che fare con quella biologica ma che si sintetizza in una serie di pratiche più vicine alla magia e all’esoterismo e del tutto prive di qualsiasi fondamento scientifico, al pari dell’oroscopo o dell’omeopatia tanto per intenderci.

Il Senato della Repubblica ha votato a gran maggioranza un finanziamento a questo tipo di pratiche (disegno di legge 988, voti a favore 195, un voto contrario, un astenuto). Uno schiaffo alla scienza e alla dignità con cui i soldi delle tasse dei cittadini dovrebbero essere spesi. A votare contro solo la senatrice a vita Elena Cattaneo che è farmacologa, biologa e ricercatrice impegnata sul fronte delle cellule staminali la quale, anche forte dell’appello di 20 scienziati italiani, ha provato a dar forza all’idea che agricoltura biologica e agricoltura biodinamica sono due cose molto diverse con la seconda che, come detto, è priva di qualsiasi base scientifica, tanto che la parola chiave che ha aiutato a fare emergere questa immensa castroneria approvata dal Senato è stata ‘cornoletame’ a indicare una pratica stregonesca alquanto ardita e bizzarra che ha a che fare con corna, sterco e astrologia, adottata da chi applica le fesserie della biodinamica e che ora potrebbe essere anche finanziato dai contribuenti (sempre che, ci si augura, la cosa non si fermi una volta giunta all’approvazione della Camera dei Deputati).

La questione in se potrebbe benissimo rientrare nell’antologia del ridicolo, come fu per il famigerato ‘tunnel gelmini’ quando l’allora ministra dell’Istruzione, era il 2011, Maria Stella Gelmini per celebrare i risultati degli esperimenti scientifici sui neutrini condotti dai laboratori del Gran Sasso e dal Cern di Ginevra, si sbilanciò nell’affermare (si dice fu colpa dell’addetto stampa perché tutto si svolse su twitter, il quale fu prontamente licenziato) l’esistenza di un tunnel che collega l’Abruzzo alla Svizzera, tunnel ovviamente inesistente (per la cronaca i neutrini viaggiano attraverso la materia). Tale bizzarria ebbe anche una coda perché nel 2018 si scoprì che un libro scolastico edito da Mondadori education riportava l’esistenza del tunnel. Ridicolo fu anche il caso dell’allora presidente dell’ente InnovaPuglia Giuseppe Tiani che si fece promotore di un ciondolo anti-covid, dispositivo del tutto fantasioso nella sua capacità di avere qualche effetto, dopo il fattaccio almeno Tiani ebbe la dignità di dimettersi. Con il cornoletame però la storia è un po’ diversa perché qui non ci si ferma al ridicolo ma si vuole sostenere con soldi pubblici un’attività del tutto campata per aria che va contro ogni logica, ogni razionalità, ogni evidenza scientifica.

In tutto questo c’è da preoccuparsi e molto perché se un ramo del Parlamento del Paese si fa abbindolare in questo modo con quale forza noi tutti che lavoriamo nell’innovazione, che facciamo ricerca, che andiamo a cercare modi per applicare la scienza e migliorare la vita di tutti i giorni, possiamo sperare di lavorare, trovare sostegno, essere compresi e apprezzati. In che modo dopo che abbiamo perso i treni dell’informatica, della ricerca sul nucleare civile (ne abbiamo scritto qui) , possiamo oggi sperare di investire pesantemente, e non solo in termini di denaro ma anche di cultura, formazione, infrastrutture, in filoni di ricerca come quelli legati per esempio al deep tech, all’intelligenza artificiale, alle energie alternative, al quantum computing, alle biotecnologie avanzate, se poi trovano spazio, dignità e finanziamenti pratiche esoteriche come la biodinamica?

C’è ora da augurarsi che, anche grazie al riverbero che la faccenda ha avuto, i Deputati si mostrino più saggi dei Senatori e che le voci relative alla biodinamica nel disegno di legge 988 vengano definitivamente stralciate, che i Senatori che hanno approvato tale castroneria facciano ammenda e che in futuro trovino albergo nelle leggi della Repubblica solo casi in cui: “laddove lo Stato ritenga opportuno sovvenzionare alcuni tipi di attività economiche, è condizione necessaria ancorché non sufficiente che queste attività vengono svolte secondo i principi di razionalità e di conformità alle evidenze scientifiche”, come recita l’appello dei 20 scienziati.

@emilabirascid

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