8 marzo, crescono le startup europee fondate da donne

C’è una data nell’anno in cui i numeri diventano più pesanti. L’8 marzo non è una ricorrenza simbolica. È un momento di misurazione. E i dati dicono una cosa chiara: le fondatrici europee crescono. Ma il sistema non le supporta ancora appieno.

Il 13%. Il dato più alto. E ancora insufficiente.

Nel 2025 – tutti i dati sono tratti dalla ricerca di Dealroom e relativi al 2025 – le startup fondate da donne hanno rappresentato il 13% dei finanziamenti venture capital europei. Un record storico. Un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente. Un progresso che, se ti fermi a leggerlo, è anche una denuncia. Perché un punto percentuale all’anno non è un’accelerazione. È una camminata lenta in un ecosistema che continua a correre asimmetrico.

7,5 miliardi di euro. Il numero che conta, e quello che manca.

Le startup europee con almeno una co-fondatrice hanno raccolto 7,5 miliardi di euro. Il dato più alto degli ultimi tre anni. Bene. Ma se si guarda come si muove quella curva, si vede che segue esattamente la traiettoria dell’intero mercato VC. Nessuna correzione strutturale. Nessuna inversione. Il mercato cresce, e le fondatrici crescono con lui. Ma non più velocemente. Non abbastanza da colmare il gap.

Dove le donne stanno costruendo il futuro

Guardare i settori racconta qualcosa di interessante. Healthtech: 37% degli investimenti. Fintech: 12%. Energia: 7%. Non è un caso. Le fondatrici si concentrano nei settori più strategici per l’Europa dei prossimi vent’anni. Sanità, finanza, transizione energetica. Non è imprenditoria di nicchia. È imprenditoria di sistema.

Dal seed al serie A: qui le fondatrici vincono

C’è un dato che spesso non emerge nei titoli. Le startup fondate da donne mostrano una conversione migliore dalla fase seed al serie A rispetto alla media europea. Tradotto: quando riescono ad entrare nel mercato, dimostrano di saper validare, crescere, convincere. Il problema non è la qualità del progetto. Il problema è l’accesso al tavolo. Nelle fasi successive, growth, late stage, i numeri tornano sotto la media. Perché lì il gioco cambia. Lì entrano altri filtri.

I mega-round raddoppiano. Cinque nuovi unicorni

Il 2025 ha portato una notizia che merita di essere letta con attenzione. I capitali raccolti nei round superiori ai 250 milioni di dollari sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente. Cinque nuovi unicorni europei fondati da donne. Il secondo dato più alto degli ultimi cinque anni. E un record nelle operazioni di M&A che hanno coinvolto startup al femminile. Questi non sono numeri di consolazione. Sono segnali di maturità di un ecosistema che, lentamente, impara a riconoscere il valore.

L’IPO? Ancora quasi inaccessibile.

Nel 2025 solo tre aziende fondate da donne si sono quotate in Borsa. Tre. Lo stesso numero del 2023 e del 2024. Lontanissimo dalle sedici IPO del 2021. La finestra delle quotazioni è rimasta chiusa per tutto il tech europeo, certo. Ma per le fondatrici era già quasi serrata ancora prima.

1.307 startup. 1.376 round.

Nel 2025, 1.307 startup fondate da donne hanno raccolto capitali. Per un totale di 1.376 round di investimento. Un aumento rispetto all’anno precedente. Ma ancora distante dai picchi del 2021, quando il VC globale aveva toccato il suo massimo storico. Il talento c’è. Le idee ci sono. I progetti ci sono. La distribuzione del capitale, ancora no.

Due storie. Una sola domanda.

I dati del 2025 raccontano due storie contemporaneamente. La prima: il divario esiste, persiste, e non si sta riducendo abbastanza in fretta. La seconda: nonostante questo, le fondatrici europee continuano a costruire imprese, attrarre capitali, creare unicorni e generare valore. Entrambe le storie sono vere. Entrambe vanno dette. Ma la domanda che resta sul tavolo, quella davvero scomoda, è una sola: quanto capitale, quante idee, quanta innovazione stiamo perdendo ogni anno perché il sistema non è ancora abbastanza aperto? L’innovazione, quando funziona davvero, non ha genere. Ha bisogno di un ecosistema capace di riconoscere il valore delle idee. Indipendentemente da chi le porta avanti ed è una strada che dobbiamo tutti continuare a percorrere per potere ottenere risultati sempre migliori.

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