Raccontare il progetto Fondazione Genova Startup ai lettori di Startupbusiness è l’occasione giusta per mettere nero su bianco un sogno che nasce da due convinzioni profonde: la mia passione per il mondo delle startup e la consapevolezza, ormai evidente, che Genova, la mia amata città, sia in forte ritardo non solo rispetto ad altri Paesi, ma anche rispetto a molte altre realtà italiane.
Conclusa nell’aprile 2024 la mia ultima esperienza da dirigente in Netalia, ho scelto di dedicare tempo, energie e competenze a un obiettivo preciso: aiutare le startup genovesi. Perché? Perché mi piace. Perché i ragazzi e in generale gli startupper lo meritano. E perché senza una convinzione autentica non si aiuta davvero nessuno.
Ho iniziato raccontando. Ogni giorno, su LinkedIn, ho condiviso narrazioni positive nate dagli incontri con startup e wannabe startup che cercavo di avere quotidianamente. Poi sono arrivate le interviste, semplici, dirette: un cavalletto, un cellulare, niente luci e niente studio. Solo le persone e le loro idee. Oggi sono circa cento le interviste realizzate, tutte dedicate a chi prova a fare impresa innovativa in un contesto che spesso non offre spazio né visibilità.
Da lì il progetto è cresciuto. Ho incontrato e coinvolto uomini e donne di buona volontà, persone di grande capacità con valori e obiettivi condivisi. Insieme abbiamo deciso di fare un passo ulteriore: creare una Fondazione.
La Fondazione Genova Startup è nata ufficialmente il 4 novembre 2025. A costituirla, 13 persone fisiche e 5 persone giuridiche: Appfactory, Circle Group, Cyber Tribu, Happily e Talent Garden Genova, le prime aziende che hanno scelto di credere e investire nel progetto. A tutte loro va la mia più sincera gratitudine.
Abbiamo idee molto chiare su cosa fare subito e su cosa costruire nel tempo.
La prima iniziativa è l’organizzazione di eventi pubblici dedicati alla presentazione di singole startup di qualità. Grazie a un accordo prezioso con Mentelocale, che si trova nella centralissima Piazza De Ferrari (nella foto), abbiamo già pianificato l’intera attività del 2026: 22 appuntamenti. Il format si chiama Startup Social Club. Ogni serata è dedicata a una sola startup, intervistata da Ilaria Scaliti (attuale responsabile della comunicazione della Fondazione) e dal sottoscritto.
Abbiamo già realizzato quattro incontri con Hodli, Boccamatta, ShopTheLook e React4Life e la risposta è stata molto positiva. È emersa una comunità sorprendentemente eterogenea: dal fondatore poco più che ventenne all’imprenditore con oltre sessant’anni di esperienza. Un segnale chiaro che l’innovazione non è una questione anagrafica, ma di visione.
Accanto agli eventi pubblici, organizziamo incontri che abbiamo chiamato Terapia di gruppo: sessioni di due ore in cui un gruppo di cinque o sei soci fondatori della Fondazione si mette a disposizione di un singolo startupper per un brainstorming approfondito e concreto.
Un altro obiettivo è replicare il nostro primo grande evento pubblico, tenutosi il 20 novembre 2025. L’evento si è svolto in un luogo altamente simbolico: l’ex Ospedale Psichiatrico di Genova Quarto. Un contesto perfetto per un format che si chiamava, e continuerà a chiamarsi, Crazy for Startup. L’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Stefano Quintarelli di Rialto Ventures, Giorgia Zunino di Fondazione Hedu-X, Max Panico di Rock in azienda e del direttore di Startupbusiness Emil Abirascid.
Ma, più di tutto, la Fondazione nasce per aiutare. Aiutare davvero. Con passione, competenze e tempo. Ogni singolo ragazzo e ragazza che abbia voglia di provarci.
Il modello di business della Fondazione è semplice e trasparente: tutti i servizi offerti alle startup sono e resteranno gratuiti. La sostenibilità della Fondazione è affidata a quote associative, donazioni e sponsorship di aziende che condividano il nostro percorso e la nostra speranza.
L’obiettivo non è solo contribuire alla crescita della cultura startup in città, ma favorirne una vera e propria esplosione. Perché le startup non devono semplicemente crescere. Devono esplodere.
Genova ha tutto: cultura industriale, cultura in senso ampio, clima, cibo, arte, bellezze naturali. È un ambiente straordinario in cui una startup tecnologica può nascere e affermarsi. Il nostro compito è aiutare questi giovani, e meno giovani, dagli occhi pieni di luce e considerarli per ciò che sono davvero: persone animate dal desiderio di creare del valore economico, finanziario, sociale, umano e con anche ricadute sul territorio. (foto di Nana su Unsplash)
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