Il rientro delle competenze, l’esperienza di Fusion AI Labs

C’è chi parte e chi decide di tornare. E quando lo fa, porta con sé competenze, visione internazionale e una domanda implicita al Paese: esiste oggi uno spazio capace di riconoscerle davvero? È anche attorno a questa sfida che nasce Fusion AI Labs, polo di intelligenza artificiale applicata fondato nel 2025 e insediato a Genova.

Fusion AI Labs nasce per colmare il divario tra la ricerca accademica e l’applicazione industriale dell’intelligenza artificiale, puntando su una ricerca applicata che parte da tecnologie già mature e ne testa l’impatto in contesti reali. L’obiettivo è permettere alle aziende di sperimentare, comprendere e adottare l’IA in modo sicuro e sostenibile, trasformando l’innovazione in valore concreto.

Il progetto è frutto di una joint venture tutta privata tra Expert.ai, società specializzata nell’implementazione di soluzioni enterprise di intelligenza artificiale guidata da Dario Pardi, e AI Fusion Holding, guidata da Andrea Pescino. Proprio il team di AI Fusion Holding rappresenta uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa: professionisti del settore IT e IA che, dopo anni di lavoro all’estero, hanno deciso di rientrare in Italia per mettere a disposizione un patrimonio di competenze maturate su scala internazionale.

Dopo la conferenza di lancio dello scorso ottobre, alla quale Startupbusiness era presente , Andrea Pescino è stato protagonista del primo appuntamento 2026 di Startup Social Club, il ciclo di incontri aperto alla città organizzato dalla Fondazione Genova Startup.

Durante l’incontro è emerso un dato significativo: da ottobre 2025 a gennaio 2026 il team di Fusion AI Labs è cresciuto fino a 15 persone e l’obiettivo è raggiungere quota 34 entro giugno. Lo sguardo è però già più avanti: entro il 2028 i Labs prevedono l’ingresso di 130 persone tra ricercatori e professionisti, con una composizione che parla chiaro: 40% talenti locali, 30% provenienti da altre regioni italiane e 30% dall’estero.

«Abbiamo assunto ragazzi provenienti dall’Università di Genova con profili altissimi – dice Pescino – tutti con almeno un dottorato di ricerca e spesso con esperienze internazionali. Abbiamo ingaggiato anche un ragazzo libanese e un giovane ligure che lavorava a Tokyo per un’azienda di droni a guida autonoma. È la dimostrazione che, se si creano opportunità reali, le menti brillanti arrivano, restano e tornano».

Accanto alla ricerca, Fusion AI Labs investe anche sulla formazione, attraverso un’academy pensata come spazio di apprendimento continuo e di sviluppo di nuove idee, in un contesto che valorizza la crescita professionale nel tempo.

Non è un caso, infine, che tutto questo avvenga a Genova. La città offre non solo una qualità della vita riconosciuta, ma soprattutto un ecosistema di relazioni con l’Università, il CNR e l’IIT che favorisce lo scambio di conoscenze e la contaminazione tra mondi diversi: un fattore chiave per attrarre e trattenere competenze ad alta specializzazione.

E sul tema delle competenze Andrea Pescino sottolinea: «In Italia il mercato fatica a riconoscerle davvero. È un limite che incide sulle retribuzioni e sulla motivazione a restare. È un ostacolo che vogliamo contribuire a scardinare, perché siamo convinti di avere tutte le carte in regola per riuscirci».

Il ritorno degli expat non è più solo una speranza, ma una possibilità concreta. L’intelligenza artificiale, se accompagnata da visione e investimenti sulle persone, può diventare una leva per ridisegnare il mercato del lavoro italiano. La sfida è aperta e l’opportunità va colta.

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