Splint Invest, piattaforma fintech nata in Svizzera e specializzata in investimenti frazionati in opere d’arte, collezionabili rari e asset alternativi, rende noto di avere superato gli 850 asset lanciati per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro. Con una community di circa 38mila utenti, la società ha costruito un ecosistema che consente anche ai piccoli investitori di accedere a opportunità tradizionalmente riservate a grandi patrimoni. I principali mercati sono oggi Svizzera e Francia, seguiti da Germania e Regno Unito, mentre l’Italia si distingue come uno dei Paesi in maggiore crescita dove la fintech intende ora accelerare la propria espansione unitamente allo sviluppo di nuove soluzioni dedicate pensate per i partner B2B.
Alla base del modello c’è un approccio data-driven che unisce competenze finanziarie, conoscenza verticale degli asset e tecnologia. Splint Invest dispone di un team interno di analisti finanziari che lavora a stretto contatto con esperti di settore per ciascuna categoria, oltre all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale a supporto della valutazione e della selezione delle opportunità. “È proprio questa combinazione – spiega Aurelio Perucca, CEO e co-fondatore di Splint Invest – a permettere alla società di individuare asset di qualità e puntare a performance superiori al mercato, rendendo accessibile a tutti una nuova frontiera degli investimenti, senza rinunciare a rigore e trasparenza”.
Dai vini pregiati agli orologi di lusso, fino ai memorabilia e agli oggetti da collezione, Splint Invest, regolamentata in Svizzera come intermediario finanziario, seleziona e acquisisce asset fisici che vengono poi frazionati e resi accessibili sulla piattaforma. Un modello che ha già prodotto risultati concreti: negli ultimi due anni la società ha ottenuto un rendimento medio netto del 25%, con un holding period medio di circa 15 mesi, e i rendimenti sono già stati distribuiti con successo agli investitori.
Tra le operazioni più emblematiche c’è la vendita di una Sealed Pokémon Japanese Base Set Booster Box, acquistata nell’agosto 2025 per circa 43mila euro e venduta nel marzo 2026 per 70mila euro, con un ROI netto superiore al 60% in soli sette mesi. L’operazione si basava sull’aspettativa di un aumento dei prezzi legato al 30esimo anniversario di Pokémon nel 2026, a conferma di quanto, in questo mercato, la capacità di leggere in anticipo i driver culturali e collezionistici possa fare la differenza.
«Vanno tuttavia sottolineati anche i rischi connessi a questa asset class – aggiunge Perucca – Il primo è quello dell’illiquidità: si tratta di investimenti che richiedono tempo e per i quali la vendita può richiedere anche diversi anni. Per questo la piattaforma invita a investire soltanto capitale che non serve nel breve termine e fornisce per ogni asset indicazioni sulla durata stimata. Il secondo riguarda la valutazione: determinare il valore reale di questi beni non è semplice, perché non esiste un mercato liquido e spesso si lavora con dati limitati e modelli di stima. Il nostro obiettivo è rendere accessibili asset di alta qualità a una nuova generazione di investitori. Crediamo che il futuro degli investimenti passi anche dagli asset alternativi, ma solo se accompagnati da trasparenza, selezione rigorosa e strumenti adeguati per valutarli».
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