Fondazione Golinelli entra nella compagine societaria di Almacube, l’innovation hub dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro, portando con sé le competenze e la rete di G-Factor, il proprio incubatore-acceleratore specializzato in life science e tecnologie emergenti.
Con questa operazione Almacube amplia la propria capacità di accompagnare startup e spin-off lungo l’intero percorso imprenditoriale: dalla ricerca e pre-incubazione fino all’accelerazione con le imprese e all’ingresso nel mercato. Fondazione Golinelli accompagna il proprio ingresso in Almacube con un investimento complessivo di un milione di euro.
L’ingresso di Fondazione Golinelli nella compagine di Almacube rappresenta una scelta di governance che riconosce a ciascuna delle tre istituzioni un ruolo distinto e complementare. L’Alma Mater porta la ricerca scientifica di frontiera e il più ampio bacino di ricercatori e spin-off accademici della regione. Confindustria Emilia Area Centro porta il sistema produttivo di una delle regioni manifatturiere più competitive d’Europa. Fondazione Golinelli porta la propria storia e la rete costruita con G-Factor: partner industriali, istituzionali e finanziari capaci di accompagnare le startup nella validazione industriale e nell’incontro con i mercati.
Almacube nasce nel 2000 su iniziativa dell’Università di Bologna, tra i primi atenei italiani per attrazione di investimenti venture capital, e si evolve, per la prima volta, nel 2013 grazie alla partnership con Confindustria Emilia Area Centro, l’associazione che riunisce oltre 3.400 imprese dei territori di Bologna, Ferrara e Modena. In 25 anni ha costruito un modello riconosciuto: incubazione deep-tech equity-free da un lato, open innovation con le imprese del territorio dall’altro. Fondazione Golinelli, nata nel 1988 dalla visione filantropica di Marino Golinelli, ha costruito in trent’anni un polo culturale, scientifico e imprenditoriale unico in Italia: l’Opificio Golinelli di Bologna, 14mila mq che ospitano laboratori didattici, centri di ricerca, spazi espositivi e, dal 2019, G-Factor, il proprio incubatore-acceleratore specializzato in life science, digital health, agritech e intelligenza artificiale.
L’operazione si inserisce in una tendenza strutturale documentata dal Report 2025 del Social innovation monitor (SIM): il numero di incubatori attivi in Italia è sceso a 203 strutture (-15,1% rispetto alle 239 del 2024). Fusioni tra organizzazioni, pivot verso nuovi modelli e chiusure di attività non più sostenibili spiegano la contrazione. Ma le strutture rimaste generano oltre 600 milioni di euro di fatturato complessivo attraverso più di cinquemila startup incubate o accelerate: la contrazione è maturazione, non crisi. Sintomo anche di un settore, quello delle startup e degli operatori che le servono, che evolve e cresce a ritmo sostenuto, seppure l’Italia, in termini assoluti, non sia ancora al passo delle altre grandi economie su questo fronte.
Solo il 23% degli incubatori italiani ha una specializzazione settoriale: la nuova Almacube, con la sua doppia competenza nel deeptech accademico e nel lifescience industriale, si posiziona nella minoranza tra le realtà che il mercato sta premiando con la crescita.
Bologna si allinea così a una traiettoria già percorsa a livello nazionale e punta a costruire, su basi istituzionali più solide, un hub capace di competere nel panorama europeo degli incubatori universitari e di attrarre programmi, capitali e talenti internazionali.
Almacube opera da sempre in due direzioni simultanee. La prima è quella dell’incubazione: accompagnare ricercatori e studenti, spin-off, startup e imprenditori nelle fasi più fragili della nascita d’impresa, con programmi equity-free, mentoring specializzato e accesso a una comunità di oltre mille mentor, manager e consulenti. Da oltre due decenni questa attività ha prodotto oltre 320 startup supportate, 55 delle quali attive oggi in community, metà delle quali spin-off accademici.
Grazie anche all’impatto di Almacube, l’Università di Bologna è oggi tra i primi atenei italiani per attrazione di investimenti venture capital: secondo il report State of Italian VC 2024 di P101, le startup fondate da ex-alunni dell’Alma Mater hanno raccolto oltre 1,1 miliardi di euro negli ultimi cinque anni.
La seconda direzione è quella dell’open innovation: aiutare imprese consolidate, dalle PMI alle grandi corporate, a innovare attraverso sfide progettuali aperte, ingaggiando studenti, giovani professionisti, ricercatori e startup come agenti di cambiamento. Un modello che trasforma la domanda di innovazione delle aziende in opportunità concrete di crescita per i talenti del territorio.
Nel 2025, Almacube ha chiuso l’esercizio con circa 1,8 milioni di euro di fatturato complessivo, in crescita di circa il 30% rispetto all’anno precedente. L’unità open innovation ne rappresenta la quota principale, circa il 65% del totale, con oltre 20 aziende partner consolidate e più di 50 progetti attivi: una densità progettuale che segnala collaborazioni strutturate e continuative, non interventi episodici. È la prova più concreta che il modello è sostenibile: l’innovazione si finanzia con l’innovazione.
Questa operazione contribuisce a rafforzare il posizionamento di Almacube come punto di riferimento per lo sviluppo imprenditoriale deep-tech a livello regionale, estendendo il proprio raggio d’azione dalla pre-incubazione fino alle fasi più avanzate di crescita.
Nel 2025 il programma Great-ER, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e guidato da Almacube, ha coinvolto le quattro Università della regione per supportare startup e spin-off deeptech. Ai 12 progetti selezionati è stato offerto un percorso strutturato di accompagnamento, con servizi del valore di 20mila euro ciascuno.
È proprio su questa base che si innesta il contributo della Fondazione Golinelli. Grazie alle competenze di accelerazione e al modello sviluppato da G-Factor, le startup potranno oggi proseguire il proprio percorso oltre la fase iniziale, accedendo a strumenti e opportunità per affrontare le fasi di crescita e ingresso sul mercato.
In questo senso, l’iniziativa consente di costruire una filiera sempre più integrata: le startup che nascono a Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia o Modena trovano in Almacube e Fondazione Golinelli un percorso continuo, dalla generazione dell’idea fino allo sviluppo industriale.
Fondazione Golinelli entra in Almacube portando una storia che va ben oltre un programma di accelerazione. In trent’anni ha costruito una concezione dell’innovazione come sintesi tra scienze, arti, tecnologie e imprenditorialità, incarnata nell’Opificio Golinelli: un polo di riferimento per la formazione scientifica e l’imprenditorialità. Questo capitale, relazionale, scientifico, culturale, entra ora nella governance di Almacube.
Fondazione Golinelli, nel 2021 ha promosso con CRIF il programma di accelerazione per giovani imprese innovative I-Tech Innovation, realizzato dal suo incubatore e acceleratore G-Factor nato nel 2018. L’edizione 2025-2026 in collaborazione con BI-REX Competence Center, Emil Banca, AgroFood BIC e Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, con il supporto istituzionale di Città Metropolitana, Comune di Bologna, Comune di Imola e ART-ER ha selezionato 11 imprese tra oltre 160 candidature pervenute in sei verticali: EdTech in Life Science, AI & Data in Finance & Green Economy, AgriTech & FoodTech, Industry 4.0, Social Impact e TravelTech & Smart Mobility.
Le imprese selezionate lavorano negli spazi fisici dei partner, Opificio Golinelli, BOOM-CRIF, MUG Emil Banca, BI-REX, e accedono alla linea pilota di BI-REX per attività di proof of concept e validazione industriale. Il percorso si chiude con un Investor Day davanti a venture capital, fondi e angel investor. È questo modello di accelerazione, dove la rete dei partner non finanzia solo, ma apre mercati, che ora confluisce nel nuovo hub comune.
“Con l’ingresso di Fondazione Golinelli diamo continuità a un percorso strategico che punta a fare di Almacube un riferimento per l’innovazione, in Emilia-Romagna e nel panorama nazionale. Mettiamo a sistema competenze di alto valore e un modello capace di accompagnare l’innovazione in tutte le sue fasi. La governance che costruiamo oggi è pensata per crescere ancora: con le università e centri di ricerca del territorio, con le imprese e con i nuovi attori che vorranno farne parte”, dice in una nota Laura Toschi, presidente Almacube; professoressa associata di Imprenditorialità e innovazione, Università di Bologna.
“Entrare in Almacube rappresenta per Fondazione Golinelli l’evoluzione coerente di un percorso avviato quasi quindici anni fa, che ci ha portato a costruire un ecosistema in cui innovazione, formazione, tecnologia e impresa dialogano insieme. È una scelta che tiene insieme storia e visione: già nel 2012 si ipotizzava questo passo, ma i tempi non erano maturi. Oggi crediamo che l’innovazione d’impatto nasca solo in ecosistemi maturi, con massa critica e capaci di superare la frammentazione!, afferma Andrea Zanotti, presidente Fondazione Golinelli
“Con G-Factor, negli ultimi sei anni, abbiamo valutato oltre 1.300 progetti, investito in 24 startup e accelerato 60 realtà, collaborando con più di 150 partner nazionali e internazionali. Questa operazione unisce team e network, rafforzando, in una logica pubblico-privata, le relazioni tra università, investitori, imprese, amministrazioni e centri per l’innovazione. Intercetta e anticipa la direzione del settore: sta nascendo un ecosistema maturo e integrato, pronto a diventare uno dei principali punti di riferimento a livello nazionale e non solo”, aggiunge Antonio Danieli, direttore generale Fondazione Golinelli e amministratore unico di G-Factor.
“Negli ultimi anni l’Università di Bologna ha consolidato un ecosistema imprenditoriale sempre più strutturato, in cui ricerca, formazione e trasferimento tecnologico dialogano in modo sistematico. L’Alma Mater offre terreno fertile e occasioni preziose per trasformare l’attività di studio e di ricerca in valore imprenditoriale: abbiamo oggi 62 società accreditate, tra spin-off e startup studentesche, di cui 35 sono state accreditate negli ultimi cinque anni. Se la nascita di nuove iniziative è ormai un processo consolidato, la sfida si sposta quindi sempre più sulla crescita. Per questo, l’ingresso di Fondazione Golinelli, con l’acceleratore G-Factor, nella compagine societaria di Almacube è un nuovo importante passo avanti nel fondamentale percorso di collegamento tra il mondo accademico e quello imprenditoriale”, dichiara Giovanni Molari, Magnifico rettore, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
“L’ingresso di Fondazione Golinelli in Almacube rappresenta un passaggio strategico di grande valore per il rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione del nostro territorio. Mettiamo a sistema competenze complementari – ricerca, impresa e cultura scientifica – costruendo una piattaforma ancora più solida per accompagnare la nascita e la crescita di startup ad alto contenuto tecnologico. Come Confindustria Emilia crediamo fortemente in modelli di collaborazione strutturata come questo, capaci di generare massa critica, attrarre talenti e creare connessioni concrete tra mondo produttivo e ricerca. È così che si alimenta la competitività: trasformando l’innovazione in un processo condiviso e continuo, al servizio dello sviluppo delle imprese e del territorio”, dice Tiziana Ferrari, direttore generale di Confindustria Emilia Area Centro.
“L’ingresso in Almacube della Fondazione Golinelli va nella direzione tracciata da questa Regione: rafforzare il nostro ecosistema dell’innovazione facendo economie di scala, consolidando competenze e rendendo il nostro territorio sempre più attrattivo sui talenti, sulle imprese, sugli investitori. La specializzazione che la Fondazione Golinelli porta in dote va ad arricchire ulteriormente gli ambiti applicativi in campo scientifico e tecnologico, ampliando così il ventaglio di opportunità per accompagnare lo sviluppo di spinoff e startup. Una collaborazione fra pubblico e privato d’eccellenza, dunque, che si pone al servizio dell’innovazione e modello nazionale capace di avere forza e struttura per fare alleanze e competere anche a livello europeo e intercontinentale”, afferma Vincenzo Colla, vicepresidente Regione Emilia-Romagna; assessore allo Sviluppo economico, green economy, Università e ricerca.
Open innovation day
Nei giorni scorsi Almacube ha organizzato Access2Tech, Open innovation day, l’iniziativa dedicata all’Industry 5.0 con la partecipazione di EIT Manufacturing South, comunità europea dell’innovazione
manifatturiera. L’evento ha visto la partecipazione di più di 15 aziende manifatturiere e più di 15 startup
tecnologiche provenienti da tutta Europa, con l’obiettivo di creare occasioni di confronto e collaborazione su alcune delle tecnologie più rilevanti per la fabbrica del futuro: human–machine collaboration, robotica, IoT, data analytics, computer vision, AI, additive electronics, digital twin e soluzioni per una produzione
sostenibile e centrata sull’uomo.
“Con l’Access2Tech Open innovation day – spiega Shiva Loccisano, amministratore delegato di
Almacube – si rinnova il nostro impegno nel promuovere sul territorio regionale e a Bologna un modello di innovazione che mette in relazione imprese, startup e ricerca, con l’obiettivo di generare impatti concreti sulla manifattura del territorio. L’Industry 5.0 non riguarda solo le tecnologie, ma anche il modo in cui si costruiscono nuove competenze e nuove forme di collaborazione. Il ruolo di Almacube, come Innovation Hub del territorio, è proprio questo: rendere possibili questi incontri e connettere l’eccellenza regionale con alcune delle soluzioni più avanzate a livello europeo”.
“Eventi come l’Access2Tech Open innovation day di Bologna servono a mettere in contatto le aziende manifatturiere e le startup. Questo per noi significa creare le condizioni per un’innovazione più rapida, concreta e orientata al mercato, con l’obiettivo di trasformare le nuove tecnologie in soluzioni applicabili ai reali bisogni dell’industria”, commenta Silvia Zancarli, managing director di EIT
Manufacturing South.
Anche la scelta della location riflette questa visione: DAMA Tecnopolo di Bologna rappresenta un’infrastruttura strategica per la ricerca industriale l’intelligenza artificiale, l’high-performance computing e il trasferimento tecnologico, al servizio della trasformazione della manifattura regionale ed
europea. Un hub strategico sia per le competenze che ospita sia per i servizi che offre agli ecosistemi dell’innovazione. “DAMA è un investimento unico della Regione, del Paese e dell’Europa per puntare alla sovranità tecnologica, mettendo un’infrastruttura pubblica per supercalcolo, big data e intelligenza artificiale al servizio di ricerca, imprese e territori. Con il progetto europeo It4lia AI Factory, di cui siamo parte, – dice Colla – rafforziamo la nostra data valley e la rete dei Tecnopoli dell’Emilia-Romagna con un nuovo supercomputer, fra i più potenti al mondo, dedicato all’IA e all’erogazione di servizi avanzati per startup, sistema della ricerca, PMI e pubbliche amministrazioni. Ospitare l’Open Innovation Day significa mettere a disposizione dell’ecosistema manifatturiero un patrimonio tecnologico e scientifico senza precedenti, trasformando la collaborazione in un motore concreto di innovazione, crescita e competitività.»
“Per le aziende tecnologiche, innovare significa anche individuare soluzioni affidabili, concrete e integrabili nei processi – aggiunge Giovanni Zanei, vice presidente, Large power conversion di Vertiv – Eventi come questo ci permettono di entrare in contatto con realtà altamente qualificate e tecnologie capaci di incidere direttamente su agilità, performance e sostenibilità. È un’opportunità concreta per accelerare la trasformazione e rafforzare il legame tra innovazione e territorio”.
“Abbiamo portato l’intelligenza artificiale applicata alle immagini fuori dai laboratori per metterla direttamente nelle mani delle aziende – dichiara Daniele De Gregorio, CEO e co-fondatore di EyeCan – Con Eyecan, addestrare un robot per la logistica o automatizzare il controllo qualità è diventato intuitivo come usare uno smartphone: zero codice, zero barriere tecniche, solo risultati concreti per il business”.
“Per la nostra realtà che sviluppa soluzioni di micro‑dispensing per la prototipazione elettronica, l’Access2Tech rappresenta un’ottima opportunità per entrare in contatto diretto con produttori, università e partner locali; un’occasione che si traduce non solo in potenziale commerciale, ma anche come possibilità per costruire collaborazioni di ricerca e sviluppo, realizzare progetti innovativi insieme agli attori chiave dell’ecosistema locale”, sottolinea Kaan Yapici della startup turca Beespenser.
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