Algorithmiq sede a Milano e round da 18 milioni di euro

Algorithmiq, società di quantum software sceglie la città di Milano come sede del suo quartier generale globale, confermando così la fiducia nell’Italia e nell’Europa come futuro centro di eccellenza per l’industrializzazione degli algoritmi quantistici.

Algorithmiq si concentra sulla costruzione e l’industrializzazione dello strato algoritmico del quantum computing, quello che può trasformare i computer quantistici in strumenti con applicazioni concrete. La scelta di Algorithmiq di posizionarsi al cuore dell’ecosistema quantistico italiano riflette una precisa scommessa europea sul software layer del quantum come principale area di innovazione futura nel settore.

Algorithmiq ha raccolto 18 milioni di euro in un round guidato da United Ventures e CDP Venture Capital con la partecipazione continuativa di Inventure VC.  Il round porta il totale dei finanziamenti raccolti da Algorithmiq a 36 milioni di euro e rappresenta uno dei più significativi investimenti venture capital realizzati in Italia in una startup quantistica.   

Milano sarà la base da cui Algorithmiq espanderà le proprie attività commerciali come partner software per i principali produttori mondiali di hardware quantistico. Dall’Italia, la società attingerà al vasto bacino di talenti scientifici europei per rafforzare un team in rapida crescita, sfruttando il crescente orientamento strategico della regione sul quantum.

Il trasferimento del quartier generale globale di Algorithmiq a Milano che in precedenza era in Finlandia, Paese in cui la società manterrà operazioni significative, riflette il fiorente ecosistema tecnologico quantistico italiano e il più ampio sforzo europeo di colmare il divario tra ricerca e commercializzazione del deeptech.

La decisione fa seguito alla Strategia Nazionale Quantistica italiana, lanciata nel 2025, che prevede il sostegno alla creazione di una solida infrastruttura quantistica in Italia.

L’accesso a capitali nazionali e pan-europei dedicati al quantum, unito agli ambiziosi impegni programmatici del governo italiano, rende Milano una base strategica di grande attrattività per l’espansione sui mercati europei e globali. 

Dai Ragazzi di via Panisperna guidati da Enrico Fermi fino all’ecosistema di ricerca odierno – recita una nota della società – , l’Italia ha contribuito in modo determinante a costruire le fondamenta della fisica moderna su cui poggiano gli algoritmi e le applicazioni che guideranno la prossima fase dell’industria quantistica. Con la maturazione di questo settore, costruire macchine sempre più potenti rimane essenziale, ma non basta più: senza progressi significativi sul fronte dell’efficacia algoritmica, l’hardware quantistico rischia di rivelarsi impossibile da commercializzare, vanificandone l’impatto concreto.

Invece di competere nella corsa ad alta intensità di capitale per l’hardware, Algorithmiq si concentra sulla costruzione dello strato algoritmico che trasforma i computer quantistici in strumenti di valore industriale.

Algorithmiq si è recentemente aggiudicata, come unica vincitrice, il premio da due milioni di dollari della Wellcome Leap Q4Bio Challenge, diventando la prima azienda in assoluto a dimostrare che algoritmi quantistico-classici end-to-end sono in grado di simulare terapie complesse. Un risultato che traccia una rotta chiara verso un quantum computing commercialmente utile e che ha visto Algorithmiq prevalere su competitor del calibro di Harvard University, Oxford University, Stanford University, Nottingham University e Infleqtion.

Nel 2025, Algorithmiq è inoltre diventata la prima azienda al mondo a ottenere il quantum advantage su un problema scientifico concreto, utilizzando un modello sviluppato internamente su hardware quantistico IBM. Questo traguardo è arrivato dopo il lancio del suo primo prodotto quantistico disponibile commercialmente: un algoritmo per la mitigazione del rumore pensato sia per i ricercatori sia per gli operatori del settore, distribuito tramite il catalogo Qiskit Functions di IBM.

Il trasferimento a Milano e l’ultimo round di finanziamento fanno seguito a un anno di performance commerciale in cui Algorithmiq ha siglato accordi rilevanti con Microsoft, IBM e Rigetti, confermando il proprio posizionamento come riferimento d’eccellenza nel quantum software per le maggiori aziende tecnologiche mondiali.

Sabrina Maniscalco, CEO e co-fondatrice di Algorithmiq (nella foto insieme al team), dichiara in una nota: “Il 2026 è l’anno in cui applicazioni più concrete del quantum diventeranno realtà, e vogliamo essere al centro di questo cambiamento. Questa mossa strategica e l’iniezione di capitali ci danno gli strumenti per espanderci e continuare a servire e collaborare con i principali player quantistici al mondo. Il nostro quantum software rende i computer quantistici concretamente utili, e siamo orgogliosi di portare questo messaggio a livello globale dal nostro nuovo quartier generale a Milano. Man mano che il quantum computing matura, la domanda si sposta da chi riesce a costruire la macchina più potente a chi riesce a renderle davvero utili. Questa sfida si colloca all’intersezione tra scienza, software ed esecuzione industriale, ed è sempre più lì che si gioca il vero vantaggio competitivo.»

Jacopo Drudi, partner di United Ventures, aggiunge: “Con il quantum, l’Europa ha l’opportunità di dettare il ritmo invece di seguirlo. L’Italia è sempre stata all’avanguardia nelle scienze matematiche e fisiche, da Leonardo a Fermi a Marconi, e questa eredità ci conferisce un vantaggio strutturale nella prossima rivoluzione tecnologica. Portare a Milano un team internazionale d’eccellenza come Algorithmiq è una vittoria non solo per United Ventures, ma per il paese. Stiamo costruendo un colosso tecnologico continentale, e per i talenti europei del quantum che vogliono tornare a casa, l’Italia offre ora un luogo in cui dare il meglio di sé”.

Tommaso Calarco, autore del Quantum Manifesto che ha dato avvio al Quantum Flagship della Commissione Europea, di cui è attualmente presidente, del Quantum Community Network (QCN) dice: “È particolarmente significativo quando la traiettoria di un’azienda lancia un segnale più ampio su dove può nascere l’innovazione. L’Europa ha bisogno di questo: decisioni che connettano eccellenza scientifica, imprenditorialità e ambizione industriale di lungo periodo. L’Italia è ben posizionata per svolgere un ruolo in questo contesto”.

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