Fii, Kaljulaid: “L’Europa deve ridefinire il mercato: il mercato è il mondo”
Autore
Tags

(Adnkronos) – L’Europa ha cambiato passo sulla difesa, ma deve fare ancora di più per sostenere l’Ucraina, rafforzare la deterrenza e ritrovare capacità economica. A dirlo durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma è Kersti Kaljulaid, ex presidente dell’Estonia, intervenuta sui dossier sicurezza, crescita e competitività. 

Per Kaljulaid il cambiamento degli ultimi quattro anni è stato “enorme”. L’Unione europea, ricorda, ha scelto per la prima volta di offrire un sostegno finanziario reale alla difesa ucraina, superando una soglia politica che in passato sarebbe sembrata quasi impensabile. Il paragone è con la nascita dell’Esm durante la crisi dell’euro: allora gli europei crearono uno strumento per salvare l’Europa finanziaria, oggi sono pronti ad aiutarsi sul terreno della difesa “per salvare l’Europa”. 

La guerra in Ucraina ha anche modificato i piani Nato per la difesa del fianco orientale. L’idea di una occupazione temporanea non può più essere considerata accettabile, soprattutto per i Paesi più piccoli al confine con la Russia. Per l’ex presidente estone, in caso di aggressione, quella occupazione rischierebbe di tradursi in “genocidio”. Da qui la necessità di difendere il territorio “dal primo metro”. 

Sul piano della deterrenza nucleare, Kaljulaid considera utile il segnale arrivato dalla Francia. Se un Paese dispone di capacità nucleari, deve rendere chiaro di essere pronto a usarle a fini di deterrenza. La dottrina francese e la possibilità di esercitazioni con le aviazioni nordiche contribuiscono, nella sua lettura, ad alzare il livello complessivo della deterrenza europea. Anche perché gli Stati Uniti chiedono da anni agli alleati europei di stare più sulle proprie gambe. 

La formula è netta: “L’Europa paga, la Nato difende”. Per Kaljulaid è una combinazione positiva, purché il rafforzamento degli investimenti e delle capacità proceda abbastanza rapidamente da mantenere credibile la deterrenza. 

Il messaggio economico è altrettanto diretto. Se l’Europa vuole tornare a essere una storia di crescita, deve ridefinire il concetto stesso di mercato. Non basta più pensarsi come mercato europeo: “Il mercato è il mondo”. Le imprese europee devono poter competere su scala globale con gli hyperscaler americani e i grandi gruppi cinesi. 

Il problema, secondo Kaljulaid, è che il sistema europeo continua spesso a frenare la crescita dimensionale delle aziende. Se una società italiana e una francese vogliono fondersi, la Commissione può bloccare l’operazione in nome della concorrenza interna. Ma senza crescita non si diventa hyperscaler, e senza hyperscaler non si accumulano i capitali necessari per innovare, investire, difendersi e sostenere anche la lotta globale al cambiamento climatico. 

L’Europa, conclude l’ex presidente estone, ha una responsabilità particolare perché è tra i pochi attori globali a tenere insieme economia, difesa e clima. Per questo deve “liberare la propria potenza corporate” e guardare al mondo come vero mercato di riferimento. 

economia

[email protected] (Web Info)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SUPPORTA STARTUPBUSINESS

Ti è stato utile questo articolo?

Con una piccola donazione ci aiuti a continuare a produrre contenuti indipendenti.
Vota l'articolo
Condividi

    Iscriviti alla newsletter