(Adnkronos) –
Proseguono le indagini sul caso di Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 e 12 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, nella notte tra il 6 e il 7 giugno e ritrovate l’altro ieri sera, domenica 21 giugno, a Formia, in provincia di Latina. La madre, Valentina D’Acunto, il padre Marco e il compagno della donna, Vincenzo Esposito sono stati fermati, accusati di sequestro di persona perché “in concorso tra loro e con altre persone in via di identificazione privavano della libertà personale” le due ragazzine.
È questo quello che emerge dal decreto di fermo in base al quale le figlie della donna sarebbero state prelevate il “7 giugno 2026, in piena notte e comunque dopo le ore 2:00, dalla comunità educativa Hope di Civitella Alfedena” e portate dai due uomini fino all’abitazione dell’anziana di circa 80 anni dove sono state ritrovate.
Nell’appartamento, secondo gli inquirenti, le ragazzine sarebbero rimaste “segregate e nascoste, tutto il tempo in camera, all’infuori del pranzo o della cena, non potendo uscire di casa né affacciarsi dal balcone, fino al 21 giugno 2026 ore 21 circa” quando sono intervenuti i carabinieri.
Secondo gli inquirenti che hanno disposto il decreto di fermo nei confronti di Valentina D’Acunto, del padre Marco e di Vincenzo Esposito, ci sarebbe un “pericolo di fuga” degli indagati. Un pericolo che, secondo quanto emerge dal decreto di fermo, sarebbe rafforzato dalla “complessità delle attività realizzate” e dalle “numerose attività di depistaggio”.
Analisi dei tabulati telefonici e alcune schede telefoniche ritenute “abusivamente acquistate a Napoli” sono finite nel mirino degli inquirenti. Le indagini si sono concentrate proprio su alcune telefonate da numeri intestati a due pakistani e, secondo gli inquirenti, “verosimilmente acquistate con anagrafiche fittizie”.
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