ZeroCO2, un milione di euro per l’IA applicata ai crediti di carbonio

ZeroCO2, società benefit italiana certificata B Corp che dal 2020 sviluppa progetti ad alto impatto basati sulla natura (nature-based solution), rende noto di avere chiuso un round bridge da un milione di euro. All’operazione hanno partecipato NTT Data Italia, partner tecnologico per lo sviluppo di Selva, e CDP Venture Capital, tramite StyleIT programma fashiontech della Rete nazionale acceleratori di CDP Venture Capital, sviluppato insieme a Startupbootcamp e Gellify.

Le risorse raccolte consentiranno di accelerare lo sviluppo di Selva, la piattaforma proprietaria di monitoring, reporting e verification digitale (dMRV) per la generazione di crediti di carbonio di alta qualità, che integra intelligenza artificiale e dati satellitari.

Con oltre due milioni di alberi piantati, 600 aziende clienti e 200 comunità agricole coinvolte in tre continenti, ZeroCO2 affronta questa nuova fase forte di una solida esperienza maturata sul campo. Grazie a Selva, l’azienda evolve il proprio modello di business diventando un operatore end-to-end per la generazione, la misurazione e la gestione di crediti di carbonio ad alta integrità.

Sviluppata in collaborazione con NTT Data Italia, con il supporto metodologico dell’Università degli Studi di Firenze (UniFi) e di ESA BIC, l’incubatore dell’Agenzia spaziale europea, Selva supera i tradizionali modelli di verifica basati sul campionamento statistico, introducendo un sistema di monitoraggio continuo delle aree forestali attraverso immagini satellitari e intelligenza artificiale.

I risultati sono concreti: una riduzione del 70% dei tempi di certificazione e un significativo abbattimento dei costi, intervenendo su quello che oggi rappresenta uno dei principali ostacoli all’accesso al voluntary carbon market (VCM).

Al centro del modello vi è un autentico meccanismo di condivisione del valore (benefit sharing): fino al 50% dei ricavi derivanti dalla vendita dei crediti di carbonio viene redistribuito direttamente alle comunità agricole e ai proprietari terrieri del sud del mondo. L’iniziativa colloca ZeroCO2 al crocevia tra spacetech, intelligenza artificiale e climate finance, in un mercato globale in rapida evoluzione e sempre più regolamentato.

“Viviamo un paradosso climatico: i Paesi che hanno storicamente emesso di più chiedono oggi alla natura di assorbire ciò che non riescono a ridurre, e quella natura è custodita da comunità contadine e forestali nel global south – dice in una nota Andrea Pesce, CEO e co-fondatore di ZeroCO2 (nella foto insieme al team) – Selva esiste per rendere questo scambio realmente equo e verificabile: spostare risorse economiche reali verso chi rende possibile la mitigazione, con la trasparenza che IA e dati satellitari possono garantire”.

In qualità di partner tecnologico di ZeroCO2, NTT Data Italia ha sviluppato la tecnologia alla base di Selva, realizzando l’infrastruttura backend e il motore di contabilizzazione del carbonio basato sull’intelligenza artificiale.

“In questi anni abbiamo lavorato al fianco di ZeroCO2 con l’obiettivo di applicare IA, dati satellitari e capacità di monitoraggio continuo a una delle sfide più rilevanti della transizione climatica. Oggi rafforziamo un percorso condiviso che punta a rendere la generazione e la certificazione dei crediti di carbonio più efficiente, trasparente e accessibile, creando al tempo stesso valore per le comunità che contribuiscono alla tutela degli ecosistemi”, afferma Maria Vittoria Trussoni, head of sustainability and greentech di NTT Data Italia.

“Abbiamo deciso di investire in ZeroCO2 perché da subito ci ha colpito la capacità del team di costruire progetti concreti di riforestazione, lavorando a stretto contatto con le comunità agricole. Con Selva, questa esperienza si traduce in un sistema più strutturato, che utilizza dati satellitari e modelli avanzati per monitorare in modo continuo le aree forestali e migliorare la certificazione dei crediti di carbonio. L’approccio pragmatico con cui stanno semplificando processi ancora complessi e poco accessibili, e l’obiettivo di redistribuire valore alle comunità locali rendono questo modello efficace, equo e sostenibile nel lungo periodo”, aggiunge Stefano Molino, responsabile del Fondo acceleratori di CDP Venture Capital.

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