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Anghami è la prima scaleup araba a quotarsi al Nasdaq

La piattaforma di streaming di contenuti digitali fondata a Beirut nel 2012 e attiva in tutto il mondo arabo si quota sul listino tecnologico di New York

09 Feb 2022

Anghami è la prima piattaforma di streaming musicale e società di distribuzione di contenuti digitali nel mondo arabo. È stata lanciata oltre 10 anni fa in Libano fornendo musica araba e internazionale illimitata da riprodurre in streaming e scaricare per essere ascoltata anche in modalità offline.

Dal 4 febbraio 2022, Anghami è diventata la prima azienda tecnologica nata nel mondo arabo a essersi quotata al Nasdaq dopo la fusione con una SPAC.

Si tratta di una notizia che ha avuto grande riverbero e ha iniettato una consistente dose di fiducia in tutto l’ecosistema dell’area. Anghami non è la prima startup araba ad assurgere agli onori delle cronache ma la quotazione alla Borsa tecnologica di New York rappresenta una notizia storica. Vanno però ricordati altre storie di successo come la piattaforma di e-commerce Souq che è stata acquisita da Amazon nel 2017, e Uber che ha acquisito Careem nel 2019.

Anghami è stata creata da Elie Habib e Eddy Maroun in Libano che hanno lanciato il servizio nel 2012 a Beirut. Nel 2021, Anghami (parola araba che in inglese si traduce come ‘My tunes’) ha trasferito la sua sede ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, divenendo parte dell’Abu Dhabi Global Market (ADGM) ed è stata supportata dall’Abu Dhabi Investment Office (ADIO). L’azienda ha anche uffici a Beirut, Dubai, Cairo e Riyadh, con oltre 160 dipendenti. Il trasferimento della sede ad Abu Dhabi si è rivelato essenziale per poter accelerare la crescita e arrivare all’IPO, soprattutto alla luce dei gravi problemi politici, economici e sociali che hanno colpito il Libano negli ultimi anni e che hanno reso certamente più difficile e impervio il terreno per le nuove imprese innovative che pur nascendo nel Paese oggi si vedono quasi obbligate a considerare diverse opzioni per potere continuare a crescere, va anche detto che in ogni caso una startup che nasce nel mondo arabo e che vuole avere successo deve avere comunque una visione che sia quantomeno allargata a tutti i Paesi dell’area e quindi capace di posizionarsi bene in tutti i mercati di lingua araba.

Anghami è sempre alla ricerca di talenti, ha quindi numerose posizioni aperte e oggi dispone di una libreria di oltre 57 milioni di canzoni arabe e internazionali, la scaleup conta oltre 70 milioni di utenti in Europa, Medio Oriente e Africa.

Fin dall’inizio, Anghami è stata sostenuta da diversi VC, strategic shareholder, tra loro anche MEVP di cui abbiamo scritto in questo articolo intervistando il partner e chief investment officer Walid Mansour.

All’inizio del 2021, Shuaa Capital ha condotto un round di finanziamento per Anghami e ha assunto un impegno di 30 milioni di dollari in modalità PIPE (PIPE investor sono coloro che entrano nel capitale della SPAC dopo la sua quotazione ma prima che venga annunciata l’operazione di acquisizione dell’azienda target come spieghiamo dettagliatamente in questo articolo ) a cui si è aggiunto un ulteriore iniezione di capitale da 10 milioni di dollari da parte di Vistas Media Sponsor, LLC. Anche Franklin Templeton, una delle principali società di investimento a livello mondiale, è entrata a far parte come uno degli investitori pre-IPO e ha investito, sempre come PIPE, prima della quotazione della società.

Il punto di svolta per Anghami è stato certamente il momento in cui la scaleup ha siglato partnership con le telco, questo si è rivelato un fattore determinante per la crescita della startup, così come lo è stato anche il cambiamento di policy da parte dell’Arabia Saudita che ha aperto a questo tipo di servizi offrendo alle piattaforme come Anghami la possibilità di accedere a un mercato enorme, che ha quindi spinto ulteriormente la crescita. Nel 2017, l’Arabia Saudita ha infatti legalizzato la musica dal vivo e gli spettacoli di cabaret in ristoranti e caffè. In precedenza, la polizia religiosa pattugliava le strade, multando gli stabilimenti che suonavano musica. La collaborazione con gli operatori di telefonia mobile è stato un obiettivo chiave per Anghami dall’inizio in quanto ciò ha accelerato l’opportunità di raggiungere un nuovo pubblico, offrendo per esempio pacchetti su misura, un ulteriore aiuto è arrivato da MBC Group che è un grande gruppo media nella regione e che ha aiutato ad aumentare la consapevolezza verso gli strumenti digitali da parte degli utenti. Oggi sono 35 gli operatori telco che lavorano con Anghami nell’area del Medio Oriente e dell’Africa.

La quotazione di Anghami al Nasdaq è quindi notizia certamente ottima per la scaleup ma anche per tutto l’ecosistema che sempre più si sta rivelando capace di lanciare e fare crescere startup di valore, di rafforzare gli investimenti e di essere capace anche di attirare imprenditori innovativi da fuori che vengono incentivati a portare in quest’are le loro aziende per potere accedere più facilmente a investimenti e a grant.

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