Criptovalute, cosa c’è dietro l’attuale crollo di questo esperimento globale

19 Mag 2021

E’ il crollo del sogno delle criptomonete, uno sboom di assestamento dopo i rialzi esagerati degli ultimi tempi, l’influenza di Cina e Musk o …cosa?

Per gli investitori in bitcoin e criptovalute, grandi e piccoli, sono giorni di guerra: c’è caos e sangue sui mercati, un inferno che si è scatenato alcuni giorni fa dopo che i regolatori cinesi hanno segnalato un giro di vite sull’uso delle valute digitali e che di giorno in giorno rincara la dose.

Difficile stabilire di quanto sia crollato il Bitcoin in percentuale, considerate le fluttuazioni che lo hanno visto toccare nell’ultimo anno il suo massimo storico a circa 51mila dollari e sprofondare in questi giorni finanche a 24mila, prima di recuperare la metà delle perdite e scambiare oggi – 19 maggio – 33mila dollari circa. In una settimana ha perso il 28%.

Anche le altre monete digitali non sono state risparmiate (dati da prendere indicativamente perché oscillano in continuazione): ethereum, una delle criptovalute più performanti nell’ultimo mese, ha perso il 35% nell’ultima settimana; Litecoin, a una settimana perde il 41%; Cosmos il 36%; Dogecoin perde il 21%; Compund, sempre a una settimana perde il 40%.

Riporta il Financial Time, che anche i titoli statunitensi che si affidano al trading di criptovalute e i prezzi sono crollati nelle prime contrattazioni, prima di riprendersi. Le azioni di Coinbase sono scese fino al 12 per cento ad un minimo storico e MicroStrategy, la società di software diventata investitore di bitcoin, è scesa del 15 per cento. Marathon Digital Holdings, il miner di criptovaluta, è sceso del 13 per cento. Galaxy Digital Holdings, la società di investimento dell’imprenditore Michael Novogratz, è scesa del 12%.

Tutto questo si è scatenato dopo che la People’s Bank of China ha ammonito le istituzioni finanziarie di non accettare le criptovalute come pagamento o di offrire servizi e prodotti correlati. La Cina non è mai stata fan delle criptovalute fuori dal suo controllo, sin dal 2013 ha esplicitamente remato contro. Le autorità cinesi hanno spesso citato anche il rischio che il bitcoin potesse essere usato per il riciclaggio di denaro, così come la necessità di “mantenere la stabilità finanziaria” e “proteggere lo status dello yuan come moneta fiat”. Non bisogna dimenticare che l’iniziativa cinese dello yuan digitale, sostenuta dallo stato, ha accelerato notevolmente negli ultimi tempi e non sorprende quindi che il governo cerchi di mantenere non solo sotto controllo i mercati finanziari, ma la stessa idea – sovversiva – di disruption dietro le criptovalute, ovvero la decentralizzazione. La valuta virtuale “non è una vera valuta” e “non dovrebbe e non può essere usata come valuta nel mercato”, ha detto la People’s Bank of China (affermazione che trova d’accordi diversi banchieri come Mario Draghi e Christine Lagarde).

D’altro canto, anche a latitudini più liberali le dichiarazioni di un Elon Musk hanno il potere di portare dalle stelle alle stalle il Bitcoin (e qui si vede l’anima speculativa della principale criptocurrency): l’imprenditore visionario ha recentemente fatto dietro front sull’accettazione di bitcoin come pagamento per le auto di Tesla per motivi ambientali (non trascurabili per un marchio di auto elettriche, e il bitcoin è in assoluto la cripto più inquinante) aumentando anche le preoccupazioni sul futuro a lungo termine dell’asset class. La retromarcia è peraltro avvenuta dopo che Tesla ha comprato bitcoin per un controvalore di 1,5 miliardi di dollari, e in questo momento sta quindi perdendo parecchio, se è vero quanto Elon ha assicurato, cioè che ‘Tesla non sta vendendo bitcoin”.

Fonte: https://digiconomist.net/bitcoin-energy-consumption

Intanto succede anche questo: in India il principale exchange WazirX nei giorni scorsi è crashato per la quantità di traffico improvviso provocato dall’alto numero di contrattazioni, tra investori in exit e nuovi utenti.

“Il pesante crollo dei prezzi sul mercato ha incoraggiato più persone a comprare nel crollo, causando così un’enorme impennata nel nostro traffico. Stiamo vedendo circa il 400% di traffico in più rispetto al mese precedente”, ha detto WazirX al sito di ETMarkets.com.

Forse varrebbe la pena affrontare questo momento di crisi delle crypto e in particolare del bitcoin (che vedremo come evolverà) come un momento di riflessione sul valore che vogliamo assegnare loro e sul senso che possono avere nelle nostre economie. Nassim Nicholas Taleb, autore del famoso libro ‘Il cigno nero’ , ma anche esperto di matematica finanziaria e teoria della probabilità, nonché trader e amministratore di un fondo hedge,  dice anche attraverso twitter che ‘una moneta ha senso quando la sua volatilità è inferiore ai prezzi delle cose che ci si possono comprare’, il bitcoin è ‘calamita per idioti’. Ma offre anche questo buon consiglio, utile a chi sta perdendo soldi in questo momento: ‘Non infierite sulle persone quando sono a terra. Siate utili. Se avete amici scioccamente esposti o iperesposti al #BTC, spiegate loro il valore degli stop loss come modalità di sopravvivenza, praticata da tutti i trader sopravvissuti. Possono rientrare in gioco se lo desiderano, più tardi’.

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