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Cybersecurity, manca una visione olistica

Un’indagine recente conferma come la sicurezza informatica e l’integrazione dei dati siano fattori chiave per la trasformazione digitale su cui i dirigenti hanno una carente consapevolezza

Pubblicato il 04 Lug 2023

Si quasi fatica a crederlo, ma a quanto pare solo il 66% dei responsabili di business riconoscono la connessione tra sicurezza IT e la possibilità di un utilizzo consapevole dei dati. A rivelarlo è “Risk and Reward: Joining the dots between security and data-driven insight for sustainable growth”, l’ultimo studio Trend Micro, multinazionale della cybersecurity, che ha coinvolto anche l’Italia.

“Avere una visione consapevole e basata sui dati permette di pianificare una crescita sostenibile, strategia sempre più richiesta e apprezzata dai consigli di amministrazione delle aziende”. Ha affermato Alex Galimi, SE Team Leader di Trend Micro Italia. “I dati devono essere adeguatamente protetti, oppure queste iniziative avranno fondamenta molto deboli. Sarebbe infatti opportuno per i responsabili aziendali considerare l’importanza della security all’interno dei piani di crescita e i CISO dovrebbero essere più autorevoli”.

Secondo un nuovo studio condotto su un campione rappresentativo di imprese, il 61% degli intervistati è concorde nell’affermare che la diversificazione delle fonti di ricavo sia una necessità urgente. Questa richiesta deriva principalmente dalle incertezze macroeconomiche e geopolitiche che caratterizzano l’attuale scenario globale.

Ancora più significativo è il dato che il 68% delle imprese ritiene fondamentale l’accesso ai dati per sostenere nuovi flussi di entrate. Le informazioni rappresentano la chiave di volta per il successo nell’era digitale, consentendo alle aziende di prevedere le tendenze di mercato e di adottare scenari finanziari predittivi. Inoltre, il 91% degli intervistati crede fermamente che un migliore utilizzo delle informazioni potrebbe comportare significativi risparmi sui costi aziendali.

Tuttavia, emerge un dato preoccupante: più di un terzo dei dirigenti aziendali intervistati non comprende pienamente l’importanza della connessione tra sicurezza informatica e visibilità sui dati. Ancora più allarmante, una percentuale ancora maggiore, pari al 48%, non ha compreso il legame diretto tra sicurezza informatica e generazione di nuovi flussi di entrate, mentre il 55% non comprende come la sicurezza possa contribuire alla riduzione dei costi aziendali.

Ulteriori sfide emergono dalle politiche e dai processi di sicurezza attualmente adottati dalle imprese. Più della metà degli intervistati ha rilevato che tali politiche creano una separazione delle informazioni in compartimenti stagni, ostacolando così l’analisi dei dati. Questo sottolinea l’importanza di un approccio integrato e basato su piattaforme che favorisca la condivisione delle informazioni in modo sicuro.

Nonostante alcune perplessità persistano tra i dirigenti aziendali, quasi il 66% degli intervistati ritiene che le strategie di sicurezza informatica possano accelerare la digitalizzazione aziendale.

L’analisi dello studio ha inoltre evidenziato un progressivo sviluppo nella postura di sicurezza delle organizzazioni. Un impressionante 74% dei responsabili IT ha dichiarato che la propria azienda monitora costantemente i livelli di rischio informatico, e un terzo di loro riferisce direttamente all’organo direttivo i risultati ottenuti, considerandoli un’importante misura per la valutazione del rischio aziendale.

In conclusione, l’80% delle imprese coinvolte nello studio ha confermato di aver implementato un programma di miglioramento informatico al fine di raggiungere gli obiettivi di trasformazione digitale. Questo dimostra l’ampia consapevolezza sull’importanza di adottare misure concrete per rimanere competitivi in un panorama aziendale in continua evoluzione.

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