L’ultima volta che ne scrivemmo sulle pagine di Startupbusiness era il dicembre del 2022 quando stava per avviare la quotazione in Borsa, poi più nulla, sparita dai radar, ma ora è tornata forte della consapevolezza degli errori fatti, con un nuovo assetto societario, un nuovo management e un nuovo progetto industriale. E-Novia è ora pronta per sviluppare il suo ruolo sul mercato lavorando sia con partner accademici sia con partner industriali, in settori specifici che fanno capo alla physical AI, intesa come la convergenza tra intelligenza artificiale, sensoristica avanzata e sistemi embedded che permette di integrare intelligenza direttamente all’interno di oggetti, prodotti e processi fisici, e alla meccatronica, con un approccio del tutto rinnovato rispetto a quello che nel passato ha portato alla profonda crisi della società.
Sono il CEO Massimiliano Benci (nella foto di apertura) e l’head of venture studio, quindi il responsabile delle startup, Federico Moro a raccontare a Startupbusiness il processo che ha portato oggi E-Novia a essere nuovamente attiva sul mercato dopo il periodo di profonda crisi. “In coincidenza con la quotazione in Borsa che fu portata a termine come previsto alla fine del 2022, siamo tutt’ora presenti nel listino, si è aperto un grosso problema di carattere finanziario dovuto soprattutto a inefficienze del modello di business che prevedeva l’azione di E-Novia in tutte le fasi di creazione e sviluppo delle startup e la cosa richiedeva troppi denari, circa 10 milioni di euro per ogni startup, troppe risorse umane e non sempre si aveva l’effettiva capacità di fare tutto e farlo bene, certo ci son ostati anche casi di successo come quello di Blubrake o quelli di Yape, Smart Robots, Weart, ma per la gran parte delle startup ci sono stati grossi problemi in termini di capacità di crescita e scalabilità”.
Sono seguiti due anni, il 2023 e il 2024 in cui i soci sono intervenuti per risolvere la crisi, si è rivista la compagine azionaria, sono stati fatte iniezioni di capitale e si è ristrutturato sia il management sia il modello di business per arrivare ad affrontare il 2025 come anno dell’inizio del rilancio. “Il nuovo modello mostra di essere efficace, abbiamo gettato le basi nel 2025 con ottimi segnali e risultati iniziali e ora affrontiamo il 2026 come vero e proprio anno che ci permetterà di tornare a essere uno dei protagonisti dell’ecosistema italiano dell’innovazione”.
La nuova E-novia si propone di portare sul mercato tecnologia e innovazione attraverso l’allevamento di nuove imprese con modalità che sono molto attente al valore di quanto si sviluppa e alla esposizione finanziaria relativa: “Noi ci occupiamo della parte esecutiva ma collaboriamo da un lato con il mondo accademico a cui è demandata l’attività di ricerca e sviluppo e, dall’altro, con il mondo industriale che si occupa di tutto quanto riguarda l’accesso al mercato. Noi colmiamo il gap che c’è tra questi due mondi, facciamo parlare l’accademia con l’industria, facciamo scouting di progetti di ricerca e sviluppo insieme alle imprese al fine di individuare i progetti maggiormente promettenti e interessanti per il mercato, li selezioniamo in fase pre early stage e quando scelti diventiamo co-fondatori dei ricercatori in modo da fornire loro tutto il supporto necessario per la trasformazione del progetto di ricerca in startup e soprattuto lavorando fino da subito con le industrie creiamo il matching migliore possibile sia con i potenziali partner di mercato sia con quelli di carattere finanziario”.

Il rinnovato programma di E-Novia per fare scouting di startup è partito circa 5 mesi fa e ha valutato fino a oggi 250 potenziali progetti presso atenei come, tra gli altri, il Politecnico di Milano, l’Università Statale di Milano, l’Università di Pavia, a valle della selezione due progetti sono già in partenza, altri cinque in fase di analisi finale e poi ci sono otto startup che sono ancora attive dal portfolio precedente alla ristrutturazione: “siamo ancora quindi nella fase iniziale di sviluppo del nuovo corso e pertanto questa attività al momento genera ancora un fatturato irrilevante sul totale dei circa 2,8 milioni di euro che E-Novia ha registrato nel 2025 e che quindi per la quasi totalità provengono da attività di consulenza che sono rivolte ad aziende sia internazionali sia italiane e che agiscono soprattuto nell’ambito dell’innovation management, del service e product design e della cosiddetta process AI integration, quindi dell’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale all’interno dei processi aziendali”.
Oggi l’azienda conta circa 200 soci, ha una capitalizzazione di circa 70 milioni di euro, uno staff di 30 persone che diventano circa 70 se si contano anche quelle attive nelle startup, e ha un convertendo aperto al valore nominale per offrire una opportunità unica a nuovi investitori che possono essere interessati a entrare nel capitale della società e puntare sul suo nuovo modello di business.
Le difficoltà di business fanno parte del rischio imprenditoriale, ciò è vero in modo quasi esponenziale quando si tratta di startup che fanno innovazione spinta, i fattori che possono portare alla crisi possono essere molteplici: problemi all’interno del team o tra i soci, arrivare sul mercato al momento sbagliato, non comprendere bene i desideri degli utenti, irrigidirsi su un modello di business non efficace alla prova del mercato, cattiva gestione delle risorse, ciò che però è importante fare è comprendere dove si sta sbagliando, guardare nel profondo e prendere le necessarie decisioni anche se esse richiedono sacrifici o cambiamenti strutturali. Riuscire a fare tutto questo, superare la crisi, ripresentarsi al mercato sapendo che serve anche ricostruire il valore reputazionale non è semplice ed è perciò che l’esperienza di E-Novia rappresenta un caso di interesse così come sarà interessante seguirne le future evoluzioni e le startup che da questo rilancio nasceranno e cresceranno.
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