Editoriale

Viaggiare in Europa, il grande ritorno del treno, notturno

Torna un auge il treno notturno, ci stanno pensando le ferrovie di mezza Europa e perfino una startup francese. Si risparmia tempo, denaro e si riduce l’impatto ambientale. E il 2021 celebra l’European Year of Rail

24 Giu 2021

Il treno notturno non è certo una invenzione, le cuccette ferroviarie esistono da tantissimo tempo, da così tanto che nessuno, o comunque in pochi, le usano ma ora questo modo per viaggiare sta tornando di auge. Sarà per via della pandemia, sarà per via della coscienza verso l’impatto ambientale, sarà per via che c’è anche in questo caso di mezzo una startup, ma il futuro del trasporto in Europa pare tornare a voler correre sui binari in modo deciso e moderno.

Certo le reti ad alta velocità aiutano, la sempre più stretta integrazione tra i sistemi ferroviari europei anche, le distanze all’interno dell’Europa continentale si dimostrano adatte ma è l’insieme di nuova offerta, nuova consapevolezza e utilizzo di nuove tecnologie che ci riporterà a considerare l’opzione dei treni notturni come valida alternativa per spostarci tra le grandi città europee con anche il vantaggio di partire e arrivare all’interno di esse, abbattendo così anche il costo economico e di tempo richiesti dagli spostamenti da e per gli aeroporti, insomma un po’ come è accaduto per la tratta Milano-Roma da quando esiste l’alta velocità ferroviaria.

Va anche ricordato che il 2021 è l’European Year of Rail, l’anno europeo del trasporto ferroviario, iniziativa di grande portata pensata per rendere più facile, economica, flessibile ed ecologica l’integrazione, anche logistica, tra i cittadini della UE (Tnmt indica il treno come uno dei mezzi di trasporto tra i meno inquinanti ). Un progetto che la Ue ha deciso di celebrare con il Connecting Europe Express, un treno che partirà da Lisbona il 2 settembre 2021 e arriverà a Parigi il 7 ottobre 2021 dopo avere toccato tutte le principali città del continente, in Italia si fermerà a Torino, Roma e Milano.

E la startup? Si chiama Midnight Trains, è francese e propone un servizio che collega le principali città d’Europa con treni notturni ad alto livello di comfort, comodità e sicurezza. La startup, fondata con il supporto di facoltosi imprenditori francesi tra cui Xavier Niel, maggiore azionista dell’operatore mobile Iliad e co-proprietario del quotidiano transalpino Le Monde e il co-fondatore Adrien Aumont, già noto per essere co-fondatore della piattaforma di crowdfunding KissKissBankBank, prevede inizialmente un servizio che collega Parigi con 12 città europee: Porto, Madrid, Barcellona, Roma, Firenze, Venezia, Milano, Bruxelles, Berlino, Amburgo, Copenaghen, Edimburgo. Il servizio di Midnight Trains è proposto come fosse un hotel sui binari, proponendosi con una qualità superiore a quella dei treni notturni standard ma restando in una fascia di costi abbordabile.

La proposta di Midnight Trains si inserisce in una serie di offerte che le maggiori compagnie ferroviarie europee stanno sviluppando riportando a nuova vita il concetto di treno notturno. Lo fanno per esempio le linee ferroviarie austriache OBB con un collegamento da Colonia a Vienna che ferma anche a Francoforte, Norimberga e Linz, e altri da e verso la Repubblica Ceca, i Paesi Bassi, il Belgio e lo fanno anche altre, tanto che a fine 2020 le ferrovie austriache insieme a quelle tedesche, francesi e svizzere hanno dato via al piano della rete europea denominata Tee (Trans Europe express) 2.0. Si tratta di un progetto che riprende il Tee originale che fu creato nel 1954 grazie a un accordo tra le ferrovie di Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Lussemburgo e Italia e che debuttò nel 1957 e che prevedeva anche diverse tratte servite da treni notturni. Il Tee originale fu poi negli anno sostituito dal servizio EuroCity e dall’alta velocità ma sempre più trascurò l’opzione notturna che invece oggi torna in vigore per dare all’Europa e ai suoi cittadini una reale opzione di trasporto che consente di risparmiare tempo, denaro e di contribuire a ridurre l’impatto ambientale in linea con la Mobility Strategy della UE.

(Photo by Tom Grünbauer on Unsplash )

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