Firma grafometrica, si può usare per il testamento biologico (ma non ovunque)
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Firma grafometrica, si può usare per il testamento biologico (ma non ovunque)

L’innovazione della pubblica amministrazione, che passa attraverso la trasformazione digitale, può aiutare a tagliare costi e burocrazia e rendere i servizi più efficienti e più a misura di cittadino. Un progetto pilota che segnaliamo e che costituisce un esempio di come tutte le PA, anche quelle più piccole e locali (che magari sono più snelle e veloci) possono sperimentare e magari avere successo e diventare una best practice, ci arriva dal Comune di Caprino Veronese, provincia di Verona, poco più di 8mila abitanti.

Caprino Veronese farà infatti da apripista in un progetto della Regione Veneto dove in collaborazione con Aruba, si metterà a disposizione dei cittadini la soluzione di Firma Grafometrica nel processo, in digitale, di Dichiarazione Anticipata di Trattamento (DAT), prevista dalla legge sul Testamento Biologico.

I cittadini potranno firmare i documenti digitali senza l’utilizzo di un certificato di firma digitale qualificata, mantenendo comunque il valore legale dei documenti firmati. L’apposizione della firma avviene tramite apposita tavoletta grafometrica – posizionata presso lo sportello della sede comunale – che è in grado di raccogliere gli specifici vettori biometrici di ogni utilizzatore.

Questo consente di ottimizzare il trattamento e l’archiviazione dei documenti firmati, garantendo non solo un risparmio in termini di tempo, ma anche in termini di costi di gestione e garantendo in particolare l’identificazione del firmatario del documento, la connessione univoca dei dati di firma al firmatario e l’integrità del contenuto della sottoscrizione.

“Noi vogliamo avvicinare sempre più i cittadini agli strumenti e ai canali informatizzati – sottolinea Gianluca Forcolin Vicepresidente della Regione del Veneto, responsabile dell’Agenda Digitale –– avvicinarsi significa facilitare la vita alle persone, mettendo loro a disposizione mezzi innovativi che riducano tempi e costi. L’espressione della volontà del cittadino per il Testamento Biologico, attraverso la DAT, è una necessità che noi vogliamo agevolare, nel pieno rispetto normativo”.

“La Firma Grafometrica rappresenta una valida tecnologia, ormai sempre più diffusa, che consente di implementare i processi di Firma Elettronica Avanzata basati su tecniche grafometriche che includono quelle componenti che garantiscono, in ogni fase del processo, la sicurezza, la riservatezza e l’identità dei dati dell’utente che appone la firma – ha commentato Andrea Sassetti, Direttore dei Servizi di Certificazione di Aruba – Questo nuovo progetto legato al biotestamento è per noi un’ulteriore prova del nostro ruolo di primo piano come interlocutore ideale per la digital transformation della PA nella fornitura dei Trust Services”.

Cos’è la firma grafometrica

La firma grafometrica è una tipologia avanzata di firma elettronica realizzata con un gesto manuale del tutto analogo alla firma autografa su carta. Ma, il dispositivo utilizzato, è in grado di raccogliere dati biometrici di chi sta firmando e che da quel momento rimangono legati al documento stesso. I dati vengono rilevati per mezzo di una penna elettronica su una tavoletta digitale e sono: ritmo, velocità, pressione, accelerazione e movimento.

Cosa prevede la legge sul testamento biologico

Dal 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la Legge 22 dicembre 2017, n. 219, contenente “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”. Come richiamato all’articolo 1 la Legge 219 “tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”, nel rispetto dei principi della Costituzione (art. 2, 13 e 32) e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Lo stesso articolo afferma il diritto di ogni persona “di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi”.

Nel quadro di questa norma che tratta del consenso informato, della terapia del dolore, delle cure palliative, vi è anche una parte che riguarda “Le disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Le DAT di una persona (indicate anche comunemente come “testamento biologico” o “biotestamento”) rappresentano una delle novità della Legge italiana. Esse permettono, in sintesi, che la persona ancora in vita e in possesso delle sue facoltà mentali, possa esprimere (in un atto con efficacia giuridica, un atto legale) le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto su accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche, singoli trattamenti sanitari.

Per approfondire vai alla pagina Disposizioni anticipate di trattamento – DAT.

 

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Pubblicato il:

06 giugno 2019

Categorie:

Case Study


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