intervista

Global startup program, l’esperienza di Deesup

Valentina Cerolini, fondatrice e CEO della startup racconta a Startupbusiness la sua esperienza con il programma dell’agenzia ICE che l’ha portata in Silicon Valley

Pubblicato il 19 Gen 2023

Valentina Cerolini è co-fondatrice e CEO di Deesup una delle startup, in questo caso quasi una scaleup, selezionate per partecipare alla terza edizione del Global Startup Program, il programma organizzato da ITA agenzia ICE per consentire alle startup italiane di vivere una esperienza internazionale in diversi Paesi del mondo appoggiandosi a incubatori locali. Il programma prevede diverse destinazioni in giro per il mondo e in particolare quella per cui è stata selezionata Deesup è la Silicon Valley. Valentina racconta a Startupbusiness la sua esperienza nella partecipazione al programma che si è svolta per un periodo di due mesi tra ottobre e dicembre del 2022.

“L’esperienza è stata certamente positiva, non avevamo definito delle aspettative specifiche all’inizio quindi abbiamo potuto valutare le cose in modo sereno e facendo oggi un bilancio posso dire che ciò che abbiamo vissuto, imparato e portato a casa è certamente sopra le aspettative, in particolare devo dire che è stata un’esperienza decisamente formativa e ci ha offerto opportunità di relazione con soggetti e contenuti che difficilmente incontriamo nella nostra quotidiana attività. Uno degli aspetti che considero maggiormente positivi è stata la possibilità di assorbire un metodo di lavoro diverso da quello a cui siamo abituati nell’ecosistema italiano dove c’è una capacità di condivisione di informazioni ed esperienze diretta e continua, dove c’è la misurazione costante dei risultati che si ottengono per potere capire se si è sulla strada giusta, se le azioni che si mettono in campo stanno dando i risultati attesi e poi l’altro elemento che ha creato tanto valore è il networking, ne abbiamo fatto tantissimo sia con altre startup sia con altri attori dell’ecosistema e ci ha arricchito moltissimo”.

Questo tipo di opportunità sono fondamentali per le startup in quanto permettono loro di immergersi in un contesto totalmente diverso, internazionale, e di utilizzare quel tempo anche per riflettere sul proprio modello di business, modello operativo, richiede certo un investimento di tempo ma con il supporto dell’agenzia ICE il bando risulta essere effettivamente alla portata di tutti.

Un nuovo mindset

“Vivere la Silicon Valley da imprenditrice, e non da turista per esempio, fa la differenza, potere contare su un fittissimo programma messo a punto da ICE e dall’incubatore presso cui eravamo basati a San Francisco ha permesso di utilizzare al meglio il tempo a disposizione. Abbiamo conosciuto e toccato con mano dinamiche relazionali nuove, questo anche grazie ai tanti eventi fuori dall’ufficio come per esempio la visita alla sede di Burning man realtà unica con value proposition decisamente specifica, seguire lezioni a Stanford e a Berkeley e potere contare sugli spazi di Innovit, l’Italian innovation and culture hub di San Francisco dove si è svolto anche il demo day, abbiamo potuto valutare l’importanza dell’apertura mentale di scambio senza limiti e senza barriere. In concreto l’esperienza ci ha portato un cambio di mindset che non è frase fatta ma reale, a pensare in grande, ancora più in grande di quello che facevamo e alzare l’asticella. Consiglierei a qualsiasi startup di partecipare al bando Global Startup Program perché è un’opportunità che agenzia ICE offre e che va colta perché ha impatto sicuramente positivo, almeno nella nostra esperienza, a prescindere dalla fase di maturità della startup, noi per esempio siamo in una fase di crescita ma avevamo colleghi più maturi e meno maturi, eravamo in tutto 12 startup nel nostro gruppo basato nell’acceleratore Runway di San Francisco, l’intero programma è finanziato da ICE stessa ed è un vero e proprio grant”.

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“Il concetto di nuovo mindset deriva dall’avere vissuto esperienze in cui la condivisione di informazioni ha abbattuto ogni barriera e ogni limite, anche con persone esterne al nostro gruppo e all’interno dell’acceleratore, ciò perché dalla condivisione deriva l’apprendimento e l’opportunità e la cosa è molto accentuata nella Silicon Valley dove non puoi chiamarti fuori da questa modalità di fare business e impresa. Altro aspetto del mindset è l’approccio per step, misurare ogni progresso che si porta a casa con grande frequenza circa ogni 2 o 3 giorni, misurare ogni risultato raggiunto, che è un metodo che durante il periodo del programma abbiamo applicato in modo puntuale e la cosa mi è piaciuta molto perché ci ha spinti a investire nella cultura aziendale che è cosa che abbiamo capito essere importante, investire nelle persone, nella cultura che accomuna queste persone e su questo aspetto stiamo lavorando molto. Abbiamo poi potuto fare un approfondimento del mercato dell’arredamento in Usa, abbiamo parlato con manager del wholesale e capito come funziona, che vi è una struttura distributiva e commerciale diversa rispetto all’Italia cosa che per noi è un pro perché potenzialmente ci apre nuove opportunità a livello commerciale e abbiamo conosciuto interlocutori e investitori che hanno investito nel lifestyle in Usa, anche persone italiane che vivono e lavorano negli Stati Uniti, la community di italiani residenti in Silicon Valley è ampia e la cosa rappresenta un ulteriore valore aggiunto”.

Naturalmente come tutte le cose anche per il Global Startup Program vi sono aspetti migliorabili che Cerolini indica essere negli elementi organizzativi e nella comunicazione interna al programma: “è la terza edizione e quindi ci sono margini per ulteriori miglioramenti e sono cerca che verranno colti perché al termine del programma ci hanno proprio chiesto di condividere le eventuali criticità e abbiamo proprio sottolineato che alcuni elementi dell’organizzazione e della comunicazione interna possono essere migliorati”.

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