Dronus, attiva nello sviluppo di sistemi aerei a pilotaggio remoto per security, ispezione e monitoraggio, fa sapere di avere raccolto 15 milioni di euro per potenziare Nest, la propria tecnologia brevettata di drone-in-a-box: una base aerea, cuore e mente del sistema, che abilita reti operative gestibili da remoto e automatizza decollo, atterraggio e ricarica della batteria del drone. L’operazione è guidata da Algebris Investments (Irlanda) società di gestione del risparmio globale e indipendente, assieme alla partecipazione di Azimut ELTIF Venture Capital ALIcrowd III/IV, CDP Venture Capital, SIMEST (tramite il F.394/81, gestito per conto del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale), oltre a un follow-on investment da parte di Eni Next, il corporate venture capital di Eni.
L’operazione sosterrà il completamento dello sviluppo e il rafforzamento della tecnologia Dronus, consolidando la visione di infrastruttura per reti operative basate su Nest e il suo posizionamento nel mercato.
Fondata nel 2018 da Marco Ballerini, (nella foto) ingegnere aerospaziale con esperienza nella progettazione e sviluppo di tecnologie e un consolidato percorso da imprenditore, Dronus nasce con l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche integrate per l’acquisizione, la gestione e l’elaborazione di dati e immagini da remoto, in tempo reale, contribuendo alla sicurezza e al benessere sociale, nel pieno rispetto della privacy delle persone. Dronus è specializzata nella progettazione e produzione di sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR) per uso industriale, con sede a Trieste e un team multidisciplinare di oltre 30 persone. Dronus ha stretto partnership con Eni e Qualcomm. Tra i progetti in corso, a Singapore è attiva un’iniziativa di monitoraggio video con HTX (Home team science and technology agency). In ambito logistica, Dronus ha inoltre avviato una sperimentazione presso la 5G Smart factory Ericsson negli Stati Uniti.
Dronus ha sviluppato e brevettato, in Italia, Europa e USA e in altri Paesi target un sistema di drone-in-a-box in versione aerea, chiamato Nest, introducendo un approccio infrastrutturale che, rispetto alle soluzioni tradizionali a terra. spesso più vincolate a installazioni site-based e meno adatte a essere distribuite capillarmente, abilita reti operative gestibili da remoto. Il sistema è in grado di compiere in automatico attività di ispezione e monitoraggio in ambito industriale, nel comparto della logistica e in progetti di smart city e oil and gas. Il vero salto è nella logica di infrastruttura aerea distribuita: ogni Nest è un nodo replicabile, leggero e versatile, installabile in più punti per ampliare la copertura in modo modulare. In questo modo il drone diventa un asset operativo, perché è l’infrastruttura aerea basata sul Nest che abilita missioni programmabili, ripetibili e continuative, garantendo flussi di dati costanti e riducendo complessità, costi e rischi operativi, che nelle soluzioni tradizionali si concentrano soprattutto nella gestione delle attività sul campo e nelle fasi più delicate di decollo e atterraggio. Questa base aerea sospesa, concepita per operare senza alcuna supervisione umana in loco, funge da punto di appoggio e ‘nido’ protettivo per il drone, automatizzando l’intera sequenza operativa e la ricarica del drone tra una missione e l’altra, senza necessità di interventi sul campo. Le missioni e i flussi informativi prevedono la trasmissione continua dei dati raccolti a supporto delle attività di monitoraggio e ispezione. Grazie a una progettazione orientata alla massima sicurezza, il sistema può operare 24 ore su 24 in scenari BVLOS (beyond visual line of sight, oltre la linea di vista), sfruttando l’intelligenza artificiale e le sue camere ottiche di precisione per monitorare infrastrutture, spazi pubblici e siti industriali.
Grazie a una flotta di droni sviluppata per rispondere a esigenze operative diverse che include modelli che hanno ottenuto la certificazione Atex che ne abilita, diversamente dalla quasi totalità dei droni in commercio, l’impiego anche in ambienti dove è possibile la presenza di gas infiammabili e l’attestato di inoffensività che certifica come queste tecnologie con specifiche caratteristiche di sicurezza, possa volare in aree urbane e popolate, il sistema Nest può adattarsi a contesti molto differenti, dagli impianti energetici alle infrastrutture critiche, fino a progetti di smart city e protezione civile. Nell’ambito della sicurezza e della sorveglianza di siti industriali, la piattaforma, con Nest come nodo operativo, abilita ispezioni perimetrali continuative e interventi rapidi in caso di allarme, offrendo una protezione dinamica che supera i limiti della videosorveglianza fissa grazie alla capacità di ridurre angoli ciechi e seguire soggetti in movimento.
Il sistema consente inoltre attività di ispezione e monitoraggio ricorrenti su impianti energetici,reti di telecomunicazioni e siti oil and gas, contribuendo a ridurre l’esposizione del personale e a individuare tempestivamente anomalie o potenziali criticità. Parallelamente, nel paradigma delle smart city, Dronus mira ad abilitare servizi evoluti di gestione del traffico e dei parcheggi, monitoraggio della qualità dell’aria e pubblica sicurezza. Il sistema può infine supportare i processi di protezione civile per la prevenzione di incendi o il controllo di aree soggette a dissesto idrogeologico, fornendo immagini, incluse termografie, dove previste, e analisi basate su intelligenza artificiale in tempo reale.
“Con questo round vogliamo rafforzare ed elevare il posizionamento di Dronus come realtà internazionale, capace di supportare i principali attori dell’industria, della security e delle Smart City, consolidando la nostra presenza in Europa e in altri mercati strategici – dice in una nota Ballerini -Puntiamo a essere un partner tecnologico di riferimento per le ispezioni automatiche e per il monitoraggio avanzato, contribuendo alla sicurezza e all’efficienza operativa, nel pieno rispetto della privacy. Le risorse saranno destinate a completare e accelerare l’evoluzione della piattaforma: dall’introduzione di nuove funzionalità basate su intelligenza artificiale al perfezionamento delle tecnologie già brevettate. L’obiettivo non è solo crescere, ma aumentare il valore tecnologico del sistema e la maturità dei processi di gestione e trasmissione dei dati in tempo reale, abilitando un monitoraggio sempre più autonomo a supporto della sicurezza delle infrastrutture critiche e dell’ottimizzazione dei flussi informativi dell’industria moderna.”
“Siamo orgogliosi di guidare questo round in Dronus. L’unione tra tecnologia brevettata, operatività 24/7 anche in scenari BVLOS e l’evoluzione della piattaforma verso funzionalità sempre più avanzate di intelligenza artificiale può portare benefici concreti al monitoraggio delle infrastrutture critiche, dall’energia alle telecomunicazioni, e abilitare nuovi servizi nelle smart city. Con questo investimento supporteremo il team nell’accelerare la roadmap tecnologica e nel consolidare la crescita sui mercati chiave”, dice Stefano Ferrari, partner di Algebris.
“L’investimento in Dronus rappresenta per noi una scelta strategica nel cuore dell’innovazione deeptech italiana. Abbiamo deciso di sostenere questa operazione convinti che l’integrazione tra intelligenza artificiale e sistemi di volo autonomi sia la chiave per rivoluzionare la sicurezza e il monitoraggio delle infrastrutture critiche. Dronus non offre solo tecnologia, ma una soluzione completa e scalabile che risponde concretamente alle esigenze di efficienza e sostenibilità dell’industria moderna. Il team ha dimostrato capacità e resilienza. Siamo entusiasti di affiancare il team nel loro percorso di espansione internazionale”, aggiunge Guido Bocchio, head of venture capital di Azimut Libera Impresa.
“Siamo entusiasti di supportare Dronus in questa nuova fase di crescita. In un contesto in cui la robotica rappresenta sempre più la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale in applicazioni industriali reali, l’automazione avanzata guidata dall’IA sta trasformando il modo in cui vengono gestite attività complesse sul campo, dall’ispezione degli asset alla sicurezza operativa. Soluzioni come quelle di Dronus possono contribuire in modo significativo ad aumentare efficienza, sicurezza e capacità decisionale nelle operazioni industriali”, dice Clara Andreoletti, CEO di Eni Next.
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