Indagine ScaleIT, ecco come reagiscono i VC all'emergenza Covid-19
Indagine ScaleIT, ecco come reagiscono i VC all’emergenza Covid-19

“I risultati della survey appaiono più ottimisti di quello che potevamo pensare, infatti solo il 21% dei fondi che hanno risposto dichiarano di volere interrompere l’attività di investimento esterno per focalizzarsi sul portafoglio, mentre oltre il 50% continuano con la loro strategia o la orienteranno verso i settori che beneficeranno di più dalla crisi. Dotiamoci però di cauto ottimismo perché, dai dati che abbiamo analizzato, appare ancora molta incertezza da parte di molti fondi su come reagire alla crisi”, dice a Startupbusiness Lorenzo Franchini, fondatore di ScaleIT commentando i risultati dell’indagine condotta presso gli investitori internazionali per comprendere come essi stanno reagendo alla crisi Covid-19.

In questo momento la maggior parte delle scaleup si sta domandando che impatti reali avrà la crisi sul fundraising e in particolare “come sarà e come cambierà il mercato della ricerca di capitali per gli effetti del Covid-19”. Nelle precedenti due crisi del 2000-2001 e 2008-2009 gli investitori hanno reagito nei più svariati modi. In entrambe le crisi però c’è stata una fuga di capitali significativa dal settore del venture capital e una forte focalizzazione di molti fondi sul portfolio rispetto al deal flow esterno, perlomeno nel breve periodo. Succederà così anche per questa crisi? ScaleIT (che a febbraio aveva diffuso una ricerca sull’andamento degli investimenti nel 2019 di cui abbiamo scirtto qui) ha perciò pensato di formulare un breve questionario con risposta multipla ai circa 300 fondi internazionali del proprio network (includendo i 12 principali fondi italiani) che fosse mirato a capire come questi orienteranno le loro strategie di investimento nel breve e medio periodo.

Le oltre 40 risposte ricevute (38 da fondi internazionali) evidenziano un panorama tendenzialmente più roseo rispetto alle attese. Infatti, solo il 21% dei fondi ha dichiarato che nel breve-medio periodo non farà nuovi investimenti esterni ma si focalizzerà sull’attuale portafoglio. La maggioranza relativa, ovvero il 38%, ha invece risposto che non cambierà la propria strategia di investimento, mentre il 19% la cambierà in positivo orientandosi maggiormente verso i settori che potranno beneficiare dalla crisi (per fare qualche esempio: digital health, communication tool per smart working, edutech, delivery & logistics, online grocery, home fitness, video streaming). Questo porta una maggioranza assoluta del 57% dei rispondenti ad avere un atteggiamento positivo verso nuovi investimenti e verso la ricerca delle migliori opportunità che la crisi può offrire loro.  

Infine, il 19% dei fondi ha invece affermato che cambierà la propria strategia di investimento stando lontano dai settori più colpiti dalla crisi, con traveltech in testa.

Nel sondaggio, c’era anche la possibilità per i fondi di dare maggiori dettagli in relazione alle proprie scelte strategiche attuali, con l’invito ad aggiungere qualche insight sul proprio modo di approcciare questo momento in termini di processi, persone e collaborazioni. Emerge uno scenario in cui i fondi si sono adattati velocemente a lavorare in remoto, ad organizzare i team di conseguenza e allo stesso modo stanno reimpostando i loro processi di investimento. Vero è che le attività di due-diligence per i nuovi investimenti saranno più complesse di prima e anche questo aspetto potrebbe portare a un allungamento dei tempi di chiusura dei deal e forse anche a una maggiore regionalizzazione dei deal perlomeno nel breve periodo.

La survey è stata svolta tra il 26 marzo e il 20 aprile, in una fase ancora di assestamento, tuttora in corso, in cui tutti gli operatori stanno cercando di capire cosa aspettarsi per il futuro non solo a breve ma anche a medio-lungo termine. Dai commenti ricevuti e dai tassi di redemption della survey (altissimo il tasso del 55% di apertura della mail a fronte di un tasso di risposta alle domande multiple choice del 15%) emerge in modo chiaro che la maggior parte degli operatori stia navigando ancora a vista; sicuramente nelle prossime settimane/mesi si potranno meglio capire i reali impatti della crisi e come i vari player intenderanno affrontarla in modo univoco.

 

Photo by Emily Morter on Unsplash

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Pubblicato il:

30 aprile 2020


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