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Innovare adottando il concetto dei First Principle

Il CEO di Archangel adVenture analizza il processo cosiddetto dei First Principle e spiega come può essere efficace per fare innovazione e per rendere le startup più efficaci

05 Nov 2021

Ciro Di Carluccio CEO e co-fondatore di Archangel adVenture racconta come l’edizione dei cosiddetti First Principle aiuta a sviluppare efficaci strategie di innovazione

Innovare con i cosiddetti First Principle significa adottare uno dei modi migliori per liberare la creatività. L’idea è quella di decodificare e scomporre problemi complicati in elementi di base per poi riassemblarli partendo da zero anziché ragionare per analogia di soluzioni già esistenti. È uno dei modi migliori per imparare a pensare in modo indipendente, sbloccare il potenziale creativo e ambire di passare da risultati lineari a non lineari. L’approccio nasce nella filosofia da Aristotele. Un concetto primitivo è una proposizione o assunzione fondamentale che non può essere dedotta da nessun’altra proposizione o assunzione. Un buon esempio di differenza fra analogia e First Principle è rappresentato dalla differenza tra il cuoco e lo chef. Lo chef è un pioniere, la persona che crea le ricette. Conosce le materie prime e sa come combinarle. Il cuoco, che ragiona per analogia, usa una ricetta. Riproduce qualcosa, con qualche variazione, che è già stata creata.

Il maggiore ostacolo all’adozione dei First Principle è l’autorità. Rifiutare apertamente il dogma è infatti spesso considerato un problema anche se (o forse perché) non farlo rende impossibile cambiare e innovare. Rinunciare a smontare i dogmi  significa rimanere intrappolati nel modo in cui le cose sono sempre state fatte anche quando il contesto intorno a noi è cambiato completamente.

Tra gli esempi nei quali è stato adottato l’approccio per First Principle, quello più conosciuto è sicuramente riconducibile a Elon Musk e SpaceX. Musk spiega in una sua intervista come nel progettare Space X sia partito dall’obiettivo che intendeva raggiungere, quello di costruire un razzo a costi molto inferiori e si sia chiesto il motivo che rendeva i razzi così costosi. Gli ingegneri non facevano altro che raccontargli che essendo i razzi fatti di leghe di alluminio di matrice aerospaziale, oltre a titanio, rame e fibra di carbonio, i loro costi non potevano essere ridotti. E’ mettendo in discussione questa assunzione che ha scoperto il costo dei materiali di un razzo essere solo il 2% del totale e che in realtà il vero motivo di in costo così elevato era il suo mancato riutilizzo.

Le startup possono certamente fare leva sul concetto di First Principle così come è accaduto come quando Derek Sivers fondò la sua società CD Baby la prima cosa che si è chiesto è di cosa ha avesse bisogno un’azienda per diventare di successo? La risposta che si diede in un momento storico in cui la misurazione del successo era data dalla valutazione della società all’atto della sua quotazione è stata: di clienti soddisfatti e felici. Da lui quindi arriva una lezione che spiega un First Principle importante per i fondatori di startup:  “Non avere fondi è stato un enorme vantaggio per me. Un anno dopo aver avviato CD Baby, ha cominciato a gonfiarsi la bolla internet. Chiunque vendesse un po’ di aria fritta e un piano strampalato riceveva milioni di dollari dagli investitori. Era ridicolo. I miei amici ben finanziati spendevano 100mila dollari per comprare qualcosa che io facevo da solo spendendone mille ma  quello che facevano con quei soldi non migliorava nulla di cui i clienti potessero beneficiare. Il miglior modo per far crescere la tua attività è concentrarti interamente sui tuoi clienti.”

Anche Archangel adVenture usa i First Principle: quando ci confrontiamo con un team di una startup utilizziamo alcune tecniche dell’approccio First Principle. La prima è chiedere al fondatore una serie di domande: perché pensi questo? Cosa pensi esattamente? Come fai a sapere che è vero e cosa succederebbe se pensassi il contrario? Come puoi riprodurre gli effetti di quello che pensi? Cosa potrebbero pensare gli altri da una prospettiva diversa dalla tua? Cosa succederebbe se fossi tu a sbagliare?

Spesso i fondatori ci guardano sorpresi ma seguire questo percorso razionalizza l’approccio di analisi svincolandolo dall’istinto e dalle componenti emotive cui fondatori stessi ma anche gli investitori sono soggetti. 

Una seconda tecnica che adottiamo è conosciuta come la regola dei Cinque Perché. Fu sviluppata in origine da Sakichi Toyoda e successivamente usata dalla Toyota Motor Corporation durante l’evoluzione delle loro metodologie manifatturiere. La metodologia è molto semplice e consiste, volendo analizzare un fenomeno, nel ripetersi la domanda “Perché” per almeno 5 volte ovvero fino a quando non si riuscirà più a proseguire nella sequenza di domande. La risposta all’ultima di queste domande rappresenta la cosiddetta causa radice, cioè il First Principle (o la root cause).

Facendo leva sui First Principle l’innovazione si sposta dal miglioramento incrementale alla visione delle possibilità. Lasciare che gli altri pensino per noi significa usare le loro analogie, le loro convenzioni. Quando ci accontentiamo di ciò che già esiste siamo cuochi e non chef. Le analogie ingabbiano le nostre azioni nonché limitano ciò che possiamo raggiungere e ci spingono a vedere il problema nello stesso modo in cui è stato già visto da qualcun altro. Quello che in Archangel adVenture vogliamo evitare.

Molte persone ritengono che la creatività sia un dono naturale che solo alcuni di noi hanno la fortuna di possedere. In realtà sono coloro che ricorrono ai First Principle che riescono a colmare il divario fra i limiti posti dall’analogia e ciò che diventa possibile grazie alla innovazione. Gli altri si affidano alle convenzioni perché farlo è più facile che investire del tempo per scomporre la realtà fino a risalire ai First Principle. First Principle però è il miglior modo per aprire gli occhi e per scoprire che la maggior parte delle cose apparentemente assurde diventa improvvisamente possibile. In altre parole, diventa innovazione. (Photo by Hemant Latawa on Unsplash )

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