Mirai Robotics, round da 3,5 milioni di euro per IA applicata al mare

Mirai Robotics è la startup che si propone l’ambizioso traguardo di dare all’Europa indipendenza e leadership nelle tecnologie di frontiera di physical AI per la gestione di qualsiasi tipo di attività nei mari: civili, industriali, istituzionali e militari che sviluppa un sistema architetturale completo: dai veicoli a guida autonoma proprietari, a sistemi intelligenti integrabili a flotte esistenti, fino a software e analisi dati per il governo delle missioni marittime più complesse.

La visione strategica dei fondatori, combinati al bisogno di mercato trovano riscontro anche sul fronte degli investimenti, con la chiusura per Mirai Robotics di un primo round da 3,5 milioni di euro guidato da Primo Capital, Techshop e 40 Jemz Ventures, con la partecipazione di angel investor italiani e internazionali.

Il progetto nasce dalla visione di imprenditori con esperienza internazionale: Luciano Belviso, già fondatore di imprese tra cui Blackshape, realtà che opera nella progettazione e produzione aeronautica e Luca Mascaro, imprenditore nel campo della tecnologia e IA, fondatore di Sketchin e già chief innovation officer di BIP (nella foto).

Belviso dice in una nota: “Il mare è una delle ultime grandi infrastrutture fisiche naturali non ancora governate dal software. È una frontiera ancora largamente inesplorata: oltre l’85% dei fondali non è stato nemmeno mappato con precisione. Eppure è qui, sul nostro pianeta, relativamente accessibile ma critica per sicurezza, energia, infrastrutture e approvvigionamenti. Per secoli l’uomo ha fatto navi, ora dobbiamo fare sistemi. La convergenza tra robotica avanzata e information intelligence ci permette di iniziare a dominare questo spazio strategico. L’autonomia è la chiave per operare in modo continuo, resiliente e protetto in ambienti estremi, trasformando il mare da spazio opaco a infrastruttura monitorata e gestita. È una sfida tecnologica e industriale che richiede un approccio da vero robotics lab, capace di integrare software, sensori, piattaforme e missione in un’unica architettura operativa. Con Mirai vogliamo costruire una nuova leadership europea nell’Ocean Economy partendo dall’Italia, dove la forza della filiera navale – dalla difesa alla cantieristica, dall’offshore alle infrastrutture marine – rappresenta la base industriale ideale da integrare con le competenze di robotica e autonomia del nostro team”.

Mascaro, aggiunge: “Dalla protezione delle coste del nostro continente, alla crescita del valore dell’economia del mare che la Banca Mondiale stima passerà dagli attuali 2,5 trilioni di dollari ai 4 trilioni nel 2035, il governo delle attività marittime impone urgenza e sistemi affidabili in grado di eseguire compiti complessi e ad alto rischio in totale autonomia, restituendo in parallelo un’interpretazione semplice dei risultati e degli sviluppi da implementare nel tempo. Questa è la sfida che abbiamo raccolto e a cui stiamo già rispondendo, anche grazie a un team europeo di altissimo livello”.

“Il dominio marittimo è a un punto di svolta. Ci troviamo davanti a un’economia enorme che si basa ancora su modelli operativi progettati decenni fa. Il divario di capitale umano da solo, migliaia di ruoli scoperti, forza lavoro che invecchia, rischi operativi in aumento, rende lo status quo insostenibile. Quello che Mirai Robotics sta costruendo non è semplicemente automazione; è il livello infrastrutturale fondamentale che permetterà alla blue economy di crescere in modo sicuro ed efficiente. La tradizione cantieristica italiana, combinata con questo livello di competenze in robotica e intelligenza artificiale, crea un’opportunità davvero unica”, conclude Gianluca Dettori, partner di Primo Capital.

Alla complessità dell’ambiente marino, ai costi elevati e alla scarsa digitalizzazione, agli alti livelli di rischio operativo associati a una crescente carenza di personale qualificato, Mirai Robotics risponde con un’architettura tecnologica di robotica e IA integrata che unisce: imbarcazioni proprietarie a guida autonoma sviluppate con tecnologie di IA applicate al mondo fisico (physical AI); sistemi di guida autonomi intelligenti integrabili platform agnostic, quindi adattabili a flotte industriali, di sicurezza marittima, ordine pubblico o militari, così come ai prodotti di cantieri nautici per uso civile, con la capacità di leggere il contesto marittimo, decidere le manovre e operare in sicurezza senza equipaggio per il governo di missioni complesse; software di coordinamento delle missioni che coinvolgono decine o centinaia di imbarcazioni, per esempio per il controllo della pesca illegale, l’ispezione delle infrastrutture sottomarine, e una piattaforma di raccolta dati e information intelligence per l’analisi continua delle informazioni operative garantendo costante evoluzione e adattamento al mutare delle condizioni di contesto.

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