Pink is Good: anche la startup Colvin sostiene la ricerca sul cancro
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Pink is Good: anche la startup Colvin sostiene la ricerca sul cancro

Il tumore al seno colpisce ogni anno, in Italia, oltre 52.000 donne, mentre i tumori all’utero raggiungono i 10.800 casi circa l’anno e quelli alle ovaie sono 5.200 circa. E, grazie anche alla ricerca scientifica, il tasso di sopravvivenza nei successivi cinque anni dalla diagnosi di tumore al seno negli ultimi dieci anni è passato dall’83% all’87%. La ricerca in questo settore è alla base dei passi avanti fatti, e ricerca sul cancro in Italia vuol dire soprattutto Fondazione Veronesi.

Pink is Good è il progetto di comunicazione lanciato nel 2013 dalla per finanziare la ricerca scientifica contro i tumori che colpiscono le donne: seno, utero e ovaie.

Oltre a essere una campagna di comunicazione e sensibilizzazione è anche un modello di sostegno finanziario grazie alle partnership con tante aziende che mettono a disposizione prodotti ‘pink is good’ , il cui ricavo va in parte alla Fondazione.

Anche la startup dei fiori Colvin ha deciso di aderire al progetto e ha ideato il bouquet Always Pink , una composizione delicata e che, al contempo, esprime la forza e la bellezza delle donne. Per tutto il mese di ottobre, che è il mese della prevenzione del tumore al seno, per ogni bouquet Always Pink venduto, Colvin donerà tre euro al progetto Pink is Good della Fondazione Umberto Veronesi. 

“Siamo molto orgogliosi della possibilità di contribuire alla ricerca scientifica sostenendo questo storico progetto di Fondazione Umberto Veronesi”, ha dichiarato Simon Tokatzian, Country Manager di Colvin per l’Italia. “Il nostro sostegno a Fondazione è iniziata lo scorso marzo, in occasione della Festa della Donna, con le spille di mimosa indossabili che, acquistate insieme ai nostri bouquet, contribuivano alla raccolta fondi di diverse organizzazioni benefiche, tra cui Fondazione Umberto Veronesi. Un piccolo gesto che però ha avuto un grande riscontro e che ci ha dato il là per questa nuova collaborazione, con un bouquet “solidale”, in cui il valore dei fiori diventa anche concreto e tangibile”. 

 

Due parole su Colvin

 

Colvin è stata fondata in Spagna nel 2016 da Andrés Cester, Marc Olmedillo e Sergi Bastardas – tre ex studenti ESADE – dopo la loro esperienza in multinazionali come Amazon, Citigroup e GSK. A due anni dalla sua costituzione la startup ha già raccolto investimenti per 11 milioni di Euro ed è presente, oltre che in Spagna e in Italia, anche in Portogallo, Germania e in Olanda.

Colvin ha rivoluzionato con la sua piattaforma il settore della vendita dei fiori: acquisti online, un servizio di consegna entro 24 ore dalla raccolta e un nuovo modello di business direct to consumer che accorcia la filiera consentendo un maggiore controllo sulla qualità e prezzi molto più vantaggiosi e competitivi rispetto agli standard di mercato. Il suo motto è ‘dal campo al vaso’.

Customer experience decisamente elevata: chiunque abbia provato almeno una volta a ordinare fiori con i sistemi tradizionali sa che si tratta di un’esperienza poco digitalizzata, poco comoda, a volte anche negativa per la mancata corrispondenza di ciò che si è acquistato rispetto a ciò che viene effettivamente consegnato.

Colvin punta sulla qualità e il contenimento dei costi con la sua filiera corta e ha creato una piattaforma di facile utilizzo, dove è facile scegliere grazie alla cura del design dei mazzi di fiori, è un sito che non lascia scampo a chi lo visita.

Secondo un’indagine di mercato svolta da Colvin, la generazione millennial è molto aperta a questo tipo di esperienza d’acquisto: il 39% degli intervistati sceglie i fiori online e tra i clienti di Colvin una percentuale molto alta, il 44%, ha acquistato fiori online per la prima volta e considera la facilità di acquisto l’attributo più importante nella scelta del servizio (52%). Questo significa che Colvin sta allargando il mercato, ha creato il suo oceano blu facendo emergere una nuova fascia di clienti attirati dalla sua proposta di valore.

Un tasso di crescita mensile di oltre il 30% conferma che la startup è proprio sulla strada giusta. Unico neo: non consegna ancora sulle isole.

Donatella Cambosu

 

 

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direttore
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Pubblicato il:

11 ottobre 2019

Categorie:

Notizie, Scaleup


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