Quadrans, la blockchain per ogni applicazione
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Quadrans, la blockchain per ogni applicazione

La blockchain è una tecnologia, è una infrastruttura ed è una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni che utilizzano il concetto di sistemi decentralizzati. Per comprendere meglio come blockchain funziona e perché è una opportunità per le startup, abbiamo parlato con Massimiliano Sala che è il direttore del Laboratorio di Crittografia dell’Università di Trento e presidente del CryptoBoard della Fondazione Quadrans che gestisce la omonima infrastruttura blockchain open source e permissionless e che ha appena pubblicato il suo whitepaper, consultabile qui, per illustrarne le funzionalità e permetterne l’utilizzo alla portata di aziende e organizzazioni.

La blockchain di Quadrans è pubblica ed è open source, si adatta quindi a un uso diffuso e generale. È più simile a Ethereum che a Bitcoin, ciò perché su Quadrans si possono eseguire programmi, i cosiddetti smart contract, mentre su Bitcoin no.

In generale le piattaforme blockchain hanno un problema legato alla criptovaluta utilizzata per tokenizzare, e quindi determinare il valore. Ciò accade perché solitamente la crypto-valuta ha una doppia valenza, da una parte è usata per comprare le risorse computazionali della piattaforma stessa, e dall’altra rappresenta un valore che può diventare speculativo, ed è perciò che, per esempio, Foodchain (che è la scaleup che ha gettato il seme per la creazione di Quadrans come abbiamo scritto qui) per realizzare le sue applicazioni non poteva basarsi su Ethereum, perché se il costo della criptovaluta a essa collegata è soggetta alla speculazione, ne consegue che vi è il rischio che il costo delle risorse computazionali salga in modo vertiginoso, e quindi diventi di fatto non più utilizzabile in termini di convenienza economica.

Quadrans è stata quindi progettata con l’intenzione di risolvere queste criticità ed è in questo suo approccio che risiede l’innovazione che porta al mercato. Quadrans si basa infatti su due valute separate: i Coin che servono per pagare le risorse computazionali e sono creati tramite il mining con velocità sempre maggiore affinché non valga la pensa accumularli e quindi sono immuni dalla speculazione, e i Token che rappresentano la tokenizzazione vera e propria e quindi fanno crescere il valore della blockchain. I possessori dei Token ricevono una parte dei Coin creati periodicamente, idealmente ogni 10 minuti. I Token esistono in quantità fissa e quindi possono solo essere scambiati tra chi desidera venderli e chi desidera comprarli, e non generati come i Coin.

I Coin sono quindi indipendenti dai Token e alimentano il lavoro di tre tipologie di soggetti: i miner, i possessori di Token, e la Fondazione stessa che ha un suo conto in Token.

I Coin aumentano di valore coll’aumentare del valore dei servizi della piattaforma ma, proprio per la natura con cui Quadrans è stata concepita, non ha senso fare speculazione su di essi, mentre il Token cresce di valore al crescere del valore del Coin e della quantità di Coin a esso collegati creando così per i possessori dei Token un’aspettativa della crescita del valore e quindi dando a questa criptovaluta il carattere di strumento si cui ha senso investire.

Il Token ha poi nello schema di Quadrans un’altra funzione legata agli aspetti  applicativi: per utilizzare smart contract si possono usare i Coin ma se si vuole aggiungere nuove applicazioni e quindi nuovi smart contract che usano nuove risorse della infrastruttura, bisogna spendere i Token. Il Token rappresenta quindi lo strumento che consente di sviluppare nuove applicazioni che sfruttano le risorse della blockchain.

In pratica il modello proposto da Quadrans dice che deve essere costoso (Token) caricare nuovi programmi (smart contract) per evitare che le risorse della piattaforma siano male utilizzate, ma deve essere economico (Coin) utilizzarli al fine di rendere le applicazioni basate su Quadrans alla portata di tutti.

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Chi ha i Token è quindi spinto a fare qualcosa che sia effettivamente di valore, come se fosse, per esempio, il permesso di costruzione di un negozio, ma una volta che il negozio è operativo i suoi costi di gestione sono economici e quindi è vantaggioso farlo lavorare al meglio.

Altro problema delle blockchain più tradizionali è la scalabilità. Quadrans ha realizzato un sistema che garantirà numero elevatissimo di transazioni al secondo specializzando i miner e i master node, ognuno di essi esegue una parte del compito e il tutto è progettato per garantire elevata velocità operativa, cosa che è conseguenza del fatto che Quadrans ha un numero ridotto di nodi, il che si traduce anche in un significativo risparmio di energia rispetto ai colossi come Bitcoin ed Ethereum.

Questa struttura permette quindi di crescere in modo intelligente, flessibile ed efficace con uno sviluppo in proporzione alle risorse che effettivamente servono.

I Token ‘spesi’ per caricare nuovi programmi vanno ad alimentare il conto della Fondazione, tanto più gli utenti caricano programmi, tanto più la Fondazione cresce e può quindi disporre di ‘capitale’ che può essere usato per erogare Coin e Token a sostegno di progetti interessanti di tipo sociale e sperimentazioni tecnologiche. Qui entra in gioco il CryptoBoard che deciderà quali progetti potranno godere di questo supporto.

Le piattaforme blockchain capaci di gestire gli smart contract sono di tre tipi: generiche tipo Ethereum, quelle per applicazioni finanziarie hyperledger, e quelle per applicazioni di supply chain e del digital notary, Quadrans fa parte di questo terzo gruppo perché è pensata per registrare e tracciare le attività. Tali attività possono, per esempio essere: verbali di riunioni, fasi del processo della trasformazione del caffè dal produttore al consumatore, le attività di un distretto industriale che fa semilavorati, Quadrans è pensata proprio per questa tipologia di applicazioni a differenza di quanto avviene, per esempio, con le blockchain pensate per il trading finanziario che devono rispondere in pochi secondi perché la natura di quella attività richiede tali prestazioni, le elaborazioni basate su Quadrans possono essere più lente, non serve sapere, per esempio, dove si trova il grano che si sta esportando ogni singolo secondo, ma è sufficiente un aggiornamento ogni 10 minuti che però deve essere molto preciso. In questo modo Quadrans può interagire con tutti i fornitori di dati, compresi gli strumenti IoT in modo massiccio, può gestire enormi quantità di throughput ma con una latenza più alta che però è più che sufficiente per questo tipo di applicazioni.

La disponibilità di una piattaforma come quella realizzata dalla Fondazione Quadrans rappresenta un’opportunità sia per le aziende e le organizzazioni che possono utilizzarla per le loro attività di business, sia per le startup e le aziende tecnologiche che possono sviluppare applicazioni e servizi. Perché ciò accada serve una maggiore cultura e la consapevolezza di come la tecnologia blockchain può essere concretamente un vantaggio per chi la utilizza. Oggi tali potenzialità non sono ancora pienamente comprese, però con lo svilupparsi di sempre nuove applicazioni concrete questo problema verrà superato, il tracciamento dei documenti legali, il cosiddetto digital notary, è un esempio molto importante, perfino alcune amministrazioni pubbliche stanno pensando di mettere i loro verbali interni su blockchain, Foodchain stessa ha realizzato applicazioni per alcune amministrazioni comunali. Altri esempi di applicazioni di successo sono per esempio quello che vede il colosso del shipping internazionale Maersk gestite il traffico dei suoi container con una blockchain, e quello denominato Aigor e realizzato da Sogin per la gestione dei rifiuti radioattivi (qui il video che lo descrive ), per accelerare questo processo di crescita della consapevolezza verso le reali potenzialità della tecnologia blockchain servirebbe una killer application come l’e-mail fu per internet.

Serve inoltre l’elemento tecnologico per permettere ai sistemi informativi delle aziende di interfacciarsi con Quadrans utilizzando le dapp (decentralized application) e attivare così il dialogo con gli smart contract. Qui c’è la grande opportunità per le startup e le aziende che sviluppano tecnologia che possono diventare fornitori di dapp e di smart contract per le aziende e le organizzazioni che vogliono usare la piattaforma blockchain.

(nota per il lettore: il direttore di Startupbusiness è membro dell’advisory board della Fondazione Quadrans)

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Pubblicato il:

21 gennaio 2020

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