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Ricerche di mercato, cosa sono, come farle, il modo più semplice

Le analisi di mercato sono utili per fare una ricerca di marketing, per un imprenditore o anche per uno studente, perché misurano le preferenze e abitudini di utenti e clienti in un dato mercato

Pubblicato il 04 Dic 2022

Spesso quando si deve fare una analisi di mercato per la prima volta, si pensa sempre a tool o software particolari e complicati da utilizzare. Forse non tutti sanno che si può partire da una cosa semplice e alla portata di tutti, come un motore di ricerca.

Come si fa una ricerca di mercato?

Per prima cosa bisogna scegliere la tipologia di ricerca di mercato tra un’analisi di carattere qualitativo e quantitativo.

Qualitative

Le analisi di carattere qualitativo sono utili per avere un approccio esplorativo e formulare ipotesi, e in genere analizzare in maniera approfondita tutti gli aspetti dell’oggetto della ricerca. Questa tipologia di ricerca viene effettuata tramite l’analisi di componenti emotive, simboliche e cognitive dell’utente finale, grazie a strumenti quali, ad esempio, interviste singole, gruppi di discussione e sentiment analysis.

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Quantitative

Le analisi di tipo quantitativo, invece, servono per fornire una rappresentazione statistica dell’oggetto della ricerca di mercato, attraverso stime quantitative attendibili e utilizzando quindi dati statistici di tipo numerico o facilmente quantificabili. Le ricerche di mercato di tipo quantitativo si basano sulla raccolta di dati partendo da un campione molto vasto.

Da sottolineare che molte aziende, come le startup, mescolano le due tipologie di analisi: indagine statistica combinata con fattori psicologici e sociologici.

Dopo aver individuato una delle due tipologie, si passerà a due step molto importanti: la ricerca primaria e quella secondaria.

Primaria

Bisogna aver chiaro l’obiettivo della ricerca di mercato, ovvero cosa si vuole sapere intorno all’oggetto della ricerca.

Scelto e determinato l’obiettivo, è necessario capire a chi ci si vuole rivolgere (il target): per questo si stabiliranno i parametri geografici, i clienti e gli utenti che occupano quella fetta di mercato.

Gli strumenti a disposizione potranno consistere in sondaggi, interviste, test ecc. Questa fase permette sì di fare una ricerca di mercato mirata per il target scelto, ma richiede molto tempo. Pertanto sarebbe meglio affidarsi ad esperti del settore.

Secondaria

Questa fase è più generica della primaria e prevede l’analisi di dati precedentemente raccolti da altri. Per questa ragione non sarà mirata come la primaria, ma permetterà di ridurre i tempi, avendo già a disposizione studi di mercato e dati aziendali.

Chi si occupa di ricerche di mercato?

L’analista di mercato o marketing analyst è una figura all’interno delle aziende che si occupa della raccolta e analisi di informazioni utili all’andamento dell’operato di un’azienda sul mercato di riferimento. Ci sono diverse aziende poi specializzate in analisi di mercato o consulenti e professionisti che a commissione offrono i propri servizi in merito. Infine, online ci sono numerosi siti che forniscono ricerche di mercato già effettuate e che fungono quindi da banche date per poter avviare la fase secondaria espressa nel paragrafo precedente.

Quali sono gli strumenti di ricerca di mercato più comuni?

Gli strumenti per avviare una ricerca di mercato possono consistere in banche dati e statistiche, sondaggi d’opinione online, analisi psicologiche e sociologiche, interviste telefoniche e via email, e oggi anche sondaggi tramite social network.

Lo strumento adottato ovviamente sarà determinato dall’obiettivo della ricerca di mercato. Di seguito una lista degli strumenti più comuni:

  • A/B Testing ed esperimenti: usato principalmente nel marketing online per ottimizzare il tasso di conversione delle campagne marketing, ovvero per trasformare un numero maggiore di visitatori in acquirenti o abbonati.
  • Focus group: conversazione focalizzata su un unico tema di cui i partecipanti parlano per un determinato lasso di tempo. Il moderatore incoraggia il flusso libero di idee in base a delle domande prestabilite, per poi raccogliere i dati che saranno il punto di partenza degli interventi futuri di chi ha avviato la ricerca.
  • Interviste (telefoniche, via email o di persona)
  • Analisi dei competitor
  • Analisi congiunte: anche definite conjoint analysis, sono analisi multivarianti utilizzate per misurare il valore attribuito dai clienti a determinate caratteristiche di un prodotto o servizio: combinano tecniche di statistica con la simulazione di reali decisioni di mercato. Vengono quindi sottoposti dei prodotti o servizi a un campione di clienti chiedendo loro di effettuare delle scelte (trade-off). Con l’analisi di queste scelte si può calcolare l’importanza dei singoli elementi o caratteristiche che compongono il prodotto o servizio in esame.
  • Analisi predittive: utilizzare dati, algoritmi statistici e tecniche di machine learning per individuare la probabilità di risultati futuri basandosi sui dati storici. L’obiettivo è andare oltre la comprensione di cosa è successo, per arrivare a una migliore valutazione di quello che accadrà in futuro.
  • Customer Satisfaction: serve per calcolare la soddisfazione dei clienti e per scoprire come aumentare la loro fidelizzazione: la ricerca del Customer Satisfaction Score (CSAT). Viene offerto un questionario di soddisfazione al cliente composto da una sola domanda; il cliente potrà rispondere tra diverse opzioni su una scala solitamente da 1 a 5, dove il valore più piccolo indica “poco soddisfatto” e quello più grande “molto soddisfatto”. Si raccolgono poi tutte le risposte e si traduce il valore assoluto in percentuale.

A cosa serve una ricerca di mercato?

Le ricerche di mercato servono per prima cosa a conoscere meglio l’utente finale, il target di riferimento. Poi è lo strumento migliore per comprendere a fondo il contesto nel quale opera il cliente, che sia un’azienda, una persona fisica o un’organizzazione.

In un secondo livello più approfondito le ricerche di mercato sono utili per analizzare la domanda – ovvero se il servizio o prodotto da sviluppare verrà richiesto -, i competitor e le strategie da sviluppare per ottimizzare il proprio prodotto/servizio e farlo conoscere all’utente finale.

Ovviamente servono anche a migliorare i processi di vendita per aumentare le vendite future.

Le ricerche di mercato possono contribuire anche per l’internazionalizzazione delle imprese, a creare un vantaggio competitivo nel momento in cui ci si vuole affacciare su mercati stranieri, ed anche qui rientrano i vantaggi espressi in precedenza.

Le aziende di successo, ma soprattutto le startup innovative – proprio per la loro caratteristica di scalabilità -, eseguono periodicamente ricerche di mercato per lo sviluppo dei propri prodotti e la conoscenza del loro target di riferimento.

Quanto costa fare un’indagine di mercato?

Come espresso nel prossimo paragrafo, fare un’indagine di mercato può avere un costo zero. Dipende dalla piattaforma o strumento che si vuole utilizzare o se si decide di affidarsi ad un professionista o azienda specializzata. Sul mercato ci sono diversi tool dai costi diversi a seconda delle loro prestazioni e settore di indagine.

Come fare una ricerca di mercato online: Google

Non bisogna basarsi solamente sulla pagina SERP di Google (pagina dei risultati), ma anche a quello che si trova in calce, ovvero le ricerche correlate. In questo caso, per non perdere troppo tempo nelle ricerche correlate, si può utilizzare un tool gratuito come Answer The Public in grado di raggruppare, mappare tutti i suggerimenti di Google, dividendoli in diverse categorie. In questo modo si scopriranno risultati di ricerca non presenti su Google, e più di “nicchia”. Altro passaggio sempre gratuito è quello di imbattersi nei pareri degli utenti, tramite le diverse community che Google offre, dai gruppi social come quelli di Facebook ai “vecchi” Forum ancora utilizzati e spesso miniera di informazioni. Pertanto basterà inserire nel browser l’oggetto della nostra analisi di ricerca, per esempio “crossfit” seguito dalla parola “forum” oppure inserire l’oggetto nelle pagine di Facebook, Linkedin, Twitter ecc. (Photo by Timon Studler on Unsplash )

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