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Scegliere la forma societaria della startup, vantaggi e agevolazioni

Forme e modalità societarie che la legge sulle startup innovative consente, quali scegliere, quali vantaggi, quali agevolazioni

Pubblicato il 15 Giu 2024

Questo è il primo di una serie di articoli a cura dello Studio Trotter che affrontano i vari temi legati alla struttura normativa, legale, finanziaria, societaria delle startup. Gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare sulle pagine di Startupbusiness nel corso delle prossime settimane

Introduzione

Per gli aspiranti imprenditori che desiderano avviare una startup, la scelta della forma societaria più adatta riveste un ruolo cruciale. Le startup possono assumere diverse forme giuridiche, ognuna con le proprie caratteristiche, vantaggi e agevolazioni. In questo articolo, ci concentreremo principalmente su una particolare tipologia societaria: la startup innovativa a cui l’ordinamento italiano riconosce svariate agevolazioni in materia societaria, tributaria e giuslavoristica.

Le forme societarie per le startup innovative

In Italia, le startup innovative possono costituirsi sottoforma di società per azioni (S.p.A.), società in accomandita per azioni (S.a.p.a.), società a responsabilità limitata (S.r.l.) o società cooperative. Non sono previsti limiti specifici al capitale sociale, consentendo anche alle S.r.l. semplificate di beneficiare del regime agevolato, purché soddisfino i requisiti richiesti.

Requisiti per l’iscrizione al registro delle startup innovative

Le startup innovative devono possedere specifici requisiti. Tra questi, i principali sono:

  • Essere costituite da non più di 60 mesi;
  • Avere sede principale in Italia o in un altro Paese UE, ma con una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • Avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro;
  • Non distribuire utili;
  • Avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • Non essere costituite da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Inoltre, le startup innovative devono soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  • Sostenere spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costi annui;
  • Impiegare personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
  • Essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto o di un software registrato.

Vantaggi e agevolazioni per le startup innovative

Le startup innovative godono di una serie di vantaggi e agevolazioni volte a favorire la loro nascita e crescita. Tra questi, spiccano:

  1. Esenzione dagli oneri camerali: le startup innovative sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per la registrazione presso il Registro delle Imprese.
  2. Normativa speciale in materia di lavoro: le startup innovative possono beneficiare di un regime fiscale e contributivo agevolato per incentivare i collaboratori mediante piani di stock option.
  3. Deroghe al diritto fallimentare: le startup innovative possono beneficiare dell’esonero dalla disciplina ordinaria del fallimento.
  4. Agevolazioni fiscali: sono previste detrazioni fiscali per le persone fisiche e deduzioni per i soggetti IRES che investono nel capitale di startup innovative. Le persone fisiche possono beneficiare di una detrazione IRPEF del 30% della somma investita (estendibile a determinate condizioni fino al 50%).
  5. Particolari norme sulla raccolta di capitali di rischio: la normativa prevede una disciplina specifica per la raccolta di capitali di rischio da parte delle startup innovative, con l’obiettivo di facilitare l’accesso a finanziamenti (crowdfunding).
  6. Finanza agevolata: svariati bandi e finanziamenti garantiti prevedono quale requisito soggettivo l’iscrizione al registro delle start-up innovative.

Il regime “work for equity” per le startup innovative

Un’interessante opportunità che consente alle startup innovative di allineare gli interessi dei propri stakeholder è rappresentata dal cosiddetto “work for equity”, che consente di remunerare dipendenti e collaboratori esterni con piani di incentivazione basati sulle quote. Questo permette al dipendete o al fornitore di diventare socio o titolare di strumenti finanziari partecipativi della società, godendo di un regime fiscale di favore. Il valore di azioni, quote e strumenti finanziari partecipativi emessi come corrispettivo per opere e servizi non concorre infatti alla formazione del reddito complessivo del soggetto percettore.

Per applicare il “work for equity”, lo statuto della start-up deve prevederne specificamente la possibilità. La startup può regolare i termini e le condizioni del “work for equity” con un accordo specifico da concludere con i fornitori o con i dipendenti.

Dalle startup innovative alle PMI innovative

Le startup innovative possono beneficiare delle agevolazioni previste per un periodo limitato, rimanendo iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese per un massimo di 5 anni. Trascorso questo periodo, la società non può più usufruire delle agevolazioni riservate alle startup innovative. Tuttavia, un percorso di naturale evoluzione per queste imprese è rappresentato dal passaggio al registro delle PMI innovative.

La transizione da start-up innovativa a PMI innovativa consente alla società di continuare a beneficiare di alcune agevolazioni, come le detrazioni IRPEF e IRES sugli aumenti di capitale, che offrono un vantaggio in termini di valutazione dell’impresa. Inoltre, le PMI innovative possono accedere a forme di finanza agevolata e partecipare a bandi specifici, godendo di un trattamento preferenziale.

Nonostante ciò, è importante sottolineare che le PMI innovative non possono usufruire di tutte le agevolazioni previste per le startup innovative. In particolare, le PMI innovative non beneficiano delle esenzioni dai diritti camerali, delle disposizioni speciali in materia di lavoro e delle norme specifiche in materia di crisi d’impresa e fallimento. Queste misure restano a esclusivo vantaggio delle startup innovative, riconoscendo la loro natura peculiare e le sfide che affrontano nelle prime fasi di vita.

La trasformazione da startup innovativa a PMI innovativa rappresenta, quindi, un passaggio naturale nel ciclo di vita di queste imprese, consentendo loro di continuare a crescere e svilupparsi in un contesto di agevolazioni e supporto, seppur con alcune limitazioni rispetto alla fase iniziale. Questa transizione riflette l’evoluzione dell’impresa e il suo progressivo consolidamento nel mercato, pur mantenendo un carattere innovativo e un potenziale di crescita significativo.

Requisiti delle PMI innovative: requisiti cumulativi e requisiti alternativi

A differenza delle startup innovative, le PMI innovative devono possedere i seguenti requisiti cumulativi:

  • Avere meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio inferiore a 43 milioni di euro;
  • Avere sede in Italia o in un altro Paese UE, ma con una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • L’ultimo bilancio e l’eventuale bilancio consolidato devono essere certificati da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel Registro dei Revisori Contabili.
  • Non essere quotate in un mercato regolamentato;
  • Non essere iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start-up innovative.

Inoltre, le PMI innovative devono soddisfare almeno due dei seguenti requisiti alternativi:

  • Sostenere spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 3% del maggiore valore tra fatturato e costi annui;
  • Impiegare personale altamente qualificato (almeno 1/5 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 1/3 con laurea magistrale);
  • Essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto o di un software registrato.

Conclusione

La scelta della forma societaria per una startup richiede un’attenta valutazione delle diverse opzioni disponibili e delle agevolazioni ad esse correlate. Le startup innovative possono beneficiare di una serie di semplificazioni e vantaggi, ma è fondamentale verificare e mantenere nel tempo i requisiti previsti dalla normativa.

È importante tenere presente che le agevolazioni per le startup innovative sono limitate nel tempo. Successivamente, l’impresa può trasformarsi in una PMI innovativa mantenendo tuttavia, solo alcuni dei benefici e delle agevolazioni previste per le startup innovative.

Una scelta oculata della forma societaria può contribuire in modo significativo al successo e alla crescita dell’impresa innovativa, permettendo di cogliere appieno le opportunità offerte dall’ecosistema italiano delle startup. (Foto di Israel Andrade su Unsplash)

Fabio Venegoni e Roberto Todisco

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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