South Summit, il Brasile è il primo ecosistema latinoamericano

In Brasile si concentra la maggior parte degli unicorni dell’America Latina in un momento in cui il capitale di rischio regionale sta crescendo nuovamente. South Summit, che ha tenuto la sua edizione latinoamericana a Porto Alegre tra il 25 e il 27 marzo 2026 insieme all’IE University e al Governo dello Stato del Rio Grande do Sul, sottolinea la forza e la leadership dell’ecosistema brasiliano nella creazione di unicorni.

L’America Latina conta attualmente 46 unicorni, di cui 25 in Brasile, il che mantiene il Paese come principale polo per le aziende con una valutazione superiore a un miliardo di dollari nella regione. Infatti, per South Summit, la concentrazione di capitale di rischio nel Paese, unita al dinamismo del suo ecosistema, costituisce la base per lo sviluppo degli unicorni. Vale la pena notare che il Brasile ha raggiunto quota 25 al suo picco, e QI Tech è stata l’ultima ad unirsi a quel gruppo.

Il Brasile ha chiuso il 2025 come principale destinazione del capitale di rischio latinoamericano, con 2,032 miliardi di dollari investiti in 363 operazioni, pari al 52,9% del capitale regionale. L’ecosistema è passato dal ciclo espansivo del 2021 a una fase di maggiore maturità, in cui il capitale è più concentrato in aziende con trazione, validazione e reale capacità di scalare. Parallelamente, Porto Alegre si distingue come polo di innovazione, in quanto rappresenta il principale polo di innovazione del Paese, che incoraggia lo sviluppo dell’ecosistema delle startup nella regione con una crescita eccezionale negli ultimi anni.

A livello settoriale, una delle ragioni centrali di questa leadership risiede nel fintech, poiché il Brasile concentra più della metà delle fintech dell’America Latina e dei Caraibi e il 60% degli investimenti regionali nel fintech nel 2025, una concentrazione spiegata dal suo ruolo di laboratorio di innovazione finanziaria a livello mondiale. Inoltre, l’architettura dell’infrastruttura finanziaria del Paese ha creato un terreno particolarmente fertile per le nuove imprese. Questa combinazione ha permesso a molte startup brasiliane non solo di vendere prodotti finali al consumatore, ma anche di costruire infrastrutture per conto terzi, una delle caratteristiche più ricorrenti tra le unicorni emerse nel Paese, collocandole in settori come quello del software aziendale.

Il South Summit Brazil ha offerto un quadro piuttosto accurato di questo ecosistema. Tra i partecipanti figurano Diego Barreto, CEO di iFood, la più grande piattaforma di consegna di cibo in America Latina; Ricardo Josua, CEO di Pismo, una piattaforma di cloud banking e pagamenti acquisita da Visa nel 2023 per quasi un miliardo di dollari; e Pedro Mac Dowell, fondatore e CEO di QI Tech, specializzata in infrastrutture tecnologiche e normative per banche, fintech e aziende. A loro si aggiungono investitori che aiutano a comprendere come si costruisce questa scala, come Alex Szapiro, managing partner di SoftBank Latin America Fund; Caio Bolognesi, managing partner di Monashees, uno dei fondi pionieri in Brasile; e Wana Schulze, a capo di Vivo Ventures, il braccio di corporate venture di Vivo, parte del gruppo Telefónica. Il programma di quest’anno riunisce anche 11 fondatori di unicorni e rappresentanti di 130 fondi di investimento.

La composizione di questi nomi aiuta anche a capire che tipo di unicorni sta producendo il Brasile. Non si tratta solo di consumo digitale o app di massa. Al South Summit, aziende legate alle consegne e alla logistica, come iFood; alle infrastrutture bancarie, come Pismo; e al fintech B2B e al banking-as-a-service, come QI Tech. In altre parole, parte della leadership del Brasile si basa su attività costruite su pagamenti, credito, servizi bancari, software finanziari e servizi per le aziende, non solo su marketplace o piattaforme di consumo. Questa maggiore diversità settoriale spiega perché il Brasile continui a produrre aziende di grandi dimensioni anche in un contesto più impegnativo rispetto a quello di quattro o cinque anni fa.

La startup brasiliana Dairy Tech è risultata vincitrice della startup competition della quinta edizione del South Summit Brazil, inoltre, la startup Flomics con sede a Barcellona, che ha sviluppato un test di biopsia liquida per la diagnosi precoce e l’approccio clinico al cancro e ad altre patologie complesse, è stata selezionata come vincitrice del premio Best Team.

Dairy Tech, fondata da Maria de Lourdes Borba Magalhães, è una startup tecnologica specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali per il settore lattiero-caseario. La sua piattaforma consente agli allevamenti di ottimizzare la gestione quotidiana controllando centralmente i dati della mandria, monitorando la produzione di latte e migliorando i processi operativi. Grazie a questi strumenti, i produttori possono prendere decisioni più informate, aumentare l’efficienza e migliorare la redditività delle loro aziende agricole.

Nello specifico, questa startup brasiliana ha sviluppato un metodo di diagnosi rapida nelle aziende agricole che consente l’identificazione delle vacche produttrici di latte A2 in soli 20 minuti e garantisce la purezza del prodotto nei serbatoi. Questo tipo di latte, che contiene solo la proteina beta-caseina A2 – più facile da digerire per alcune persone – richiede processi di verifica precisi per evitare la presenza di A1 – associata a problemi digestivi in alcune persone.

“Negli ultimi anni abbiamo trasformato in realtà ciò che il primo anno era una promessa. Porto Alegre è diventata un polo maturo – dice in una nota Maria Benjumea, presidente e fondatrice di South Summit -ora dobbiamo continuare ad andare avanti e, se vogliamo davvero rendere questo ecosistema internazionale, è essenziale alzare lo sguardo e pensare in grande. Questa è la prossima sfida: collegare Porto Alegre all’ecosistema globale e renderla internazionale”. A questo proposito, Benjumea ha anche annunciato che la sesta edizione del South Summit Brazil si terrà dal 15 al 17 aprile 2027 a Porto Alegre.

Durante la cerimonia di chiusura del #SouthSummitBrazil26, sono state annunciate anche le altre startup vincitrici per categoria, che in questa edizione si sono distinte in particolare per la loro leadership femminile. Dei cinque progetti premiati quest’anno, quattro sono stati fondati da donne: Unibaio, riconosciuta come la più sostenibile; Flomics, con sede a Barcellona, premiata come la startup con il miglior team, e Nucleo Vitro, distinta come la più dirompente. Inoltre, Naturannova è stata premiata come la startup più scalabile.

Allo stesso modo, sono state annunciate anche le startup più meritevoli per settore verticale: sostenibilità e tecnologia climatica: Naturannova (Cile) e Unibaio (Argentina); salute: Flomics (Spagna) e Nucleo Vitro (Brasile); industria 5.0: UBI Meat (Canada) e Dairy Tech (Brasile); impresa: Zarv (Brasile) e Primelis (Francia); digitale: Redraw (Stati Uniti) e Wedy (Brasile).

Nel pieno dell’espansione dell’intelligenza artificiale generativa, l’obiettivo del South Summit Brazil 2026, attraverso il suo slogan «Human by Design», non è stato altro che quello di porre l’essere umano al centro del processo di innovazione. A tal fine, l’evento ha riunito alcuni dei principali esperti dell’ecosistema imprenditoriale e tecnologico, come Ed so Ho, CTO di Lenovo, o Jack Mardack, co-fondatore di Oyster HR, per discutere delle opportunità e delle sfide poste dai costanti progressi tecnologici.

Jack Mardack sottolinea la necessità di rafforzare il ruolo del giudizio umano in un ambiente sempre più automatizzato: “il ruolo degli esseri umani è più importante che mai. I profili dotati di iniziativa e capacità decisionali stanno vedendo moltiplicarsi il loro impatto, ma ciò rende anche essenziale rafforzare la supervisione umana per garantire che i risultati siano corretti, sicuri e responsabili. Se smetteremo di integrare i talenti più giovani, correremo il rischio di generare una crisi in futuro: l’IA ha bisogno del giudizio umano per sostenersi nel tempo”.

Ed so Ho aggiunge che la chiave non sta solo nella tecnologia, ma nella capacità umana di interpretarla e trarne vantaggio: «In un mondo sempre più imprevedibile, il vantaggio competitivo non sta nel conoscere tutte le risposte, ma nel porre le domande giuste, partendo dall’empatia, dalla curiosità e dalla creatività. La tecnologia avanza più velocemente della nostra capacità di adattarci, ed è per questo che la sfida più grande non è l’IA, ma siamo noi».

Per tre giorni, il South Summit Brazil 2026 ha riunito oltre 24mila partecipanti provenienti da 70 Paesi, oltre a più di 800 esponenti dell’ecosistema imprenditoriale, 7mila aziende, tremila startup e più di mille investitori. (foto una veduta di Porto Alegre di Marcelo Leal su Unsplash)

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