Startup in Africa, in partenza il Roadtrip di TechGarage
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Startup in Africa, in partenza il Roadtrip di TechGarage

E’ il terzo anno del Startup Africa Roadtrip, dopo aver esplorato l’Africa orientale il team di volontari di Techgarage sarà in Uganda per sviluppare il suo programma di mentoring per startup Africane. – spiega a Startupbusiness Gianluca Dettori, executive chairman di Primomiglio che supporta l’iniziativa – Siamo orgogliosi in Primomiglio SGR di essere tra gli sponsor di questa iniziativa che vorremo far crescere sempre più. L’Uganda ha una popolazione giovane molto significativa e deve affrontare problemi strutturali. Supportare il tessuto di startup che stanno nascendo in Uganda e negli incubatori sul territorio sta diventando una nuova missione per l’Associazione Techgarage, vediamo prospettive molto interessanti nel riuscire ad avere successo in questo Startup Africa Roadrip. Quest’anno il viaggio sarà documentato via video e avremo la possibilità di seguire i progressi del progetto nei prossimi mesi”.

In continuità con le attività degli anni precedenti, l’estate 2019 vede il team impegnato in Uganda per attività di scouting di idee d’impresa, training e attivazione di connessioni locali e con l’ecosistema italiano.

L’obiettivo dell’iniziativa è supportare startupper, innovatori, makers e giovani talenti che intendano sviluppare prodotti o servizi ad elevato potenziale impatto su alcuni dei settori trainanti l’economia locale –dice Andrea Censoni, Senior Analyst dPixel e Co-Fondatore del progetto – Il termine “Made in Africa” vuole essere un richiamo alle filiere di eccellenza nel mondo dell’economia italian, in particolare handcraft, fashion, agribusiness, textile industry, manufacturing, creative industry, furniture e design, che possono trovare nelle nuove iniziative imprenditoriali africane dei potenziali e validi partner. Facilitare la costruzione di relazioni costruendo ‘ponti’ tra due mondi estremamente prossimi ma che ancora fanno fatica ad avvicinarsi e interagire in un’ottica di business win-win”.

L’iniziativa “Made in Africa” è concepita come startup competition e award in tre fasi: scouting e screening: i partecipanti sono invitati a presentare le proprie idee e proposte entro il 27 luglio applicando sul sito http://startupafricaroadtrip.com/. Alla fine della fase 1, il comitato START selezionerà fino a 15 candidati che parteciperanno alla fase 2, quella della techweek e competition. Fase 2 che prevede formazione e demo-day: i partecipanti selezionati parteciperanno a una sessionebootcamp di cinque giorni a Kampala presso la Makerere University Innovation and Incubation Center (http://miichub.com/, centro d’eccellenza che supporta le nuove iniziative imprenditoriali degli studenti della Makerere University, una delle migliori università dell’Africa orientale). La sessione consentirà ai partecipanti di beneficiare di un’ampia formazione per la creazione di un business plan e perfezionamento di un investor pitch.

La techweek è composta da quattro sessioni di workshop verticali alternati a sessioni di mentoring per fornire strumenti utili per acquisire competenze trasversali nello sviluppo delle attività e poter presentare efficacemente agli investitori: tecniche di presentazione dell’investor pitch, go to market strategy, digital e social media marketing, business modeling, finanza e capitale di rischio, demo day con sessione finale di pitching.Alla fine della fase 2 i partecipanti presenteranno durante un evento organizzato presso l’Ambasciata d’Italia a Kampala davanti a un panel di stakeholder locali, investitori, esperti di tecnologia e rappresentanti del settore, che assegneranno le tre startup con un programma di mentoring personalizzato e la possibilità di vivere una settimana immersiva nell’ecosistema italiano.

La call, aperta ufficialmente il 24 giugno, in meno di un mese ha visto già la partecipazione di 65 progetti d’impresa (su un goal minimo iniziale di 40). Il 23% dei team si trovano attualmente in fase “idea”, il 35% in fase di prototipazione, il 38% in fase di primo ingresso sul mercato mentre rispettivamente il 23% e l’8% sta generando fatturato e ha raggiunto il brek-even point. In media ciascun progetto ha due co-fondatori e cinque collaboratori.I settori più rappresentati sono: agribusiness e agritech (28%), healthcare (17%), energy e renewable (14%), education (12), turismo e mobilità (10), financial service (7%). 

Interessante il dato riguardante la localizzazione dei team: la maggior parte dei progetti (75%) sono basati in Uganda (di cui il 80% a Kampala, la capitale). Del restante 25% balza all’occhio il dato di candidature spontanee provenienti dal Ghana, ben il 10%, Paese candidato come prossima destinazione per Startup Africa Roadtrip.

“East Africa e nello specifico Uganda – aggiunge Censoni -, sono territori ed ecosistemi molto particolari, si potrebbe fare quasi un parallelismo tra ecosistema italiano post bolla (2003-2004, anni in cui ripartì il VC in Italia) e ecosistema startup ugandese oggi. In Italia nel 2003-2004 accusavamo un ritardo nei confronti dell’ecosistema USA già di 15/20 anni, stessa cosa in Uganda: l’ecosistema è oggi in ritardo di 15/20 anni rispetto a quello italiano. Tradotto, ci sono numerose startup e hub tecnologici, soprattutto nella capitale Kampala, che accentrano, ma c’è un ritardo sul tema formazione competenze specifiche sia lato startup sia lato stakeholder ecosistema come acceleratori, incubatori, università. Mancano significativi casi di startup e imprenditori di successo, il volume di investimenti in startup non raggiunge i cinque milioni di dollari l’anno. In questo scenario il nostro intervento può quasi essere visto come capacity building dell’ecosistema, deve essere continuativo e ripetuto per aiutare a colmare il knowledge gap e aiutare l’ecosistema a strutturarsi e crescere. Per questo è ancora presto per poter avere dei risultati comunicabili sull’impatto dell’iniziativa e per me i kpi in questo senso sarebbero: numero startup che sono riuscite a raccogliere round, numero startup ancora vive e di queste fatturato e numero di clienti. Desidero però condividere alcuni numeri che abbiamo raccolto nelle scorse due edizioni: tre paesi africani oggetto delle attività: Uganda, Kenya, Tanzania, sei sessioni di workshop organizzate in Uganda e Kenya in collaborazione con E4Impact, Villgro Kenya, Hive Colab, due Startup challenge organizzate in collaborazione con Outbox Hub e E4Impact Foundation,  oltre 50 startup africane formate attraverso programmi di mentorship, oltre 30 hub di innovazione mappati e connessi tra cui i principali incubatori e spazi di coworking locali, oltre 200 contatti dell’ecosistema dell’Africa orientale nel database tra startup, aziende, business angel, freelance, istituzioni e attori dell’ecosistema dell’innovazione, 700mila persone raggiunte e oltre 2,3 milioni di visualizzazioni generate tramite i social media dalle prime due edizioni dell’iniziativa (2017 – 2018)”.

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Pubblicato il:

18 luglio 2019

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