L’Italia è uno dei Paesi più avanzati nella trasformazione digitale pubblica anche a livello europeo (fonte: GTMI Banca Mondiale), eppure il 52% degli italiani la considera meno matura. Gli italiani percepiscono l’innovazione tecnologica e digitale nel settore pubblico come un tiepido miglioramento nell’efficienza e nell’accessibilità dei servizi (6.6/10 – valore in calo di 0.4% rispetto al precedente 2025-); più che una fonte di controllo e sorveglianza (6.0/10 – percezione che rimane stabile). Il cambiamento, che si concretizza con app centrali di identità, pagamento, conservazione dei documenti, firma digitale, spid, servizi locali (es. fascicolo del cittadino, app turistiche e di mobilità), regionali (es. fascicolo sanitario), smart city, rinnovamento dei siti web…. è stato rapido ed imponente; la valutazione è fortemente ambivalente: effetti positivi e negativi si bilanciano: per il 30% ha reso l’Italia più complicata e difficile, per il 27% più accessibile, per il 24% più cara, per il 23% più innovativa. Solo per il 9% più sicura.
Nonostante la grande attenzione mediatica al tema della sovranità digitale, l’argomento risulta poco compreso. Il 19% lo associa a una politica italiana, il 20% ad una politica di livello europeo; per gli altri è una politica globale oppure non conosce l’argomento. Praticamente tutti dicono di sapere cosa sia l’intelligenza artificiale generativa: i relativi timori si concentrano sulla perdita del lavoro (35%), della privacy dei cittadini (30%), e sull’esclusione delle persone meno competenti (27%); i benefici riguardano l’efficienza operativa della PA (31%), il miglioramento dei servizi (27%). C’è grande confusione sulla “nazionalità” degli operatori di LLM/AI, molti (20-40% ritengono che le aziende più famose del settore siano europee, invece che statunitensi o cinesi), solo il 4% sa identificare l’unico operatore europeo attuale (MistralAI).
“È indubbio che gli ultimi anni abbiano visto l’affermarsi di una forte digitalizzazione nella quotidianità, ed anche nella sfera pubblica. La transizione degli atteggiamenti è ancora a metà del guado: una parte rilevante della popolazione è smarrita. Per affrontare le sfide ulteriori di temi strategici come l’Intelligenza artificiale e la sovranità digitale che esulano dal semplice uso di strumenti, serve maggiore consapevolezza anche tecnica. Ne va del dibattito pubblico, fondamento della democrazia. La sovranità mentale è necessaria per quella digitale”, dice Simone De Battisti, head of insights e fondatore di Feel che si appresta a inaugurare la terza edizione del GovTech Forum il cui titolo quest’anno è ‘Nuove Alleanze’.
Il forum si svolge il 19 e il 20 marzo 2026 a Milano si propone di affrontare temi come le nuove modalità di collaborazione necessarie per affrontare le grandi sfide del presente e del futuro prossimo: l’accelerazione tecnologica, la riconfigurazione del potere globale, le criticità sociali, e gli impatti dell’ambiente. Il GovTech Forum conta sul patrocinio del Comune di Milano, di Regione Lombardia, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministro della Funzione Pubblica, della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo; di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, di Confcommercio e del supporto di Mastercard e Latitudo 40.
L’edizione 2026 vede la presenza di Talla Kebe, membro della task force sulla digitalizzazione e innovazione dell’Africa delle Nazioni Unite, Dyfed Aubrey, UN-Habitat per l’Europa, Marco Corradi di Housing Europe, funzionari di governi di Albania, Danimarca, Ucraina; e di quello italiano (Mimit e Maeci); organizzazioni internazionali: Banca Mondiale, OECD, Commissione EU, Camera di Commercio Italiana in Canada, parlamentari europei: Irene Tinagli e Brando Benifei; deputati: Giulio Centemero, Giulia Pastorella, Andrea Mascaretti.
GovTech Forum 26 si pone l’obiettivo di passare dalla fase delle collaborazioni per realizzare policy, cambiamenti e progetti, il GovTech italiano ed europeo ad una adozione coordinata e massiva attraverso policy workshop, panel con esperti globali e un confronto diretto tra istituzioni, aziende ed innovatori a tutti i livelli: città, regioni, stati, aggregati internazionali.
Questa edizione del Forum vuole contribuire a delineare un’agenda condivisa per una trasformazione digitale della pubblica amministrazione che sia aperta, interoperabile, scalabile e orientata allo sviluppo economico, sociale e ambientale dei nostri territori, fino all’Europa, al Mediterraneo e al continente africano.
In particolare, focalizziamo l’attenzione sulle intersezioni tra tecnologie, ambiente, istituzioni e umanità rispetto alle evoluzioni di frontiera come l’IA agentica.
Sulla soglia di una nuova era, in cui esseri umani e intelligenza artificiale si intrecciano per ridefinire i confini del governo. Mentre affrontiamo questioni complesse e sistemiche, riteniamo che la sinergia tra i settori pubblico e privato emerga come catalizzatore necessario per l’innovazione e le riforme. Le modalità possibili saranno affrontate nella due giorni milanese.
Un modello pan-europeo di GovTech rappresenta un elemento chiave della European strategic agenda 2024-2029, accelerando la creazione di un mercato unico digitale per la pubblica amministrazione e per le imprese. Favorisce l’interoperabilità, il procurement innovativo e l’integrazione di soluzioni GovTech in settori strategici come energia, infrastrutture e servizi pubblici digitali.
Importante la discussione che si terrà giovedì 19 pomeriggio, coordinata da Bruno Monteiro (OECD) rispetto al programma SIGMA, iniziativa congiunta OECD/UE, nel contesto collaborativo con la Banca Mondiale, ove le riforme e l’innovazione del sistema pubblico sono rivolte ai Paesi in corso di integrazione all’Unione (Albania) o nelle vicinanze (Ucraina).
“In un contesto geopolitico, economico e tecnologico in profonda e vorticosa trasformazione, in cui i tradizionali punti di riferimento si ridefiniscono, è necessario costruire nuove alleanze tra livelli istituzionali, tra pubblico e privato e tra generazioni per progettare il futuro del rapporto tra esseri umani, tecnologia e natura. Le sfide epocali che viviamo richiedono una visione di sistema e un orientamento al futuro”, afferma Marcello Coppa, CEO e fondatore di Feel (nella foto insieme a De Battisti e al terzo co-fondatore Andrea Landini).
Le questioni degli impatti della trasformazione digitale sulle politiche pubbliche italiane ed europee e le scelte strategiche che riguardano la sovranità digitale e l’intelligenza artificiale saranno affrontate dal panel istituzionale di venerdì 20 pomeriggio, moderato da Daniele Venanzi di Public Policy, a cui partecipano deputati ed eurodeputati dei principali gruppi politici.
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