Le peggiori campagne di crowdfunding, da non copiare
Il crowdfunding è senza dubbio una delle più belle rivoluzioni dei nostri tempi: grazie alle piattaforme di crowdfunding chiunque e qualsiasi startup ha il potere e l’opportunità di trovare i fan e i sostenitori finanziari del proprio progetto in tutto il mondo e accedere alla raccolta di capitali che servono.
Certo, il crowdfunding è sopratutto un’opportunità, non una garanzia di riuscita, meno di un terzo delle campagne hanno successo in US e Canada, mentre in Italia il primo report realizzato sul crowdinvesting ha evidenziato un ritardo rispetto ad altri paesi europei, ma un trend di crescita per le campagne e anche un relativo successo delle campagne, nel senso che non ci si si discosta dai dati di altri paesi. Nello specifico dell’equity crowdfunding, l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo ad aver stabilito una regolamentazione specifica, con effetti ancora da capire circa la sua positiva efficacia.
Stabilire un success rate generale è in realtà complicato, poichè le differenze esistono tra Paese e Paese, tra diverse tipologie di crowdfunding (equity, reward, donation), tra diverse piattaforme.
In ogni caso, l’Europa, secondo i report della EC in Europa sono stati raccolti nel 2015 circa 4,2 miliardi di euro contro 1,6 miliardi nel 2014.
Quali siano le chiavi di successo di una campagna di crowdfunding è materia ampiamente discussa in rete e di cui molte persone hanno fatto una professione, anche perchè lanciare “seriamente” una campagna, quella che per la startup può essere determinante, vedi il caso di Mondo che ha raccolto quasi due milioni in meno di un minuto, non è da prendere sottogamba.
 Per avere un’idea delle conseguenze fallimentari alle quali si può andare incontro attraverso il crowdfunding (e per farlo con una certa leggerezza) qui di seguito pubblichiamo l’infografica di Visual Capitalist che mostra i peggiori (e anche un pò ridicoli) casi di fallimento, con la chiosa alle tipologie di reward. Assolutamente da NON copiare. Perchè fallire si può, ma rendersi ridicoli no!
Buon divertimento!
Courtesy of: Visual Capitalist

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Pubblicato il:

15 luglio 2016

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