Round da 1,4 milioni di euro per l’anti-contraffazione di Lab-go

Lab-go, startup che si propone di rivoluzionare il concetto di autenticazione tramite QR code brevettati, annuncia la chiusura di un bridge round di investimento da 1,4 milioni di euro. L’operazione porta la valutazione post-money della società a circa 18 milioni di euro.

L’operazione è stata interamente sottoscritta da un pool di imprenditori italiani e svizzeri in qualità di business angel, che hanno scelto di supportare la visione tecnologica di Lab-go senza l’intervento di fondi istituzionali, confermando la solidità del modello di business applicato alla brand protection e alla fan engagement.

Secondo i dati del report 2025 Resale’s Next Chapter di Boston Consulting Group, il mercato globale del second-hand cresce tre volte più velocemente del mercato primario, tuttavia questa espansione è frenata dal rischio contraffazione, un fenomeno che oggi vale oltre 450 miliardi di dollari a livello globale.

In risposta a questa sfida, Lab-go ha sviluppato una tecnologia proprietaria basata su QR code brevettati che rappresenta un’evoluzione radicale rispetto ai tradizionali sistemi di autenticazione. A differenza degli ologrammi, facilmente replicabili, il sistema di Lab-go è caratterizzato da una scansione univoca: una volta generato il certificato di autenticità, il codice modifica il proprio stato eliminando la possibilità di clonazione. Questo sistema one-shot rende la contraffazione sostanzialmente impossibile, garantendo l’originalità del prodotto in ogni passaggio di mano.

Grazie a questa innovazione, la startup ha già conquistato la fiducia di brand leader nel mondo dello sport e dell’entertainment, collaborando con la maggior parte delle squadre di calcio del campionato italiano di Serie A e con icone della musica internazionale come Metallica, Iron Maiden e Linkin Park.

Il capitale raccolto sarà destinato prioritariamente all’espansione nel settore della moda, dove l’esigenza di tracciabilità è ormai imprescindibile e il Digital product passport (DPP) diventerà obbligatorio nel settore tessile. Il progetto chiave riguarda lo sviluppo di un sistema di connessione tra i prodotti fashion e il loro alter ego digitale (digital twin). Questo strumento permetterà di creare un passaporto digitale del prodotto che ne certifichi l’autenticità e la provenienza lungo tutta la filiera, fornendo un valore fondamentale sia per i produttori che per i consumatori finali, specialmente nelle piattaforme di rivendita. 

La tecnologia potenzierà la brand protection: i QR code diventeranno porte d’accesso a esperienze digitali personalizzate e contenuti esclusivi, permettendo ai brand di mantenere un legame diretto e interattivo con la propria customer base, anche dopo la vendita del prodotto fisico.

“Questo aumento di capitale ci consentirà di accelerare e portare a terra alcuni progetti tecnologici e strategici su cui lavoriamo in modo silenzioso da oltre due anni. Siamo orgogliosi di aver chiuso il round con un gruppo di investitori che crede fortemente nella nostra mission: per noi rappresentano al meglio lo spirito imprenditoriale che, fin dalla nascita, guida Lab-go e ne orienta le scelte”, afferma in una nota Mirko Brignani, CEO di Lab-go (nella foto insieme al team).

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