Dati, IA e biodiversità, Abit a supporto dell’agricoltura

Quando si parla di innovazione in agricoltura, l’attenzione si concentra spesso su meccanizzazione, sensoristica e automazione. Abit nasce per rispondere a un’esigenza diversa: fornire agli agricoltori strumenti per gestire in modo operativo la biodiversità funzionale, integrandola nei processi decisionali aziendali. 

Abit sviluppa soluzioni digitali a supporto del mantenimento e del ripristino della biodiversità negli agroecosistemi. L’obiettivo è trasformare la biodiversità da tema esclusivamente ambientale o normativo a variabile tecnica ed economica, utile per orientare le scelte agronomiche e gestionali. 

Il settore agricolo sta affrontando una fase di forte discontinuità: cambiamenti climatici, perdita di fertilità e degradazione dei suoli, riduzione degli organismi utili, instabilità delle rese e crescente pressione normativa. In questo contesto, la biodiversità rappresenta un elemento strategico per la resilienza produttiva, la stabilità nel tempo dei sistemi colturali e la riduzione del rischio agronomico. Tuttavia, oggi risulta complesso misurarla in modo standardizzato e, soprattutto, integrarla nei processi decisionali quotidiani delle aziende agricole. 

Abit interviene su questo gap sviluppando una piattaforma che combina intelligenza artificiale, dati ecologici e informazioni agronomiche per analizzare gli effetti e le relazioni tra pratiche di gestione, caratteristiche del territorio e funzionalità biologica dell’agroecosistema. Il sistema organizza e sintetizza indicatori relativi a suolo, habitat e pratiche colturali, restituendo valutazioni comparative che supportano il confronto tra diverse opzioni gestionali. L’obiettivo non è ricostruire modelli complessi o simulazioni astratte, ma fornire ad agricoltori e tecnici strumenti efficaci per rendere leggibili e confrontabili gli effetti delle diverse scelte gestionali sulla funzionalità biologica dell’agroecosistema. 

In questo modo, la complessità della biodiversità viene tradotta in un parametro misurabile e gestibile, collegato a elementi concreti quali stabilità delle produzioni, resilienza agli stress ambientali e rischio operativo nel medio-lungo periodo. La tecnologia diventa quindi uno strumento di supporto alle decisioni, capace di connettere aspetti ecologici, scelte agronomiche ed esiti economici, inclusi accesso a incentivi agroambientali, schemi di certificazione e strumenti di rendicontazione della sostenibilità, sempre più rilevanti per la competitività aziendale. 

L’attività di Abit si colloca all’intersezione tra ricerca scientifica e applicazione operativa. La startup collabora con specialisti del suolo, ecologi e agronomi per strutturare indicatori solidi dal punto di vista metodologico e allo stesso tempo utilizzabili in ambito aziendale. La piattaforma è progettata per integrarsi nei flussi di lavoro già esistenti, con l’obiettivo di semplificare l’interpretazione dei dati senza aumentare la complessità gestionale. 

La transizione ecologica in agricoltura richiede strumenti che consentano di coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Rendere la biodiversità misurabile, confrontabile e collegata agli esiti produttivi è un passaggio essenziale per farla entrare stabilmente nella strategia d’impresa agricola, superando un approccio puramente dichiarativo.  

Abit opera con questa finalità: integrare l’ecologia nei modelli decisionali attraverso strumenti digitali avanzati, contribuendo a rendere la l’agricoltura più resiliente e utilizzando la sostenibilità come fattore operativo e non solo dichiarativo per permettere una gestione informata e orientata al lungo periodo, perché il futuro dell’agricoltura non dipenderà solo da quanto produciamo, ma da come riusciamo a farlo restando dentro i limiti biologici dei sistemi che ci sostengono. (nella foto il team di Abit)

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