Amazon Launchpad Italia ai blocchi di partenza
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Amazon Launchpad Italia ai blocchi di partenza

Amazon Lauchpad è un’iniziativa lanciata dal colosso mondiale nel 2015 con l’idea di dare supporto alle startup mettendo a loro disposizione il suo know how (e la piattaforma) in quello che sa fare meglio di tutti: vendere.

A livello globale ha contribuito al lancio di oltre 19mila prodotti sviluppati da 2.100 startup, di cui 650 in Europa; oltre 85 di queste startup hanno superato 1 milione di dollari in vendite dal lancio del programma. Inoltre, sono state stabilite collaborazioni con oltre 100 società di venture capital, acceleratori di startup e piattaforme di crowdfunding per aiutare le startup a farsi conoscere ed i partner più attivi hanno investito mediamente in più di 6 startup presenti nel programma.

Così il Launchpad è una vetrina per le startup, un marketplace per i loro prodotti, ed è arrivato anche in Italia, come annunciato a Milano lo scorso 27 settembre nel corso di un evento dedicato.

“In Italia l’ecosistema delle startup è ormai consolidato”, spiega Luca Cassina, Amazon Director Seller Services – Marketplace a livello Europa –  “Era il momento giusto per il lancio della piattaforma anche nel nostro Paese”.

Cosa offre Amazon Launchpad Italia a una startup

Le startup italiane hanno a disposizione un’esperienza di accesso semplificata ai servizi Amazon, pagine prodotto personalizzate, un pacchetto completo di soluzioni di marketing e l’accesso alla rete di distribuzione globale di Amazon, oltre ai servizi del Customer Service. Inoltre, i prodotti possono essere idonei per Amazon Prime e resi disponibili per gli oltre 100 milioni clienti Prime in tutto il mondo. Insomma una vetrina digitale globale che permettere di raggiungere quattro obiettivi:

  1. Sviluppo del brand: le pagine personalizzate aiutano a dare maggiore risalto ai prodotti attraverso foto e video. I founder possono raccontare la propria storia ed entrare in contatto con i clienti in modo più personale, con la possibilità di fornire informazioni sulla startup
  2. Customer Reach: gli strumenti di marketing più potenti di Amazon, inclusi attività promozionali e consigli personalizzati, offrono ai prodotti delle startup una maggiore visibilità
  3. Distribuzione a livello mondiale: le startup hanno anche accesso alla rete globale dei centri di distribuzione di Amazon, alla spedizione rapida di Amazon Prime e al servizio clienti
  4. Espansione globale: Amazon Launchpad è presente su 9 marketplace di Amazon e può aiutare le startup a espandersi a livello globale grazie a soluzioni scalabili e programmi di marketing.

“Portare al successo nuovi prodotti può essere stimolante quanto costruirli”, dice ancora Luca Cassina, in una nota stampa. “Amazon Launchpad è progettato per far crescere gli inventori. Offriamo supporto nella gestione dell’inventario, ci occupiamo dell’evasione degli ordini, del servizio clienti e altro ancora, consentendo loro di concentrare gli sforzi sull’innovazione e realizzare prodotti sempre più originali. Inoltre, Amazon Launchpad offre ai clienti l’accesso a un negozio dedicato con una varietà di articoli all’avanguardia dagli attuali inventori emergenti in Italia”.

Le startup italiane già inserite in Amazon Launchpad

Se ci sono startup europee che hanno venduto centinaia di migliaia di pezzi su Amazon Launchpad (la francese Dodow, per esempio), alcune giovane imprese italiane hanno già testato le opportunità della piattaforma. Come per esempio Powerme (caricabatterie per smartphone che consente di ricevere carica in mobilità da un altro smartphone o dispositivo elettrico), Filo (tracker Bluetooth per trovare portafogli, borse, chiavi o altri oggetti che occorre sempre tenere sott’occhio), Linfa (giardino intelligente da interno per coltivare erbe aromatiche), My Cooking Box (specialità culinarie della tradizione italiana, con tutti gli ingredienti consegnati a domicilio), Kamira (moka professionale di alta qualità per preparare il caffè espresso a casa) e 1Control (dispositivo domestico intelligente per aprire cancelli). Racconta Chiara Rota, founder di My Cooking Box: “Siamo passati da poche decine di pezzi venduti al mese a decine di migliaia. Ma soprattutto abbiamo capito che il nostro prodotto ha enormi potenzialità sui mercati esteri, molto più che su quello italiano. All’inizio avevamo escluso l’ecommerce perché costoso e difficile da gestire”. E aggiunge: “È stato fondamentale il  rapporto con il mio account manager di Amazon Launchpad: mi ha aiutata sia a comunicare i nostri prodotti in modo efficace per Amazon sia a progettare campagne sponsorizzate. L’interazione con lei mi ha permesso di acquisire un gran numero di nuove competenze, che sono state molto utili anche all’interno dell’azienda”.  Amazon Launchpad è utile anche per gli “inventori”, come Nino Santoro. Da una sua idea nasce Kamira, una caffettiera di ispirazione araba derivata da una “moka” modificata. “Grazie ad Amazon Launchpad”, racconta Santoro, “in alcuni Paesi abbiamo trovato distributori locali”. Un caso interessante in cui la distribuzione digitale abilita anche quella fisica.

Per il lancio di Amazon Launchpad, alcune delle startup metteranno a disposizione prodotti in offerta in esclusiva con sconti dal 10% al 20% per i clienti di Amazon.it. Tra questi figurano Dodow, il dispositivo che a consente di addormentarsi più rapidamente, Naptime, un prodotto che aiuta a rilassarsi e Crazybaby, cuffie wireless per lo sport.

Come si entra in Amazon Launchpad?

Le startup possono candidarsi attraverso i partner italiani (oltre 10 realtà, tra cui Premio Gaetano Marzotto, Digital Magics, LVenture Group, Italia Startup) o direttamente sulla piattaforma. In due settimane Amazon farà sapere se si viene accettati in una delle attuali 5 categorie (elettronica di consumo, food, giocattoli, casa, cura della persona), che sono a destinate ad aumentare nei prossimi mesi. Per Amazon è un investimento per arricchire la propria offerta ma anche un modo per generare nuovo business. Alla startup salire a bordo costa circa il 30% del prezzo del prodotto (tra percentuale sul venduto e servizi di logistica) più una fee mensile (20-25 euro). Escludendo ovviamente i costi di marketing interni alla piattaforma ed esterni. Non è tanto diverso dal costo di un distributore tradizionale ma con la potenza di un brand globale, la capacità di arrivare su mercati altrimenti difficilmente raggiungibili e molti servizi in più.“Offriamo supporto nella gestione dell’inventario, ci occupiamo dell’evasione degli ordini, del servizio clienti e altro ancora, consentendo alle startup di concentrare gli sforzi sull’innovazione e realizzare prodotti sempre più originali”, dice Cassina.

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Pubblicato il:

01 ottobre 2018


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