(Adnkronos) –
Sul delitto di Garlasco “La Russa ci mette una x: nessun colpevole”. Lo ha detto il presidente del Senato alla presentazione del libro ‘L’impronta. La lezione di Garlasco e la fiducia degli italiani nella giustizia’, di Giancarla Rondinelli, edito da Rubbettino, alla biblioteca nazionale Braidense di Brera, a Milano. Un caso – ammette l’esponente di Fratelli d’Italia – di cui “non sono un esperto”, ma “conosco Santanchè, che ha già deciso mesi fa chi è colpevole e chi è innocente, quali sono le motivazioni. Quindi se volete una soluzione dettagliata del problema, rivolgetevi a Daniela, sa tutto e magari ci indovina”.
“Io invece molto più modestamente mi sono fatto un’altra opinione: che alla fine non ci sarà un colpevole”, perché è “un processo che si trascina per tanti anni e che ha una ricostruzione due volte negata, poi accolta, adesso messa in discussione da una diversa e antitetica ricostruzione, che però è ancora quella dell’accusa, non è passata nemmeno al vaglio di un’udienza preliminare. Stasi ci ha messo cinque processi, se pensiamo che anche Sempio ce ne possa mettere cinque, io non ci sarò più quando sarà finito tutto, ma ricordatevi che la mia previsione è che alla fine non ci sarà un colpevole”, spiega La Russa.
Quanto all’ipotesi di una revisione del processo di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi, “se l’ottima procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, una delle più brave, deciderà di far partire la revisione, la revisione lo manderà a casa. Se non parte, no”, dice La Russa. Per quanto riguarda invece l’inchiesta della Procura di Pavia che vede indagato per omicidio aggravato l’amico del fratello della vittima, Andrea Sempio, “nel frattempo – osserva il presidente del Senato – la ricostruzione che fa immaginare questo dolo d’impeto, di fronte a un rifiuto di un atto sessuale, così a occhio troverà qualche difficoltà di andare oltre il ragionevole dubbio previsto in questi casi”.
Qualora alla fine, come prevede La Russa, per la giustizia italiana non ci fosse alcun colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi “sarebbe una sconfitta della giustizia”, che però “è sempre meglio di un errore”. E “a questa sconfitta avrà contribuito l’aver reso mediatico il processo. E quindi il lavoro che hanno fatto coloro che l’hanno reso popolare non sarà del tutto inutile. Perché se c’è ancora questo dubbio, se c’è una ricostruzione alternativa, i fautori della condanna dell’uno o dell’altro secondo me si elidono a vicenda, ma senza la spettacolarizzazione dell’evento sarebbe rimasto che il quinto processo a carico di Stasi sarebbe stato quello decisivo”, conclude la seconda carica dello Stato.
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