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Contratto di comodato d’uso, cos’è e i vantaggi per la startup

Può essere oneroso o gratuito, per un bene immobile o mobile, in tutti i casi è una ottima soluzione per le startup che cercano flessibilità

Pubblicato il 24 Mar 2023

Cos’è il contratto di comodato d’uso

Il contratto di comodato d’uso serve per affidare l’utilizzo di un bene immobile o mobile tra due soggetti (il comodante e il comodatario) per un tempo ed un uso determinato con l’obbligo di restituirlo. Può essere del tutto gratuito ed essere redatto in forma verbale o scritta.

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Come funziona il contratto di comodato d’uso per le startup

Il contratto di comodato d’uso potrebbe essere anche non gratuito. In tal caso si tratterrebbe di un comodato a titolo oneroso, dove viene fissato un corrispettivo che però dovrà essere nella misura tale da non costituire un vero e proprio corrispettivo per il godimento della cosa, ovvero del bene mobile o immobile, altrimenti verrebbe tradita la natura tipica del contratto di comodato.

Nel comodato d’uso gratuito il comodante cede temporaneamente in comodato al comodatario un bene mobile o immobile senza richiedere alcun pagamento. La forma è libera, ovvero può essere stipulato verbalmente o per iscritto. Ovviamente con un comodato scritto si avranno più vantaggi, trattandosi a tutti gli effetti di un documento probante. Allo stesso tempo il contratto, anche se scritto, può essere o meno registrato. Anche se nello specifico la registrazione è obbligatoria a seconda della tipologia di bene che costituirà l’oggetto del comodato.

I vantaggi del comodato d’uso per le startup

Le startup, soprattutto in fase di avvio, posseggono un capitale limitato da investire sia in risorse, che in apparecchiature, spazi e servizi. In questo modo le startup possono destinare le proprie risorse finanziarie in investimenti più strategici per lo sviluppo del proprio business. Inoltre il comodato d’uso è vantaggioso per la sua flessibilità nella durata del contratto, per l’accesso ai beni di cui non si dispone – proprio per il budget limitato a disposizione della startup -, per l’ottimizzazione delle tempistiche che richiede la stipula e la possibile registrazione del contratto; ed infine per una possibile collaborazione con il comodante che potrebbe offrire il suo know-how in merito al bene accomodato.

Il comodato d’uso: soluzione economica

Il contratto di comodato d’uso è un’ottima soluzione economica sia nel caso venga stipulato in forma totalmente gratuita, sia dietro corrispettivo. Infatti in questo caso il corrispettivo pattuito non potrà consistere in un ammontare troppo oneroso: ne decadrebbe la natura della tipologia di contratto. Anche qualora si volesse registrare, bisognerà farlo tramite l’Agenzia delle Entrate. I costi variano a seconda del Paese in cui si registra. In Italia la registrazione può avvenire telematicamente tramite il sito dell’AdE. I costi della registrazione prevedono il costo del bollo fiscale che varierà in base alla durata del contratto e valore del bene e la somma di 200 euro come tassa di registro.

Comodato d’uso: le startup risparmiano sui costi di affitto

Per le startup il comodato d’uso può essere uno strumento interessante, qualora si necessiti di uno spazio fisico o un bene strumentale, senza voler affrontare sin da subito i costi richiesti da un affitto o acquisto.

Infatti, in caso di un immobile, il comodatario è tenuto al pagamento della tassa sui rifiuti (TARI). Per ciò che riguarda la TASI e l’IMU, in base alla legge di stabilità del 2016 al comma 10, è prevista un’agevolazione del 50%, e rimangono spese soggette comunque al comodante.

Comodato d’uso per startup: il contratto flessibile

Per le startup il comodato d’uso scritto consiste in un contratto flessibile, proprio perché non esiste una forma predeterminata, ma si avrà la possibilità di semplificare la redazione di un contratto di comodato d’uso in maniera arbitraria. Per essere valido, dovrà riportare una serie di dati espressi nel prossimo paragrafo. Inoltre la sua flessibilità è data proprio dalla durata del contratto stesso. Se non è prevista la scadenza per iscritto, sarà effettuata quando il comodante ne fa richiesta. In caso di morte del comodatario, il comodante può richiedere l’immediata restituzione del bene. In caso di morte del comodante, generalmente il contratto in essere termina, e gli eredi possono entrare in possesso del bene a meno che gli eredi del comodante defunto non decidano di proseguire il contratto con il comodatario.

Come stipulare un contratto di comodato d’uso per la startup

Se si sceglie quindi la tipologia di comodato d’uso gratuito in forma scritta, si potrà utilizzare qualsiasi struttura o forma, basta che siano presenti alcuni dati, quali:

  • Intestazione:serve a specificare che si stratta di un contratto di comodato d’uso gratuito;
  • dati del comodante e comodatario:devono essere presenti tutte le informazioni anagrafiche per identificare colui che ha la titolarità del bene;
  • oggetto del contratto:si dovrà specificare qual è il fine del comodato d’uso e in alcuni casi, come ad esempio se si tratti di un immobile, si dovranno inserire alcune informazioni come per identificarlo come la particella catastale, la via, il piano e i metri quadri;
  • data di inizio e fine (scadenza) del contratto:data in cui partirà il contratto e data di cessazione dell’accordo tra le parti;
  • firma dei soggetti: firma di ambedue le parti;
  • registrazione:se si richiede la registrazione dovrà essere allegata la relativa ricevuta e indicata la data di registrazione. (Foto di David Iskander su Unsplash )
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