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Cresce l’evaluation delle startup europee sia angel e seed sia VC

Secondo il report di Pitchbook dedicato alla valutazione delle startup e scaleup europee, nel primo semestre del 2021 si è registrata una crescita dei valori medi e la nascita di numerosi unicorni

03 Set 2021

Secondo il report di Pitchbook intitolato European VC Valuation relativo al periodo del secondo trimestre 2021, il venture capital in Europa sta crescendo anche nel 2021 toccando nuovi record (ne avevamo già scritto qui ).

A livello globale, le big tech hanno consolidato le loro principali posizioni; le startup hanno mostrato un rapido sviluppo in settori quali l’e-commerce e sicurezza informatica. Il lavoro a distanza, grazie anche allo smartworking dettato dalla pandemia, è cresciuto in maniera esponenziale.

Nel primo semestre le valutazioni dei VC in Europa hanno raggiunto livelli record in ogni quartile e in tutte le fasi di finanziamento: hanno superato i dati già record del 2020, con una mediana che ha raggiunto i 6,5 milioni di euro. Inoltre, le dimensioni degli accordi nella fase iniziale in tutti i quartili sono state maggiori poiché la mediana ha raggiunto i 2,0 milioni di euro nel primo semestre 2021, il 33,3% in più rispetto al 2020.

Il caso degli investitori non tradizionali

I finanziamenti in VC sono stati garantiti grazie al numero degli investitori non tradizionali, che continuano ad iniettare capitali, grazie ai tassi di interessi ridotti e al public equity, ma grazie anche alle startup nate nel 2020/2021 e a quelle già in essere che sono state in grado di far crescere gli utenti, aumentare i ricavi mensili ricorrenti e migliorare i Cagr, il che ha aiutato le loro valutazioni e attratto capitali.

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I tassi di interesse ridotti, i bassi profili di rendimento in altre strategie di investimento e la volatilità del public equity, hanno spinto i finanziatori a iniettare capitale nel VC. Inoltre, l’incertezza macroeconomica e la potenziale stagflazione creata dalla pandemia non hanno smorzato gli investimenti in venture capital da fonti non tradizionali. Le valutazioni mediane pre-money nella fase early-stage e in quella late-stage stabiliscono un ritmo sostenuto nel primo semestre del 2021, indipendentemente dal tipo di investitore coinvolto, e stanno superando le cifre del 2020.

L’espansione delle opzioni di capitale da canali nuovi e non tradizionali è stato un fattore enorme che ha consentito la crescita delle startup negli ultimi anni.

Il VC non tradizionale ha raggiunto un record di investimenti pari a 38,6 miliardi di euro nel primo semestre del 2021, superando il record di 33,6 miliardi di euro del 2020. In primo luogo, gli investitori non tradizionali hanno investito pesantemente nell’ecosistema del capitale di rischio per capitalizzare i rendimenti redditizi; tuttavia, vari investitori non tradizionali stanno anche investendo in nuove società per rafforzare gli sforzi di ricerca e sviluppo che potrebbero guidare l’innovazione futura all’interno delle proprie linee di attività. Per esempio, il colossale round da 2,3 miliardi di euro di Northvolt includeva la partecipazione del gigante automobilistico Volkswagen. Le case automobilistiche europee sono ben consapevoli del cambiamento aggressivo del settore sia in termini di tecnologia sia in termini di  normative sulle emissioni dei veicoli in Europa.

La dimensione mediana dell’operazione con la partecipazione degli investitori non tradizionali in tutte le fasi è aumentata nel primo semestre del 2021 rispetto al 2020. In particolare, la mediana della fase avanzata è di 10 milioni di euro fino al primo semestre del 2021, equivalente a un aumento del 52,1% rispetto al record di 6,6 milioni di euro nel 2020.

Gli unicorni e il fenomeno dei decacorni

In aumento è anche il numero di unicorni: la valutazione aggregata post-money delle società in Europa valutate a 1 miliardo di euro o più, note come unicorni, è salita a 247,3 miliardi di euro fino al secondo trimestre del 2021, quasi raddoppiando rispetto ai dati del primo trimestre del 2021. Ciò ha provocato un drastico aumento delle valutazioni di questi unicorni. Inoltre, una raffica di nuovi unicorni è stata coniata nel 2021, aggiungendosi alle impressionanti statistiche di valutazione degli unicorni aggregate in Europa. Attualmente, 91 unicorni hanno sede in Europa, incluso Israele, poiché 41 sono stati coniati nel primo semestre del 2021. Il numero di unicorni appena coniati nel primo semestre ha già superato il precedente record annuale di 19 nel 2018.

Nel primo semestre del 2021 è stato realizzato il record di 58 deal di unicorni, eclissando i 36 completati nell’intero 2020.

Il valore dei deal è dunque aumentato drasticamente a 17,3 miliardi di euro e ha già superato il record di 7 miliardi di euro del 2020.

Per esempio, dopo il secondo trimestre la valutazione di post-money di Klarna è salita a 37,5 miliardi di euro, una delle valutazioni più alte mai registrate in Europa. Quando Klarna alla fine deciderà di fare una exit, questa sarà una delle più grandi exit europee supportate da VC dall’offerta pubblica diretta (Dpo), dopo quella di Spotify nel 2018. Le opzioni di capitale in late-stage attraverso fondi VC ampliati e fonti non tradizionali si sono trasformate i valutazioni unicorno in Europa. Di conseguenza, più aziende in Europa sono ora valutate 10 miliardi di euro o più, note come decacorni. In precedenza, questo fenomeno si verificava solo negli ecosistemi statunitensi e asiatici.

Le valutazioni post-money e le exit

Anche le valutazioni post-money sono cresciute superando le cifre del 2020. Le valutazioni post-money di exit di denaro nel quartile superiore hanno raggiunto 257,3 milioni di euro nel primo semestre del 2021, rappresentando l’aumento maggiore tra i quartili rispetto ai dati del 2020 al 152,2%.

Il considerevole aumento dimostra che le exit per le società più preziose sostenute da VC in Europa sono cresciute di dimensioni. Il ringiovanito mercato di uscita è stato guidato da exit di alto profilo tra cui lo strumento di produttività con sede in Israele, l’Ipo di Monday.com, con una valutazione pre-money di 5,1 miliardi di euro nel secondo trimestre, che ha seguito le principali exit di Deliveroo e il Gruppo Auto1 nel primo trimestre. L’Ipo di Monday.com è stata la più grande exit nel secondo trimestre e mette in evidenza la comune strategia di uscita delle società tecnologiche che sfrutta al massimo la crescita indotta dalla pandemia.

Il valore europeo di exit complessivo ha superato i 46,8 miliardi di euro, battendo il precedente record di 43,1 miliardi di euro nel 2018, con sei mesi del 2021 rimanenti. Le tech company hanno approfittato delle condizioni di mercato favorevoli e hanno cercato di generare rendimenti maggiori dopo che la pandemia ha spinto le persone online. La scarsità di eventi di exit durante la pandemia ha prodotto una domanda repressa e, poiché alcune aziende hanno riscontrato maggiore attenzione, hanno portato avanti le exit in un contesto di concorrenza ridotta.

Insomma l’ecosistema si sarebbe adattato alla pandemia, come dimostrano quelle incentrate nel food delivery. E pertanto sono cresciute anche le loro valutazioni, così che gli investitori stanno riversando capitali in queste imprese a tassi maggiori.

Una delle novità sono quelle che rientrano nei criteri Esg e healthcare. La valutazione mediana di angel e seed pre-money ha raggiunto i 3,9 milioni di euro nel primo semestre del 2021, attualmente superiore del 20,3% rispetto alla cifra di picco del 2020. Nel frattempo le dimensioni degli accordi di angel e seed in tutti i quartili sono in aumento rispetto a quelle del 2020, con la mediana che ha raggiunto 1 milione di euro nel primo trimestre del 2021.

Inoltre, è aumentato il numero di round in early-stage. Le startup in fase iniziale ora possiedono le dimensioni e le caratteristiche delle startup nate 5/6 anni fa e che ora sono in fase avanzata, e poiché il capitale continua a riversarsi a un ritmo maggiore, ci si aspetta un’ulteriore maturazione nella fase iniziale.

Un esempio notevole riguarda la società di food delivery tedesca, Flink: ha completato un round di 200 milioni di euro con una valutazione post-money di 900 milioni di euro nel secondo trimestre del 2021. Quello che è successo a Flink, secondo Nalin Patel che è colui che ha curato il report di Pitchbook, rappresenterebbe quel microcosmo di cambiamenti che si stanno verificando nell’ecosistema VC europeo per quanto riguarda le dimensioni dei round e le valutazioni in early stage. Questi dati e questo successo farebbe prevedere che il settore del food delivery, grazie all’aumento del numero di investitori in tale settore e le operazioni di questa portata condotte a valutazioni elevate continueranno a proliferare nel restante periodo 2021.

Eppure l’incertezza che poteva derivare dalla pandemia non ha intaccato nemmeno la crescita delle valutazioni in late-stage nel primo semestre del 2021: in tutti i quartili sono aumentate rispetto ai dati del 2020. La valutazione mediana in fase avanzata ha raggiunto i 20,4 milioni di euro nel primo semestre 2021, con un ritmo del 57,3% superiore rispetto al record stabilito nel 2020. Questo ha portato le valutazioni in late-stage a essere quasi allineate con quelle statunitensi.

Nonostante la pandemia, infatti, la strategia degli investitori è stata quella di non arretrare o iniettare pochi capitali. Al contrario, gli investitori hanno pompato abbondanti quantità di capitale in società in fase avanzata per massimizzare il loro potenziale nell’ecosistema VC prima di una exit sostanziale.

L’esempio lo si può trovare nell’enorme finanziamento di 2,3 miliardi di euro di Northvolt nel secondo trimestre del 2021, gli investitori erano di ogni tipo: hedge fund, società, fondi pensione e banche di investimento, oltre ai tradizionali VC.

Le valutazioni pre-money di aziende di software in late-stage sono salite a 24,9 milioni di euro nel primo semestre, poiché molte delle società di punta europee, come MessageBird, Celonis, Trade Republic e Mollie, hanno chiuso round sostanziali. Sottosettori come l’e-commerce, la produttività aziendale e il fintech hanno portato a valutazioni più grandi per round più grandi. La dimensione mediana dell’operazione di software in late-stage ha superato le cifre del 2020 a 7,3 milioni di euro nel primo semestre 2021. (Photo by Maryna Yazbeck on Unsplash )

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